Serie A

Cosa aspettarsi dalla 37esima giornata di Serie A

Juve e Atalanta al bivio, l'Inter a Napoli, la lotta salvezza ancora aperta.

Milik e Brozovic a contrasto durante Inter-Napoli (Emilio Andreoli/Getty Images)

Juventus-Atalanta è un bivio

Juventus-Atalanta è una partita ricca di contenuti tecnici, ma è inevitabile che gran parte delle attenzioni, in casa bianconera, siano dirottate altrove: all'addio di Allegri. In tutto questo, però, c’è uno scudetto da celebrare, con la premiazione dei giocatori e la consegna del trofeo, e anche una stagione da finire nel migliore dei modi: la Juve ha vinto appena una delle ultime sette partite disputate tra campionato e Champions, quella contro la Fiorentina, quasi un mese fa. Se si considerano le ultime cinque di A, la squadra di Allegri è andata a velocità ridotta: un punto di media a partita, con ben undici formazioni che sono riuscite a fare meglio. Chi ha raccolto più punti di tutti, in questo segmento di campionato, è proprio l’Atalanta, che deve rimettere insieme i cocci dopo la delusione della Coppa Italia: una vittoria equivarrebbe a ipotecare la qualificazione in Champions League, ma anche un punto potrebbe essere un ottimo risultato per Gasperini, a cui poi basterebbe battere il Sassuolo all’ultima di campionato per assicurarsi il quarto posto.

La partita di andata a Bergamo

Napoli-Inter, per quantificare le distanze

Uno dei dubbi che aleggia sulla Serie A 2018/19 riguarda l'effettiva consistenza delle squadre subito dietro la Juventus. Il Napoli ha dimostrato di meritare il secondo posto in campionato, per qualità dei calciatori e abitudine a stare a un certo livello, una sensazione che non è cambiata nonostante la transizione da Sarri ad Ancelotti. Allo stesso modo, però, l'Inter è sembrata rendere meno rispetto al reale valore della rosa, i pronostici dell'estate scorsa individuavano i nerazzurri come prima antagonista della Juve in chiave scudetto, e invece la stagione della squadra di Spalletti ha vissuto di alti e bassi, anzi la crisi tra febbraio e marzo aveva addirittura messo in dubbio la qualificazione alla Champions League – che, tra l'altro, non è ancora matematica. Da questo punto di vista, lo scontro diretto di domenica servirà a chiarire quale sia il vero gap tra le due squadre: all'andata l'Inter vinse una partita equilibrata, in una serata particolare, sembrò all'altezza della squadra di Ancelotti, anche dal punto di vista mentale. Poi però il gap si è allargato ed è rimasto ampio nonostante l'andamento lento del Napoli, oggi la classifica dice che ci sono 10 punti di differenza tra le due squadre, e che una vittoria degli azzurri darebbe un senso di superiorità ancora più marcato rispetto a quanto espresso durante la stagione. Un successo dell'Inter al San Paolo potrebbe servire da propellente per la prossima stagione, alimenterebbe la sensazione che la base di partenza per il nuovo progetto è di buon livello, non è troppo distante proprio dal Napoli, il primo tratto di strada da compiere per poter ambire all'inseguimento della Juventus.

Il match d'andata tra Inter e Napoli, finito 1-0 per i nerazzurri

Le inaspettate sfide salvezza

Proviamo a fare un viaggio indietro nel tempo, un mese o anche solo due settimane: due retrocessioni già decise, un nutrito gruppo di squadre praticamente certe di rimanere in Serie A – Fiorentina, Cagliari, Parma, Sassuolo, Spal. Poi qualcosa è cambiato, l'Empoli ha vinto due partite consecutive e ha rimesso quasi tutti in gioco, tanto che due vittorie negli ultimi due turni (contro Torino e Inter) darebbero la certezza della salvezza alla squadra di Andreazzoli. Questione di match incrociati, che già da questo weekend diventano scontri diretti per evitare di finire invischiati nella lotta salvezza. Si comincia domani alle 18 con Genoa-Cagliari: la squadra di Prandelli non vince dal 17 marzo (2-0 alla Juventus) e da allora ha messo insieme appena 3 punti; i sardi hanno 40 punti, ma rischiano ancora di essere superati dall'Empoli, anche perché poi affronteranno l'Udinese all'ultima giornata. Domenica ci sarà Parma-Fiorentina: gli emiliani hanno 38 punti e lo stesso, pessimo, score dei viola – 10 punti nelle ultime 15 partite, solo il Chievo ha fatto peggio. Chi perde punti al Tardini rischia di essere avvicinato dall'Empoli, anche se a Montella basta un pareggio per certificare la salvezza. Ripensandoci, il punto è proprio questo: la Fiorentina ambiva all'Europa League e non è ancora matematicamente certa di restare in Serie A, nessuno si sarebbe mai aspettato che la corsa per evitare la retrocessione potesse coinvolgere così tante squadre, certe squadre, oltre la metà di maggio.

 


{