Classe 2000 — Jadon Sancho

Il teenager del Borussia Dortmund è destinato a segnare un'epoca.
di Redazione Undici 18 Febbraio 2020 alle 02:12

La cosa più strana nella storia di Jadon Sancho non riguarda lui, ma noi: non l’abbiamo visto arrivare, praticamente non sapevamo chi fosse, poi però è passato un attimo e Sancho era già esploso, aveva già prodotto un botto che si è sentito ovunque, che si è sentito fortissimo.

L’attaccante inglese è stato acquistato dal Borussia Dortmund nel 2017, direttamente dal settore giovanile del Manchester City. Poco più di un anno dopo il suo trasferimento in Germania, Jonathan Wilson ha scritto su Sports Illustrated: «L’ascesa di Sancho ha un significato che va oltre la sua precocità, oltre i trofei che potrebbe conquistare in futuro». Sembrano iperboli ma in realtà non lo sono, perché Sancho ha dimostrato di essere determinante ai massimi livelli fin dall’esordio come professionista, a 17 anni. Ha una qualità immensa, che si percepisce in ogni aspetto del gioco: è velocissimo eppure raffinato dal punto di vista tecnico; è imprevedibile ma non è anarchico, ha i colpi per risolvere da solo le partite ma non crea scompensi, non è egoista, indolente o presuntuoso; è un giocatore già completo, ma il suo processo di crescita promette di essere ancora lungo. Negli ultimi dieci anni, un unico teenager ha avuto un impatto così forte e immediato: Kylian Mbappé.

Solo che Jadon Sancho può essere qualcosa di più, anzi forse è già qualcosa di più, magari non esprime ancora la potenza straripante dell’attaccante del Psg ma ha già imposto una nuova tendenza: la sua decisione di lasciare il Manchester City e affermarsi al Borussia Dortmund ha creato una strada alternativa per cui oggi i talenti delle Academy inglesi scelgono con maggiore frequenza di trasferirsi all’estero – soprattutto in Germania – piuttosto che restare nei club in cui sono cresciuti. I numeri non mentono: dopo lo sbarco di Sancho in Bundesliga, nove giocatori britannici under 23 hanno accettato l’offerta di una società della prima divisione tedesca; nei quarant’anni precedenti, solo undici calciatori del Regno Unito hanno giocato in Germania.

L’ultimo gol realizzato in Bundesliga contro l’Eintracht Francoforte è un bel compendio delle qualità – tecniche, fisiche, mentali – di Jadon Sancho

È come se tutte le varie componenti del calcio e del mondo che sono entrate in contatto con lui fossero state travolte dalla freschezza di Jadon Sancho. Gary Southgate, per esempio, l’ha inserito gradualmente nella Nazionale inglese, alternandolo con Rashford e Lingard. A settembre 2019, però, Sancho ha segnato due volte contro il Kosovo, costringendo il ct a esprimersi con termini entusiastici: «Ha delle potenzialità enormi, credo che le sue prestazioni al Dortmund siano inferiori al suo reale valore».

La seconda fase della carriera di Sancho servirà per risolvere questo dubbio di Southgate, per tracciare il perimetro dentro il quale si muoverà, per determinare i suoi limiti assoluti. Il problema, in realtà è tutt’altro che un problema, è che finora Sancho è andato troppo veloce perché potessimo individuare i suoi confini, è esploso e non ce ne siamo accorti, figuriamoci se possiamo dire quando si fermerà. Anzi, da parte nostra sarebbe un grave errore anche solo provare a farlo.

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“Classe 2000” è la serie di profili dei 50 più interessanti calciatori nati nel nuovo millennio, pubblicata originariamente sul numero 30 di Undici e realizzata in collaborazione con Wyscout

Illustrazione di Cristina Amodeo
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