Calcio Internazionale

In Spagna le squadre B sono in crisi

Per il secondo anno consecutivo, non ci saranno equipo filiales in Segunda División.

Martin Odegaard in azione con il Castilla, squadra filiale del Real Madrid (Doyle/Getty Images)

Il prossimo campionato di Segunda División spagnola non avrà nessuna squadra B – equipo filiales secondo la dicitura iberica. Sarà la seconda edizione consecutiva senza squadre legate alle big della Liga, una condizione che non si verificava dal 2003. Il complesso meccanismo di promozione al torneo cadetto (80 club si sfidano per 4 posti, tutti assegnati dopo un lungo percorso ai playoff) ha eliminato, per ultime, il Castilla (filiale del Real Madrid), il Villarreal B e l'Atlético Madrid B. I playout, invece, hanno decretato la retrocessione in Tercera División del Deportivo B, dell'Almería B e del Malaga B. Le ultime equipo filiales ad aver partecipato al torneo di Segunda División sono state il Siviglia Atlético e il Barcellona B, retrocesse al termine del campionato 2017/18.

Per provare a spiegare la crisi di un'istituzione tipica del calcio spagnolo, il quotidiano Marca ha intervistato alcuni tecnici che lavorano in queste squadre: «Il problema più evidente cui dobbiamo far fronte è l'inesperienza dei nostri giocatori. Una condizione che diventa ancora più determinante quando affronti i playoff, e allora puoi trovarti di fronte dei calciatori molto più maturi, più abituati a giocare certe partite». Un componente dello staff del Castilla, Abraham García, ha approfondito e ampliato il giudizio: «I nostri giocatori potrebbero essere figli di alcuni avversari, e allora non importa quanto il tuo gioco possa essere offensivo, coraggioso, ci sono aspetti che si coltivano solo con l'esperienza, tipo entrare duro nei contrasti, oppure temporeggiare. Poi c'è anche il discorso dell'instabilità: in pratica alleniamo una squadra aperta, molti giocatori vanno e vengono dalla prima squadra, allora il percorso di formazione diventa difficile». Recentemente, uno dei migliori risultati per una equipo filial è quello del Barcellona B allenato da Luis Enrique, terzo in classifica nella Segunda División 2010/11. La seconda squadra degli azulgrana non partecipò ai playoff perché non avrebbe potuto essere promossa nella Liga. Stesso risultato per il Barça anche nel 2014, quando era allenato da Eusebio Sacristán.

Tra i cinque campionati top, solo l'Inghilterra non ha istituzionalizzato le squadre filiali nella piramide calcistica. L'Italia si è uniformata a partire dalla stagione appena conclusa: la Juventus Under 23 è stata inserita nel girone A della Serie C ed ha terminato il campionato al 12esimo posto, tre punti sotto la zona playoff. La seconda squadra dei bianconeri può aspirare al massimo alla promozione in Serie B, un livello sotto la prima squadra. In Germania e Francia, invece, le squadre filiali non possono andare oltre la terza divisione e la quarta divisione, rispettivamente. Nelle altre leghe, ad esempio Portogallo e Olanda, le seconde squadre possono arrivare fino alle soglie della massima serie, come in Spagna e Italia.