Calcio Internazionale

L'Union Berlin giocherà in Bundesliga per la prima volta

E l'anno prossimo giocherà di nuovo il derby contro l'Hertha.

Union Berlin's German defender Florian Huebner celebrates with Union Berlin's fans after Union won in the German Bundesliga Relegation second-leg football match FC Union Berlin v VfB Stuttgart in Berlin, on May 27, 2019. (Photo by John MACDOUGALL / AFP) / DFL REGULATIONS PROHIBIT ANY USE OF PHOTOGRAPHS AS IMAGE SEQUENCES AND/OR QUASI-VIDEO (Photo credit should read JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Berlino Est è arrivata in Bundesliga, ed è un debutto assoluto per una squadra proveniente dalla parte orientale della capitale tedesca dopo la riunificazione. Nel return match dello spareggio tra la terza classificata della seconda divisione e la 16esima di Bundes, l'Union Berlino ha pareggiato 0-0 in casa contro lo Stoccarda. Dopo il 2-2 nel match d'andata alla Mercedes-Benz Arena, il match senza gol dello Stadion An der Alten Försterei è bastato perché l'Union raggiungesse per la prima volta il campionato di Bundesliga (condannando lo Stoccarda tre anni dopo l'ultima retrocessione).

La fama dell'Union, anche oltre la Germania, è una questione politica ma anche culturale: ai tempi della Repubblica Democratica Tedesca, il club aveva un'anima operaia ma ribelle, viveva una forte rivalità con la Dinamo, la squadra della Stasi, campione della Germania Est dal 1979 al 1988; dopo la riunificazione, la coltivazione di un'identità aggregativa e il rapporto strettissimo con il pubblico sono diventati il core business della società, anzi più volte sono stati proprio i fan a salvare la squadra, a risolvere problemi economici e logistici. Nel maggio 2004, per esempio, i tifosi hanno creato una campagna intitolata “Bleed for Union” per raccogliere fondi da destinare all'acquisto della licenza per giocare in quarta divisione. Il nome non fu scelto a caso: le sovvenzioni arrivarono dalla vendita di sacche di sangue donato dagli stessi tifosi.

 

Ancora oggi, i tifosi hanno un ruolo centrale nella strategia dell'Union: quando nel 2008 fu necessario rinnovare lo stadio, parteciparono in prima persona ai lavori di ristrutturazione; il rifacimento successivo, nel 2010, fu finanziato da un consorzio formato da tifosi e sponsor, che investirono circa 2,7 milioni nella società che poi si è assicurata la gestione dell'impianto. L'inaugurazione dello stadio nella sua nuova versione (22 012 posti, di cui solo 3.617 a sedere) è avvenuta nel 2013, e ancora oggi i comitati dei fan possiedono una parte delle quote. La partecipazione è pratica, non solo teorica o gestionale: nel 2014, lo stadio “alla Vecchia Foresteria” è stato utilizzato come una sorta di enorme salotto per seguire dal vivo le partite della Germania ai Mondiali, c'erano circa 800 divani sul terreno di gioco. In occasione del Natale, l'impianto ospita il Weihnachtssingen, un evento che richiama appassionati da tutta la Germania e anche da altri paesi europei: 27mila persone alternano cori calcistici e canti natalizi, bevono Vin brulé, accendono candele.

L'Union Berlino è una comunità che si rappresenta secondo il suo stile, più che una squadra come la intendiamo noi nel 2019. Solo che c'è anche il calcio giocato, e allora il progetto è già andato oltre la dimensione del folklore: il tecnico Urs Fischer, assunto all'inizio di questa stagione, ha guidato il Basilea per due stagioni; i giocatori più riconoscibili sono Felix Kroos, fratello di Toni, e gli attaccanti Polter e Andersson, autori di 24 gol totali. La forza dell'Union in questa stagione è stata l'impenetrabilità della difesa: 33 gol subiti in 34 partite, miglior record di tutta la 2.Bundesliga. Il prossimo anno ci sarà un nuovo derby contro l'Hertha, il primo dalla stagione 2011/12, quando entrambe le squadre erano in Seconda Divisione. Ai tempi delle due Germanie, c'era grande vicinanza ideologica e politica tra le due tifoserie, che oggi invece sono un po' più lontane, non fosse altro che per una differenza netta sul piano economico, sociale, per quella sensazione di divisione Est-Ovest che ancora si percepisce, nonostante Berlino sia diventata una metropoli moderna, integrata.


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