Prima di Walker, il Manchester City ha già avuto un portiere decisivo “non convenzionale”

Il centravanti irlandese Niall Quinn ha parato un rigore nel 1991.
di Redazione Undici 07 Novembre 2019 alle 18:03

La strana notte di Kyle Walker, terzino del Manchester City utilizzato come portiere durante la sfida di Champions League contro l’Atalanta, è già entrata nella storia. Il caso di Walker è davvero molto singolare: Ederson, portiere titolare della squadra di Guardiola, è uscito al termine del primo tempo per un infortunio; il suo sostituto, Claudio Bravo, è stato espulso per fallo da ultimo uomo su Ilicic. Walker è entrato dalla panchina e ha giocato in porta gli ultimi minuti di partita, bloccando (in due tempi) un calcio di punizione battuto da Malinovsky. Questa sua parata è stata la prima di un portiere inglese in Champions League dal 7 dicembre 2016, quando Ben Hamer, del Leicester, giocò al posto del titolare Kasper Schmeichel contro il Porto. Quella partita finì 5-0 per i lusitani, da allora nessun estremo difensore nato in Inghilterra ha giocato nella massima competizione continentale.

Nella storia del Manchester City, c’è un’altra parata famosa compiuta da un giocatore di movimento che si è improvvisato portiere. Si tratta di Niall Quinn, attaccante irlandese che il 20 Aprile 1991 deviò in calcio d’angolo un rigore battuto da Dean Saunders, attaccante del Derby County. La partita finì 2-0 per i Citizens, quindi Quinn mantenne la porta inviolata dopo aver sostituito l’estremo difensore titolare (Tony Coton), espulso durante il secondo tempo. Il Manchester City ha ricordato l’avvenimento con un tweet e un video, che mostrano proprio il rigore sventato da Quinn e la successiva, meritata, giustificata esultanza dell’attaccante irlandese. Che, bisogna riconoscerlo, è stato addirittura più bravo di Walker, suo successore forse inconsapevole quasi vent’anni dopo.

 

>

Leggi anche

Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha avviato la procedura per obbligare tutti i club del mondo a schierare un giocatore Under 20 o Under 21 cresciuto nel proprio vivaio
Sarebbe una rivoluzione epocale per il calcio, perché costringerebbe le società a cambiare completamente la propria programmazione.
di Redazione Undici
Calcio
PSG-Bayern 5-4 è stata il trionfo dell’attacco sulla difesa, e non ha senso indignarsi: il calcio d’élite, oggi, è un gioco prettamente offensivo
Luis Enrique, Kompany e gli altri allenatori dei top club non fanno altro che valorizzare le qualità dei loro migliori giocatori, anche a rischio di concedere qualche gol in più.
di Alfonso Fasano
Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici