Calcio Internazionale

Guida essenziale alla Liga degli umani

Cosa c'è di interessante nel campionato spagnolo oltre Barcellona, Real Madrid e Atlético Madrid.

Proprio mentre le voci di mercato impazzano, con Real Madrid e Barcellona pronte a riportare Neymar in Spagna e in chiara difficoltà nella gestione degli esuberi di lusso, il campionato spagnolo è pronto a partire, quasi arrecando disturbo alle trattative (presumibilmente) in corso. Athletic Bilbao-Barcellona darà il via alla Liga 2019/20, e la griglia di partenza vede ancora davanti a tutti la squadra di Valverde, campione uscente, seguita dalle due big di Madrid. Eppure sono molti gli spunti interessanti che fornisce la Primera División, al netto del triumvirato che domina da 15 stagioni a questa parte. Le coppe europee hanno evidenziato il momento di superiorità dei club inglesi, ma nei mesi di giugno e luglio l’intero movimento calcistico spagnolo ha potuto festeggiare i successi dell’Under 21 e dell’Under 19 ai rispettivi Europei di categoria. Risultati che mostrano la notevole quantità di talento sparso per l’intero paese, e la salute di un sistema in grado di produrre calciatori con una cifra tecnica considerevole.

Talento da consolidare

Tre dei principali protagonisti dell’Under 21 di De La Fuente – Ceballos, Fornals e Vallejo – hanno abbandonato la Spagna per andare a giocare proprio in Premier League, e sorprende come nessuno ancora si sia adoperato per riportare in patria Dani Olmo, trequartista della Dinamo Zagabria, rivelazione della passata Europa League e tra i migliori nella competizione disputatasi in Italia. Sono rimasti, rispettivamente al Valencia e alla Real Sociedad, due giocatori già affermati e nel giro della nazionale maggiore come Carlos Soler e Mikel Oyarzabal. Entrambi cercano la consacrazione definitiva. Lo stesso vale per due dei principali artefici dell’ottima stagione dell’Espanyol, conclusasi con il ritorno in Europa League del club catalano: sono il centrale di difesa Mario Hermoso (24 anni e 3 presenze in nazionale, forte negli anticipi, veloce e con un piede sinistro educato che gli consente di iniziare l’azione con facilità), passato all’Atletico Madrid, e Borja Iglesias, centravanti che ogni allenatore vorrebbe per la sua propensione ad aiutare la squadra a giocare bene. Autore nell’ultima stagione di 20 gol e soprannominato El Panda (dal titolo di una canzone del rapper americano Desiigner), Borja Iglesias è appena passato al Betis.

A vestire la maglia dell’Espanyol è però rimasto Marc Roca, regista e metronomo classe ’96 seguito molto attentamente dal Bayern Monaco, inoltre il club catalano ha aggiunto al roster il centrale difensivo Fernando Calero dal Valladolid, 23 anni, arrivato in Catalogna dopo un’annata molto positiva, proprio per sostituire Hermoso. Occhi puntati anche su Ferrán Torres, esterno d’attacco di proprietà del Valencia, nato nel 2000 e mattatore dell’ultimo Europeo Under 19 (sue le reti nel 2-0 in finale con cui la Spagna ha battuto il Portogallo). Marcelino gli ha già concesso 37 presenze in campionato e 3 in Champions League. Nella stessa rappresentativa, con lo stesso ruolo di Torres, anche Bryan Gil del Siviglia e Ander Barrenetxea della Real Sociedad: entrambi hanno già debuttato e segnato nella passata edizione della Liga.

Ferrán Torres in azione con la maglia del Valencia durante un match di Europa League contro il Villarreal. Il calciatore del club taronges è stato inserito nella lista dei 50 giovani da seguire pubblicata sul sito della Uefa qualche settimana fa (Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)

A ridosso delle prime

L’ultimo campionato vinto da un attore diverso dal trio Barça-Real-Atletico è stata quello del 2003/2004, stagione in cui il Valencia di Rafa Benítez conquistò titolo spagnolo e Coppa Uefa. Proprio il Valencia, con l’arrivo di Marcelino in panchina nell’estate del 2017, è diventato la quarta forza di Spagna centrando per due anni di fila la qualificazione alla Champions League e vincendo nel maggio scorso la Coppa del Re. A fornire garanzie al club di Peter Lim è proprio l’allenatore asturiano, capace sin da subito di trasmettere la sua idea di gioco e di ottenere risultati. La cessione di Rodrigo Moreno all’Atletico Madrid e il mancato acquisto di Rafinha sono due notizie che l’ex allenatore del Villarreal avrebbe preferito non ricevere. Potrà però contare, oltre che sul già citato Torres, su uno dei profili più promettenti in assoluto: il coreano del sud Lee Kang-In, centrocampista offensivo classe 2001 eletto miglior calciatore dell’ultimo Mondiale Under 20. Sono già 11 le sue presenze con la prima squadra.

La principale concorrente per la quarta posizione, fatturati alla mano, è il Siviglia. Suscita curiosità vedere all’opera la rosa costruita da Monchi, alla sua prima planificación dopo il ritorno a casa. L’ex direttore sportivo della Roma ha praticamente smontato la squadra affidata nell’ultimo anno a Joaquín Caparrós, e ha scelto Julen Lopetegui, reduce dall’esonero al Real Madrid, per la panchina. Hanno lasciato l’Andalusia Ben Yedder, passato al Monaco in cambio di Rony Lopes, Sarabia, acquistato dal Psg, Quincy Promes e Wöber, mentre Rog, Gonalons e André Silva non sono stati riscattati. Molti i movimenti in entrata: per l’attacco sono arrivati Dabbur dal Salisburgo, De Jong dal Feyenoord e Ocampos dal Marsiglia; per la mediana Oliver Torres dal Porto (fedelissimo di Lopetegui), Joan Jordan dall’Eibar, Fernando dal Galatasaray; per la difesa Monchi ha scommesso su due profili interessanti provenienti dalla Ligue 1, come Diego Carlos (Nantes) e Koundé (Bordeaux), ma anche su Reguilón, terzino sinistro ex Real Madrid. Lopetegui intende puntare su un 4-3-3 basato sul palleggio, sulla qualità delle mezze ali e sulla capacità degli esterni offensivi di attaccare la profondità. L’ultimo test, una sconfitta sul campo del Granada, ha evidenziato qualche difficoltà nella gestione del possesso e una grande sofferenza nelle uscite dal pressing avversario.

Chi invece ha già le sue certezze è l’Espanyol, malgrado le cessioni. Quattro le gare ufficiali sin qui disputate dalla squadra diretta da David Gallego, subentrato a Rubi, che si è qualificata per i playoff di Europa League senza soffrire. Ha portato verve e talento Matías Vargas, esterno offensivo argentino arrivato dal Velez che ha già impressionato tutti con le sue giocate, andando anche in gol al debutto contro il Lucerna. Acquisto più caro della storia dell’Espanyol (10,5 milioni di euro), Vargas ha 22 anni, un’infanzia umile alle spalle (da bambino puliva le grondaie per pochi pesos facendo porta a porta), e ha già dimostrato una certa personalità prendendo posizione contro l’omofobia nel calcio.

Lucas Ocampos, qui impegnato in un'amichevole precampionato contro il Liverpool, è uno dei nuovi acquisti del Siviglia. Ha giocato in Italia con le maglie di Genoa e Milan (Joseph Prezioso/AFP/Getty Images)

Tecnici da tenere d’occhio

Il vero capolavoro della passata stagione lo ha compiuto José Bordalás alla guida del Getafe raggiungendo la quinta posizione e l’accesso diretto ai gironi di Europa League. Una squadra che non brillerebbe per la cifra tecnica dei suoi interpreti (tra le individualità spiccano il portiere David Soria, il centrale difensivo Djene, il mediano uruguaiano Arambarri e la coppia gol “esperta” Molina-Mata), ma in grado di sopperire grazie all’attenzione tattica e all’agonismo, spesso spingendosi molto al limite. Lo stile di gioco è molto aggressivo e molti allenatori della Liga hanno avuto da ridire, su tutti Marcelino e Setién che negli anni hanno più volte discusso, direttamente e a mezzo stampa, con Bordalás. La critica che spesso viene rivolta a lui e a i suoi è quella di praticare un vero e proprio anticalcio, per via del gioco falloso e delle numerose perdite di tempo. La squadra gioca un calcio all’apparenza semplice, cerca con insistenza la verticalità, si schiera con un 4-4-2 ed è sempre molto corta, difficile da penetrare.

Bordalás è maniacale nel lavoro, pesa i suoi giocatori prima di ogni allenamento ed è l’assoluto protagonista della scalata di questo piccolo club della città dormitorio a sud di Madrid: nel 2016/17 ha conquistato la promozione, l’anno seguente l’ottavo posto, infine la quinta posizione restando in corsa fino alla fine per la qualificazione alla Champions Legue. Ha fatto tutta la gavetta, partendo nel 1993 dall’equivalente spagnolo della nostra Promozione.

Da seguire anche il lavoro che svolgerà Rubi, nuovo tecnico del Betis. Rubi altro non è che il soprannome d’infanzia di Joan Francesc Ferrer Sicilia (era l’unico “rubio”, biondo, in classe). È stato uno dei migliori tecnici della passata Liga sulla panchina dell’Espanyol, confermandosi dopo aver ottenuto nella stagione precedente la prima storica promozione in Primera da allenatore dell’Huesca. Il suo Espanyol ha giocato un calcio molto verticale, basato sulla qualità delle mezzali (Melendo e Darder) e sulla capacità del regista Roca di dettare i tempi. La sua idea di calcio potrebbe mettere il messicano Diego Laínez, esterno offensivo classe 2000, nelle condizioni di esprimere tutto il suo talento. Il precampionato del Betis di Rubi è stato però piuttosto negativo, complici anche le pesanti cessioni di Pau López, Lo Celso e Junior Firpo. Nelle ultime ore in riva al Guadalquivir è arrivato Borja Iglesias, oltre ovviamente al colpo-Fekir, ma Rubi aspetta anche un playmaker che aumenti il livello tecnico in mezzo al campo.

Il tecnico del Getafe José Bordalás è nato ad Alicante, la seconda città più popolosa della Comunità Valenciana, il 5 marzo 1964 (José Jordan/AFP/Getty Images)

Acquisti passati in sordina

Punta forte sull’identità galiziana e sui prodotti del suo vivaio il Celta Vigo. In estate, alla già nutrita pattuglia composta da Iago Aspas, Brais Mendez, Hugo Mallo e David Costas, si sono aggiunti nomi di primo piano come Denis Suarez (ex Barça, Villarreal e Arsenal) e Santi Mina, arrivato dal Valencia come parziale contropartita nell’affare che ha visto il centravanti uruguaiano Maxi Gomez fare il percorso inverso. In attesa di conoscere il destino di Lobotka, sul quale pende una clausola da 50 milioni di euro, a Vigo sperano anche nel ritorno di Nolito. Il tecnico Fran Escribá potrà comunque disporre di un discreto arsenale offensivo se si considera anche la presenza di Pione Sisto.

Rimanendo in tema di attaccanti, torna in Liga Roberto Soldado, dopo due stagioni in Turchia, per vestire la maglia del Granada: a 34 anni El Guerrillero porta in dote 110 gol messi a segno nella massima divisione spagnola. Dall’Inghilterra invece sono arrivati a Vila-Real per trovare il loro riscatto il terzino sinistro Alberto Moreno dal Liverpool e il possente mediano André Zambo Anguissa dal Fulham: il primo per dimenticare le ultime stagioni da comprimario, il secondo dopo un’annata complicata, conclusa la retrocessione in Championship dei Cottagers e l’eliminazione agli ottavi di Coppa d’Africa del suo Camerun. A Valladolid, in prestito dal Manchester City, può continuare a crescere un prospetto interessante come Pedro Porro, tra i migliori terzini destri dello scorso campionato con la maglia del Girona. Vale lo stesso per l’esterno di centrocampo Marc Cucurella, proprietà Barcellona e reduce da un’esperienza molto positiva all’Eibar, che va a rinforzare il Getafe.


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