Serie A

Tre cose sull'undicesima giornata di Serie A

Roma e Cagliari sognano in grande, Immobile sempre più trascinatore della Lazio.

La Roma è diventata un osso duro

Se torniamo a non più di due settimane fa, l'ambiente attorno alla Roma grondava pessimismo: squadra in cerca d'identità, dai risultati altalenanti, e con un lungo elenco di indisponibili. Un mood perfettamente incarnato dalla trasferta di Genova contro la Samp, quattro giornate fa: uno 0-0 specchio di una prova impalpabile, senza l'ombra di segnali incoraggianti. In poco tempo, tutto è cambiato: la Roma ha collezionato tre successi di fila in campionato – contro Milan, Udinese e Napoli – e ha agguantato il terzo posto in solitaria. Pare che proprio le difficoltà abbiano forgiato il carattere di questa squadra – Fonseca, da questo punto di vista, si merita un grande applauso. La reazione dei giallorossi è probabilmente scattata da una scintilla, quella della topica dell'arbitro Collum nel match di Europa League contro il Borussia Mönchengladbach, che ha fischiato all'ultimo minuto un calcio di rigore per i tedeschi assolutamente inesistente. Da lì la Roma è diventata organizzata, grintosa e spietata: tutte doti racchiuse in Nicolò Zaniolo, l'uomo del momento. Il talento giallorosso ha segnato quattro gol nelle ultime quattro partite tra campionato e coppa, l'ultimo, contro il Napoli, straordinario – basta ammirare come, in una frazione di secondo, cambi scelta e colpisca con l'interno con grande forza per far passare il pallone tra i difensori avversari e insaccarlo all'angolino. Insieme a lui, Fonseca ha trovato risorse inaspettate – in un momento in cui, ricordiamolo, mancano giocatori del calibro di Pellegrini, Mkhitaryan, Cristante, Diawara e Kalinic. L'intuizione di Mancini a centrocampo è sicuramente una delle note più liete, e poi c'è la riscoperta di Pastore, finalmente centrale ed efficace nell'economia di squadra, e la costante crescita di Justin Kluivert. E, aspetto da non sottovalutare, battere la Roma non è impresa facile per nessuno: solo l'Atalanta ci è riuscita, per il resto i giallorossi, anche nelle giornate più nuvolose, hanno tenuto botta. Ora, con un'identità chiara e un calendario che nelle prossime tre giornate appare in discesa, consolidare il terzo posto è una missione ampiamente raggiungibile.

Non solo il colpo da campione di Zaniolo, da ammirare in questo video, ma anche l'organizzazione di squadra: la rete dell'1-0 parte dai piedi di Pau López

È un Cagliari da Champions

Se il campionato fosse iniziato alla terza giornata, il Cagliari avrebbe un ritmo da scudetto: 21 punti conquistati in 9 giornate, uno in meno dell'Inter e due in meno della Juventus. Anche contando le sconfitte nelle prime due giornate, la classifica dei sardi è clamorosa: la squadra di Maran è al quarto posto insieme ad Atalanta e Lazio, a meno uno dal terzo posto. È probabilmente una delle storie più incredibili di questa stagione del calcio europeo, insieme al Leicester terzo in Premier League. Basta un dato per far sognare i tifosi sardi: l'ultima volta che il Cagliari, dopo undici giornate, ha collezionato così tanti punti – conteggiandone tre a vittoria – era la stagione 1969/70, quella dello scudetto. Il successo sul campo dell'Atalanta certifica che il progetto dei rossoblù è avanzato e duraturo, non frutto della casualità, e soprattutto che questa squadra può lottare fino in fondo per le posizioni europee. A Bergamo il Cagliari ha concesso poco alla squadra con il miglior attacco del campionato – se si eccettua la traversa di Gómez nel primo tempo e l'occasione di Muriel nella ripresa, Olsen non ha praticamente mai corso rischi. Di contro, i rossoblù sono stati più volte pericolosi, sfruttando bene ogni tipo di ripartenza e approfittando degli spazi lasciati dagli avversari. Alla base di tutto, un gruppo ben costruito e un'organizzazione di gioco perfettamente funzionante, in grado di esaltare le qualità dei singoli. E poi una grande personalità, come sottolineato da Maran a fine partita. Le premesse di un prosieguo di stagione scintillante ci sono tutte.

Il 2-0 del Cagliari a Bergamo, con l'autorete di Pasalic e il raddoppio di Oliva

Immobile è micidiale, e con lui tutto l'attacco laziale

Un'immagine ben descrittiva del momento di Ciro Immobile alla Lazio, in questo inizio di stagione, è l'attimo in cui colpisce di testa il pallone per l'uno a zero dei biancocelesti a San Siro: un solo giocatore laziale in area in mezzo a quattro maglie rossonere, e quel solo giocatore riesce a staccare, prendere la palla e deviarla bene alle spalle di Donnarumma. Pochi minuti prima ci era andato vicino: un passaggio illuminante di Luis Alberto, tocco di Immobile a girare e traversa. Quello che impressiona, in questo inizio campionato, è tutto il reparto offensivo della squadra di Inzaghi: la Lazio ha il secondo miglior attacco del campionato, e nelle ultime 6 gare di Serie A ha realizzato 17 gol. Merito di Immobile, certo, ma anche di Luis Alberto, che sta giocando una stagione straordinaria dal punto di vista degli assist. Ieri uno per Correa, che va ad aggiungersi agli altri realizzati con Genoa, Parma, Sampdoria.

Il gol di Immobile contro il Milan

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