Tre cose sulla diciassettesima giornata di Serie A

Mandzukic che segna sempre allo stesso modo, quello che manca alla Roma e la grande prestazione di Meret.
di Redazione Undici 23 Dicembre 2018 alle 04:48

Il gol alla Mandzukic

Contro la Roma si è vista una Juventus bella e battagliera, soprattutto nel primo tempo. Che si è trovata però di fronte un Olsen in giornata di grazia, che ha evitato ai suoi un passivo più pesante. Il portiere svedese si è arreso solamente alla zuccata di Mandzukic, che ha segnato nel modo che più gli è familiare in questa stagione: cross verso il secondo palo e incornata vincente del croato. Contro il Milan, la Juve l’ha sbloccata esattamente allo stesso modo, per fare un esempio, e anche nella giornata precedente, nel derby contro il Toro, Mandzukic aveva segnato così, prima di vedersi annullata quella rete per fuorigioco. Evidentemente, però, gli avversari non sono ancora in grado di prenderne le contromisure: Santon, sovrastato dal centravanti bianconero, nemmeno prova a saltare, forse inconsapevole del pericolo alle spalle. Per Mandzukic è l’ottavo gol in campionato: ne aveva fatti cinque l’anno scorso, sette due stagioni fa. La Juve che macina punti è anche merito della riscoperta vena realizzativa del croato.

Il gol vittoria di Mandzukic

Alla Roma manca imprevedibilità

Risultato a parte, la trasferta allo Stadium – terreno che continua a essere tabù per i giallorossi – lascia perlomeno a Di Francesco l’impressione di una squadra viva, per nulla arrendevole. Nel secondo tempo, la Roma ha messo alle corde la Juventus, costringendola a fare muro davanti a Szczesny senza grosse possibilità di risalire il campo. C’è, però, un difetto non da poco: il forcing dei giallorossi non ha prodotto nessuna occasione da gol. Chi è andato più vicino a segnare il gol del pareggio è stato Cristante, sugli sviluppi di un calcio di punizione: un colpo di testa, nel mucchio, non eccessivamente potente per mettere i brividi addosso a Szczesny. Dopo un inizio piuttosto cauto, nemmeno l’ingresso di Kluivert, con il passaggio al 4-3-3, ha aggiunto quell’imprevedibilità di cui la Roma sembra aver disperato bisogno. Il palleggio della squadra di Di Francesco è ben fatto, ma poco ficcante: i tocchi corti a centrocampo, per poi aprire immediatamente sull’esterno, sono stati il piano principale per cercare di seminare disordine nella difesa avversaria. In fondo, però, tutto è stato fin troppo banale, prevedibile. E la Juve ha mantenuto la porta inviolata per la sesta partita di fila in campionato.

Il colpo di testa di Cristante in chiusura di match

Il momento di Meret

Con la maglia della Spal, Alex Meret si è rivelato come uno dei portieri italiani di sicuro avvenire. E, proprio contro la sua ex squadra, ha conquistato i favori del pubblico napoletano. Non è stato un Napoli tambureggiante, che ha sbloccato il risultato solo su calcio d’angolo, con la deviazione aerea di Raul Albiol. Un vantaggio minimo che è rimasto tale fino a fine gara, quando la Spal ha minacciosamente messo la testa in avanti: sono servite le prodezze di Meret per impedire al suo ex allenatore Semplici di strappare un punto al San Paolo. Per il 21enne portiere un ottimo modo per ottenere la fiducia di Ancelotti e compagni: dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dal campo nelle prime settimane, Meret ha debuttato con la sua nuova squadra contro il Frosinone, in un 4-0 che lo aveva lasciato fin troppo tranquillo – e con il Napoli che non aveva avuto bisogno del suo apporto. Il copione contro la Spal, alla vigilia, poteva apparire simile, ma così non è stato: così, con due interventi nel finale che hanno esaltato i suoi riflessi, Meret si è aggiudicato l’inaspettato premio di uomo partita.

Uno dei due grandi interventi di Meret che evita il pari della Spal
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