Spagna e Real ai piedi di Asensio

È l’anno della sua definitiva consacrazione.
di Redazione Undici 12 Settembre 2018 alle 16:17

Nel rotondo sei a zero inflitto dalla Spagna ai vicecampioni del mondo della Croazia, a prendersi i riflettori è stato Marco Asensio. Il maiorchino ha messo a segno una rete, provocato l’autogol del portiere croato Kalinic e regalato ai suoi compagni tre assist, completando una partita che ha rasentato la perfezione. Il numero 20 della Roja ha regalato ai presenti a Elche una prestazione completa: numeri d’alta scuola, tocchi di classe ma anche giocate di grande praticità. Il primo gol è arrivato al 33esimo quando, sfruttando una palla persa dalla Croazia al limite della propria area di rigore, ha battuto Kalinic con un sinistro potente e preciso che gli è valso la prima marcatura nella sua carriera in Nazionale. Due minuti dopo il talento del Real Madrid si è ripetuto; questa volta però il suo tiro si è stampato sulla traversa ed è entrato in rete solo dopo aver sbattuto sull’estremo difensore croato. Nella seconda frazione Asensio ha lasciato spazio ai suoi compagni. Al quarto ha smarcato Rodrigo che, tutto solo, ha siglato il quattro a zero; al dodicesimo ha servito da corner un cross che Sergio Ramos ha insaccato di testa e infine al minuto 25 si è reso protagonista del passaggio che ha portato Isco al sesto gol spagnolo.

Asensio era chiamato con il nuovo ciclo di Luis Enrique a fare uno step ulteriore, a prendersi più responsabilità e lo ha fatto con una naturalezza che dovrebbe spaventare le future rivali della Spagna. La sua migliore qualità, forse, sta proprio nel far sembrare semplici cose altrimenti impossibili per quelli cui il calcio non scorre nei piedi come a lui. Paradossalmente anche a Madrid Asensio ha questa necessità di assumersi più oneri. Nelle prime due stagioni al Real ha comunque raccolto 91 presenze e 21 gol, segnando all’esordio ufficiale con questa maglia in Liga, Champions League e Coppa del Re. È stato decisivo in numerose partite compresa la Supercoppa Uefa 2016 contro il Siviglia e la finale di Champions contro la Juve, timbrando il cartellino in entrambe le occasioni. Dopo la partenza di Ronaldo però il fantasista spagnolo troverà molto più spazio per salire in cattedra anche con la maglia dei Blancos. Una situazione che, con le dovute proporzioni, ricorda quella vissuta da Messi quando, dopo la partenza di Ronaldinho, ha preso in mano le sorti del Barcellona.

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