Calcio

Guardiola ha un problema con le trasferte in Champions League

Solo 3 vittorie nelle ultime 15 sfide esterne ad eliminazione diretta.

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola reacts during the UEFA Champions League quarter-final first leg football match between Tottenham Hotspur and Manchester City at the Tottenham Hotspur Stadium in north London, on April 9, 2019. (Photo by Ian KINGTON / IKIMAGES / AFP) (Photo credit should read IAN KINGTON/AFP/Getty Images)

La sconfitta patita ieri contro il Tottenham non ha pregiudicato del tutto il cammino in Champions League del Manchester City. Dopotutto, stiamo vivendo un'edizione caratterizzata dalle rimonte nei return match, quindi non è utopico né antistorico immaginare che la squadra di Guardiola possa recuperare un gol a quella di Pochettino, e magari ribaltare l'esito della qualificazione. Solo che il tecnico catalano continua a non ingranare nei match internazionali fuori casa, una situazione che si rincorre da alcuni anni. Addirittura, nelle ultime 15 sfide in trasferta delle fasi eliminatorie (dagli ottavi in poi), Pep ha vinto solo tre volte: Arsenal-Bayern Monaco 0-2 (febbraio 2014, ottavi di finale), Basilea-Manchester City 0-4 (febbraio 2018, ottavi di finale) e Schalke-Manchester City 2-3 (febbraio 2019, ottavi di finale). Raffinando ancora di più i criteri di ricerca, si scopre che una squadra di Guardiola non vince in trasferta ai quarti di finale o in semifinale di Champions dalla stagione 2010/11: allora il Barcellona – poi campione d'Europa a fine anno – si impose sul campo del Real Madrid (0-2) nell'andata del penultimo atto.

Ieri sera, il match contro gli Spurs è stato anche abbastanza sfortunato: poche occasioni da entrambe le parti, il City ha fallito un rigore con Agüero (bravissimo Lloris sulla conclusione del centravanti argentino), poi nella ripresa è arrivata la rete di Son, con Ederson non velocissimo nell'intervento a terra. Guardiola non è stato esente da critiche e accuse, soprattutto per la gestione dei calciatori: Sané e De Bruyne inizialmente in panchina, poi inseriti solo per gli ultimi due minuti; nel frattempo, il primo cambio – Gabriel Jesus per Agüero – non aveva modificato l'assetto tattico di una squadra imbrigliata dal pressing alto del Tottenham, attento a non scoprirsi e che è riuscito a venire a capo della partita pur avendo dovuto rinunciare a Kane per un infortunio alla caviglia. Insomma, Pep vive un momento interlocutorio, almeno in Europa: nelle ultime due stagioni è stato eliminato dal Monaco (agli ottavi) e dal Liverpool (ai quarti), il Manchester City ha ancora la possibilità di centrare il Quadruplete, ma deve risolvere il problema delle trasferte internazionali. Perché ribaltare il risultato in casa non è sempre possibile, e perché le grandi squadre che vogliono vincere la Champions passano da un rendimento che non risente del fattore campo.