Il momento magico di Nico Schulz

Chi è e come gioca il terzino della Germania, decisivo contro l'Olanda.
di Redazione Undici 25 Marzo 2019 alle 17:22

La storia calcistica di Nico Schulz è decisamente particolare, fin dal suo prologo: il sito della Bundesliga racconta come da adolescente sia stato vicinissimo ad approdare al Liverpool, ma anche del suo rifiuto all’offerta dei Reds per rimanere a Berlino, nelle fila dell’Hertha. Oggi gioca nell’Hoffenheim, ma è soprattutto l’uomo nuovo della Mannschaft di Joachim Löw: dopo la rete realizzata nel giorno dell’esordio (a settembre, contro il Perù), ieri sera ha segnato al 90esimo minuto il gol del 2-3 in casa dell’Olanda. Praticamente, due degli ultimi tre successi della Nazionale tedesca sono firmati da Schulz, terzino sinistro moderno, costantemente all’attacco, riscoperto da Löw dopo qualche anno di difficoltà.

In tanti aspettavano la sua esplosione, del resto Schulz è stato titolare dell’Under 21 per tutto il ciclo 2013-2015, fino alla semifinale europea persa con il Portogallo – nella stessa squadra giocavano ter Stegen, Ginter, Emre Can, Kimmich, Younes. Solo che la sua rivelazione è avvenuta un po’ in ritardo, il passaggio all’Hoffenheim è arrivato dopo due stagioni molto negative al Borussia Mönchengladbach, evidentemente la squadra di Nagelsmann gli ha offerto il contesto migliore per riprendersi e imporsi, per esprimere la parte migliore del suo gioco. Nella stagione in corso ha saltato solo due partite di Bundesliga e una di Champions League, nelle due competizioni più importati mette insieme un gol e 5 assist decisivi, cui vanno aggiunti un’altra rete e 2 assist in Coppa di Germania – oltre alle marcature in Nazionale. La caratteristica più importante di Schulz è la sua adattabilità tattica: è un uomo a tutta fascia, può giocare da terzino sinistro in una difesa a quattro e da quinto di centrocampo, ma anche come esterno offensivo, lo slot occupato negli anni dell’Under 21. Non a caso, il gol realizzato ieri sera nasce da una grande lettura offensiva, un possesso prolungato sulla sinistra ha liberato Reus al cross, a centro area c’era proprio Schulz, bravissimo a seguire l’azione e a battere Cillessen con una conclusione di destro non fortissima, ma estremamente precisa.

Il gol decisivo realizzato da Schulz

Schulz possiede anche il passaporto italiano, suo padre è nato ad Ischia ma Nico ha scelto di utilizzare il cognome della madre, perché i genitori non si sono mai sposati. Suo fratello Gian Luca ha un nome decisamente più vicino alle origini napoletane della famiglia e gioca nell’Union Fürstenwalde, quarta serie del campionato tedesco. A 26 anni da compiere tra pochi giorni, Nico Schulz ha ancora la possibilità di imporsi ai massimi livelli, le buone prove con la Germania potrebbero in qualche modo riaprire qualche indiscrezione di calciomercato intorno alla sua figura, le sue ultime dichiarazioni hanno individuato l’Inter come «squadra dei sogni». Probabilmente, le origini italiane incidono su questa sua considerazione della squadra nerazzurra, sulla sua ambizione di giocare in Serie A. Intanto, però, Schulz si è preso la Nazionale dopo la bocciatura di Hector e Plattenhardt, la coppia vista al Mondiale e non convocata da Löw per le due partite contro Serbia e Olanda. Contro gli Oranje, oltre alla rete decisiva è arrivato anche l’assist per il gol di Sané, il modo migliore per chiudere il cerchio del suo momento magico.

>

Leggi anche

Calcio
Dejan Kulusevski non gioca una partita ufficiale da un anno, e nessuno sa dire perché
di Redazione Undici
Calcio
Vinícius Júnior è una macchina da soldi che funziona benissimo, ma anche un campione di tolleranza e solidarietà
L'attaccante del Real Madrid ha tantissimi accordi commerciali, ma è anche un simbolo per le sue iniziative benefiche e sociali.
di Redazione Undici
Calcio
Il Goteborg lancerà e indosserà 15 maglie Home in questa stagione, una per ogni partita in casa
Con questi kit customizzati, uno dei club più blasonati del calcio svedese omaggerà tutti i quartieri della città che rappresenta.
di Redazione Undici
Calcio
Grazie a un nuovo progetto e a uno stadio posto a oltre 4mila metri di altitudine, la Bolivia può tornare davvero ai Mondiali dopo più di trent’anni
Il percorso di qualificazione dei sudamericani era cominciato malissimo, ma poi le cose sono cambiate. In campo e fuori.
di Redazione Undici