Al Mondiale ci sono 5 ct argentini e nessuno ha ancora vinto una gara

Lo sanno bene Argentina, Egitto, Perù, Colombia e Arabia Saudita.
di Redazione Undici 22 Giugno 2018 alle 15:52

Un Mondiale del genere, finora, in Argentina non se l’aspettava quasi nessuno. Uno a uno contro l’Islanda e sconfitta per 3-0 contro la Croazia: a una partita dal termine del girone D Messi e compagni rischiano una prematura eliminazione, mentre il ct Jorge Sampaoli potrebbe addirittura non essere in panchina per la sfida decisiva alla Nigeria, in programma martedì 26 giugno.

Sampaoli tuttavia non è l’unico allenatore argentino a vivere un Mondiale complicato. Nei giorni scorsi il New York Times aveva evidenziato che, dei cinque ct del Paese sudamericano presenti a Russia 2018 con varie Nazionali, nessuno avesse ancora vinto una partita. A oggi la situazione non è cambiata ma, anzi, è peggiorata, considerando il netto ko della Seleccion contro i balcanici guidati da uno scatenato Luka Modric.

Jorge Sampaoli ha rimediato un pareggio e una sconfitta, il ct del Perù Ricardo Gareca è stato battuto sia dalla Danimarca che dalla Francia per 1-0 ed è già stato eliminato e lo stesso vale per Juan Antonio Pizzi con l’Arabia Saudita (0-5 con la Russia e 0-1 con l’Uruguay) e per Héctor Cúper con l’Egitto (0-1 con l’Uruguay e 1-3 con la Russia). José Pekerman, alla guida della Colombia, è partito perdendo 2-1 contro il Giappone e domenica affronterà nella seconda partita del girone H la Polonia.

>

Leggi anche

Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha avviato la procedura per obbligare tutti i club del mondo a schierare un giocatore Under 20 o Under 21 cresciuto nel proprio vivaio
Sarebbe una rivoluzione epocale per il calcio, perché costringerebbe le società a cambiare completamente la propria programmazione.
di Redazione Undici
Calcio
PSG-Bayern 5-4 è stata il trionfo dell’attacco sulla difesa, e non ha senso indignarsi: il calcio d’élite, oggi, è un gioco prettamente offensivo
Luis Enrique, Kompany e gli altri allenatori dei top club non fanno altro che valorizzare le qualità dei loro migliori giocatori, anche a rischio di concedere qualche gol in più.
di Alfonso Fasano
Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici