L’iniziativa di Halloween dell’Inter contro la discriminazione

Protagonisti sui canali social Andrea Ranocchia e Julie Debever.
di Redazione Undici 31 Ottobre 2019 alle 14:49

Nel calcio la discriminazione è la cosa che fa più paura: questo il messaggio che l’Inter vuole veicolare tramite la sua iniziativa di Halloween, lanciata oggi sui canali social ufficiali del club nerazzurro. Il punto di partenza è ancora una volta il termine BUU, che nell’uso quotidiano rappresenta sia un’espressione razzista che una parola usata per spaventare.

L’iniziativa di Halloween vede come protagonisti Andrea Ranocchia e Julie Debever e si inserisce all’interno della campagna BUU (No to Discrimination – Brothers Universally United), che vede l’Inter costantemente attiva nella lotta a qualsiasi tipo di discriminazione. Una bella iniziativa, tesa a sensibilizzare su un tema – quello della discriminazione, verso ogni tipo di minoranza – che purtroppo è ancora molto attuale negli stadi italiani.

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia è fuori dai Mondiali, ma intanto le Nazionali Under continuano a fare dei buoni risultati
È un trend che va avanti da anni, e che quindi smentisce – almeno in parte – la teoria per cui nel nostro Paese non c'è più talento calcistico.
di Redazione Undici
Calcio
Per la stampa straniera, l’Italia è «il dramma più grande del calcio mondiale»
Le testate di tutto il mondo hanno raccontato la sconfitta degli Azzurri in Bosnia. E l'hanno fatto con parole durissime.
di Redazione Undici
Calcio
La terza Coppa del Mondo saltata dall’Italia è il fallimento di un movimento, e perciò deve essere un punto di non ritorno
E il vero problema, finora, è che tutte queste sconfitte non hanno portato a una reazione, a un reale cambiamento.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia è fuori dai Mondiali 2026 perché ha avuto paura della Bosnia, anche prima di rimanere in dieci
La squadra di Gattuso ha approcciato male la partita di Zenica, poi ha commesso l'errore capitale di smettere di giocare dopo aver trovato il vantaggio: una scelta dettata dalla mancanza di idee e dal terrore di essere sconfitti.
di Alfonso Fasano