Eduardo Camavinga ha 16 anni, ed è stato eletto Man of the Match di Rennes-Psg

Un fenomeno di precocità.
di Redazione Undici 19 Agosto 2019 alle 12:17

La sfida tra Rennes e Psg è la classica del calcio francese nel 2019. Le due squadre si sono affrontate nell’ultima partita della scorsa stagione – la finale di Coppa di Francia – e in due match dell’annata appena iniziata, in Supercoppa di Francia e nella seconda giornata di Ligue 1. I bretoni hanno vinto 2 partite su 3, portando a casa il quarto trofeo della loro storia (la Coppa di Francia 2019) e i tre punti in campionato, mentre la squadra di Tuchel ha vinto la Supercoppa dello scorso 3 agosto. In occasione degli ultimi due confronti diretti, il tecnico del Rennes, Julien Stéphan, ha affidato il ruolo di regista a Eduardo Camavinga, franco-angolano nato a Miconje, cittadina della provincia di Cabinda, exclave angolana che confina con il Congo e con la Repubblica Democratica del Congo. La caratteristica che rende speciale Camavinga è la sua età: compirà 17 anni il prossimo 10 novembre.

Ieri Camavinga è stato il protagonista assoluto nel successo della sua squadra contro i campioni di Francia: schierato nel cuore del centrocampo, ha giocato 60 volte il pallone (record tra i giocatori del Rennes) con una precisione nei passaggi pari al 97,6%. In più, ha servito l’assist per la rete decisiva di Del Castillo: pallone ricevuto in posizione esterna, tutta spostata sulla destra, cross immediato a scavalcare la difesa avversaria, traiettoria perfetta sulla testa del compagno, in piena area di rigore. Una giocata da vedere e rivedere, che è valsa a Camavinga l’elezione a Man of the Match della partita:

Camavinga è da considerarsi un predestinato a tutti gli effetti: a 16 anni conta già 10 partite in tutte le competizioni con il Rennes, tra l’altro in un ruolo molto delicato, in cui gli errori possono costare caro. E invece il regista angolano – che però ha passaporto francese, e ha già esordito con i Bleus Under 17 – gioca con estrema tranquillità, quasi con sfrontatezza: conduce il pallone soprattutto con il sinistro, il suo piede migliore; alterna appoggi brevi a sventagliate più ampie, ma non disdegna la progressione in solitaria, favorito anche da un fisico snello ma possente (182 cm per 70 kg). Insomma, parliamo di un calciatore che è qualcosa di diverso rispetto a un regista classico, perché è in grado di costruire il gioco muovendo il pallone e dettando i tempi, ma anche offrendo soluzioni di passaggio ai compagni grazie a continui movimenti negli spazi. Per L’Équipe abbiamo a che fare con «un fenomeno di precocità»; per Landry Chauvin, capo del settore giovanile del Rennes, Camavinga «respira calcio, ed è destinato a ripetere la stessa traiettoria di Ousmane Dembélé». Per il momento, il Rennes si gode il suo gioiello ed è pronto a farlo crescere, offrendogli il palcoscenico della Ligue 1 e dei gironi di Europa League.

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