Classe 2000 — Sandro Tonali

Il centrocampista del Brescia sa fare tutto, sempre a testa alta.
di Redazione Undici 30 Gennaio 2020 alle 02:34

Una volta Lionel Messi ha detto: «La cosa più difficile nel calcio è far sembrare che tutto sia facile, senza sforzo». L’argentino, nel pronunciare queste parole, si riferiva a Iniesta – nel caso di don Andrés la difficoltà è un concetto che non trova applicazione. Con le dovute differenze di scala, la frase potrebbe perfettamente calzare per Sandro Tonali.

Mezzala convertitasi precocemente in centrocampista davanti alla difesa, il calciatore del Brescia mostra quelle doti che accompagnano i predestinati più puri – la naturalezza nelle giocate, il senso innato di fare sempre la cosa giusta. Di Tonali si parla da molto tempo, ma l’impatto più che positivo che il centrocampista lombardo ha avuto con la Serie A ha dissipato ogni dubbio: è difficile trovare un giocatore di quella qualità che sappia fare così tante cose, e che al tempo stesso sia in grado di riuscirci ad intensità così elevate.

Gli aspetti del gioco di Tonali che più rubano sono la facilità di calcio e l’intelligenza: è a suo agio con entrambi i piedi, nella conclusione dalla distanza e nei lanci lunghi. È lui, tra l’altro, il deputato ai calci piazzati del Brescia – per esempio, nelle prime sei giornate di Serie A ha già sfornato due assist su calcio d’angolo, contro Bologna e Napoli, poi ha segnato il suo primo gol con uno splendido calcio di punizione contro il Genoa. Con il suo incedere a testa alta in mezzo al campo, Tonali ha sempre la soluzione giusta al momento giusto, una dote che appartiene solamente ai grandissimi. Il gioco del Brescia passa puntualmente dai suoi piedi, e non sono da sottovalutare le sue qualità atletiche – Tonali ha un ottimo passo, e in tutte le partite della squadra di Corini è il primo o il secondo dei suoi per chilometri percorsi. Inoltre, non si tira indietro nei contrasti: nel calcio di oggi, e questo Tonali lo sa, spiccano soprattutto i giocatori completi.

Molto si è detto della sua somiglianza con Andrea Pirlo – che è prima di tutto estetica, rafforzata ulteriormente dal ruolo e dal fatto di giocare nel Brescia. I punti di contatto ci sono, ma la sovrapposizione tra i due è tutt’altro che perfetta: come detto, Tonali ha un passo diverso e ha l’ambizione di aggiungere al suo gioco elementi estranei al repertorio dell’ex calciatore di Milan e Juventus. Lo stesso Tonali, parlando di modelli, ha sorpreso tutti: «Mi ispiravo a Pirlo ma non mi sono mai rivisto in lui, se non nel modo di portare i capelli. Di Gattuso, invece, cerco di prendere la cattiveria».

Qualità, progressione e capacità difensive

Già prima di arrivare in Serie A, diversi club si sono interessati a lui, anche all’estero – per esempio il Manchester United. Cellino, che una volta lo ha definito «un marziano» per «la naturalezza imbarazzante nel calarsi nel ruolo di centrale in mezzo al campo», lo ha blindato e in futuro potrebbe rivenderlo a cifre folli. Nel frattempo, Tonali ha ricevuto la prima convocazione in Nazionale maggiore, nel novembre 2018, ed è stato richiamato nel settembre di quest’anno. È solo questione di tempo: l’impressione è che il centrocampo del futuro dell’Italia sarà costruito attorno a lui.

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“Classe 2000” è la serie di profili dei 50 più interessanti calciatori nati nel nuovo millennio, pubblicata originariamente sul numero 30 di Undici e realizzata in collaborazione con Wyscout

Illustrazione di Cristina Amodeo
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