Dejan Lovren, reietto

Come il difensore della Croazia sta riprendendo centralità dopo una stagione con errori evidenti e ottime prestazioni.
di Oscar Cini 10 Luglio 2018 alle 12:25

Dejan Lovren ha vissuto una stagione bipolare, fatta di alti e bassi e dove i secondi sembrano essere ricordati meglio e più dei primi. Basta ripensare alla gara contro il Tottenham dello scorso ottobre per rendersi conto che non deve essere stato bello essere lui. Lovren in quella partita ha vestito i panni dell’eroe negativo, del reietto, sostituito da Klopp quando il primo tempo ancora non era finito dopo una serie di errori mastodontici in marcatura su Kane. Voto medio 2. Kane, lo stesso avversario che si troverà ad affrontare oggi. Alla fine della partita contro gli Spurs, Klopp si è affrettato a chiarire che il giocatore «non era infortunato, dovevamo cambiare qualcosa. Anch’io probabilmente avrei saputo fare di meglio se fossi stato in campo, erano situazioni gestibili». Il Guardian aveva parlato in quel caso di “arte del non difendere”, di un difensore che era incapace di gestire lo spazio intorno a lui e sembrava completamente in balia degli eventi. Quella partita aveva mostrato tutta l’inconsistenza della fase difensiva di un Liverpool che poi è cresciuto nel corso della stagione fino ad arrivare alla finale di Champions contro il Real Madrid, in cui a tradirli sono stati però gli errori individuali di Karius.

È chiaro che i tifosi inglesi si stiano beando di questa situazione, convinti che il dramma stia per ripetersi. Ma la partita del 22 ottobre sembra essere oggi solo un ricordo, con quei 31 minuti che potrebbero essere cancellati da altri grandi novanta. Dejan è stato tra le sorprese della Croazia in queste settimane Mondiali: da reietto a indispensabile in poco tempo, oggi Lovren si può considerare a tutti gli effetti un pilastro della fase difensiva croata. Contro la Danimarca l’abbiamo inserito tra i migliori in campo, grazie  all’87% di precisione nei passaggi, 69 tocchi effettuati, 4/6 duelli aerei vinti, 5 spazzate e un tentativo verso la porta avversaria che per poco non si è concretizzato in gol. Lovren ha smesso di essere considerato un pericolo e in silenzio sta recuperando centralità e importanza: oggi siamo di fronte a un calciatore migliore, più attento, che sembra aver tratto giovamento da una stagione al fianco di Virgil van Dijk.

Ma Lovren è stato ineccepibile anche contro l’Argentina

Non è un caso che in Inghilterra sia il Telegraph che il Guardian si siano soffermate proprio sulo scontro con Kane, uno dei motivi centrali della sfida di domani. Dal canto suo Dejan ha ribadito come lui e i suoi compagni non siano preoccupati per la gara contro l’Inghilterra: «Li rispettiamo, ovviamente, e penso che ci rispettino. Siamo due grandi squadre e sarà una bella sfida vedere chi avrà la meglio. Per me sono stati dei mesi buoni e spero di poter fare meglio della finale di Champions League». Proprio in Champions Lovren aveva dimostrato un ottimo affiatamento con van Dijk, aiutando i Reds nel percorso di arrivo fino all’ultima, decisiva, partita. Un po’ come la Croazia, Lovren ha dal primo giorno attaccata addosso l’etichetta del perdente, dell’underdog con zero possibilità rispetto alle grandi del torneo. Quindi, forse, con meno pressioni degli altri.

C’è una storia che è specchio fedele della pervicacia con cui il centrale croato ha cercato di arrivare dove è oggi. A 12 anni, come riporta il Guardianscrisse sotto il tavolo dell’appartamento in cui viveva in Croazia che un giorno sarebbe diventato uno dei migliori difensori del mondo. Oggi che si trova a disputare una semifinale con la maglia della Croazia si può dire che quell’obiettivo è stato raggiunto. Un tempo ridicolizzato a scuola, un po’ come successo per un certo tempo a Liverpool, perché “non poteva giocare come difensore”, Lovren ha preso quella negatività e l’ha trasformata in oro. Solitario, secondo chi lo conosce, è evidente da come si è ripreso dopo quel giorno di ottobre a Londra che in lui la determinazione è più alta della paura.

A Dejan manca un ultimo passo, forse quello decisivo, per togliere quel presentimento che in ogni partita, per quanto giocata perfettamente, sia in arrivo uno sbaglio. La redenzione di Lovren allora potrebbe essere a un passo: fermare Kane e tornare ai livelli di Southampton – dove era sempre affidabile con Pochettino alla guida – per smentire critici e scettici. Per far rimangiare le parole di questi giorni alla stampa inglese e fare in modo che il suo nome torni a suonare affidabile come quelli di un Rakitic o un Modric.

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