Serie A

Perché Barella è un acquisto perfetto per Conte e per l'Inter

Il centrocampista sardo sarà al centro del nuovo progetto nerazzurro.

Per i tifosi dell'Inter, ma anche per tutti gli analisti e appassionati di calcio, è inevitabile la comparazione continua e ripetuta tra la nuova avventura nerazzurra di Antonio Conte e la sua prima stagione alla Juventus, nel 2011/12. È un esercizio onnicomprensivo, nel senso che riguarda tutti gli aspetti dell'Inter che è, dell'Inter che sarà: il sistema di gioco, la scelta degli uomini chiave, l'entusiasmo per un nuovo inizio, per un nuovo progetto. Il calciomercato, in questo senso, è un terreno fertile per immaginare, intravedere e coltivare le analogie. Nell'estate del 2011, la Juventus riscattò Alessandro Matri e Fabio Quagliarella, ma soprattutto acquistò Pirlo, Lichtsteiner, Vidal e Vucinic, che sarebbero diventati quattro pilastri assoluti dell'era-Conte; l'Inter 2019 ha riscattato Politano, poi ha annunciato Godín, Sensi e ora ha chiuso l'affare-Barella con il Cagliari.

Nel gioco del confronto, la suggestione più evidente è quella che accomuna l'acquisto di Arturo Vidal e quello Nicolò Barella. Il valore assoluto e le caratteristiche dei due calciatori sono del tutto assimilabili, e si sovrappongono in maniera perfetta alle richieste che Antonio Conte è solito fare ai suoi centrocampisti. In sostanza: se Vidal divenne in poco tempo il riferimento tecnico, tattico ed emotivo della Juventus di Conte – tanto che il tecnico salentino decise di abbandonare il “suo” 4-2-4 per inserire un terzo centrocampista, fino al decisivo passaggio alla difesa a 3 –, Barella può compiere lo stesso percorso di affermazione.

La caratteristica principale del centrocampista sardo è che sa fare tutto: al Cagliari è stato utilizzato in ogni ruolo del centrocampo – davanti alla difesa, come interno di un reparto a 3, come uomo di inserimento. Nel passaggio da Rastelli a Diego López fino a Maran, Barella ha ulteriormente ampliato il suo campionario: se prima aveva totale libertà creativa il tecnico veneto ha voluto che partecipasse attivamente a tutte le fasi della manovra, pur con la certezza di perdere qualcosa in avanti. È andata proprio così: i 6 gol realizzati nella stagione 2017/18 sono scesi a uno nell'annata successiva, ma nel frattempo Barella ha aumentato il numero di passaggi, passaggi chiave e assist, ha tentato più contrasti e più duelli aerei.

È come se l'ultima stagione fosse stata preparatoria per il suo futuro, per il ruolo assolutamente centrale che andrà a ricoprire nell'Inter di Conte. Non è difficile immaginare il disegno tattico nella testa dell'allenatore nerazzurro: difesa a 3, centrocampo a 5, Barella mezzala accanto a un centromediano dal piede educato (Brozovic?) e a un interno complementare a lui per caratteristiche – per esempio Sensi, che a Sassuolo è stato meno regista e più interno di qualità con licenza di roaming difensivo e offensivo. Pur se all'interno di contesti diversi, Barella gioca allo stesso modo pure nella Nazionale di Mancini: con gli Azzurri, Barella è l'elemento-cuneo tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, si inserisce molto di più in avanti rispetto al suo dirimpettaio Verratti, è al tempo stesso equilibratore e creatore e uomo risolutore della manovra, una somma quasi algebrica di tutte le cose imparate e sperimentate a Cagliari nel corso delle ultime stagioni.

Barella contrasta, ricama, segna

Anche dal punto di vista manageriale, Barella all'Inter-di-Conte è un incastro perfetto. Il centrocampista sardo ha 22 anni, è un talento già molto considerato a livello internazionale – in un rapporto CIES del 2017 era al secondo posto tra i più cari centrocampisti Under 20, nello stesso anno il Guardian lo definì «un brillante prospetto» – ma ancora non affermato in maniera definitiva. Un po' come Vidal nell'estate 2011, anzi i margini di crescita sono addirittura superiori: il cileno arrivò alla Juventus dopo aver compiuto 24 anni, il gioco e le istruzioni di Conte esaltarono il suo valore e lo resero uno dei centrocampisti più forti e completi al mondo. L'Inter ha provato – sta provando – a ripetere la stessa operazione, non a caso la cifra versata al Cagliari – un totale di 45 milioni tra prestito oneroso, riscatto e bonus – è tra le più alte mai spese nella storia nerazzurra. Barella sarà il centro dell'Inter nei prossimi anni, come asset tecnico ed economico: evidentemente, la fiducia della dirigenza interista nel nuovo corso, nella possibile chimica tra Conte e i nuovi giocatori che stanno arrivando, vale questo tipo di investimento.


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