La grandi parate di Gollini contro il Valencia

Tre interventi decisivi su Maxi Gómez, Cheryshev e Gayà.
di Redazione Undici 20 Febbraio 2020 alle 16:39

Nella grande notte di San Siro, l’Atalanta ha indirizzato e poi fissato il risultato della partita contro il Valencia grazie alle splendide giocate di Hateboer, Ilicic, Freuler. Dall’altra parte del campo, però, un altro protagonista ha contribuito a costruire un successo storico: Pierluigi Gollini, 24enne portiere bolognese all’undicesima presenza internazionale della carriera, ha dimostrato di meritare ampiamente il palcoscenico della Champions League.

La sua è una parabola strana, in realtà il portiere fortissimo che vediamo oggi non è altro che una promessa mantenuta rispetto a un talento giovanile che sembrava essere svanito, o quantomeno si era ridimensionato rispetto all’attesa iniziale. Prima di approdare all’Atalanta, infatti, Gollini è passato dall’Academy del Manchester United, il suo cartellino fu praticamente “rubato” dai Red Devils alla Fiorentina. L’esperienza inglese si è conclusa dopo due anni, a quel punto Gollini è ripartito dal Verona, poi un’altra avventura in Inghilterra (all’Aston Villa, in Champions) prima dell’approdo a Bergamo, come secondo di Berisha.

Sono passati tre anni e poche settimane dal passaggio all’Atalanta, nel frattempo Gollini è stato secondo di Berisha, poi co-titolare del portiere albanese, fino al lancio definitivo di questa stagione come primo portiere indiscusso. Una crescita continua, che si è rivelata definitivamente al pubblico europeo con la prestazione di ieri sera, costellata da una serie di interventi prodigiosi. Il bello è che tutto inizia da un errore: al 60esimo minuto, quando l’Atalanta conduce già per 3-0, il portiere nerazzurro sbaglia un rinvio di piede piuttosto elementare, in pratica regala il pallone al Valencia, per la precisione a Ferrán Torres; il giovane esterno spagnolo è bravissimo a trovare al centro Maxi Gómez, che però, a porta spalancata, decide di non alza la palla. Gollini è bravissimo ad anticipare il tiro, intercetta e addirittura blocca il pallone, rimediando al suo passaggio sbagliato e sfruttando alla grande l’indecisione del centravanti uruguaiano. Pochi istanti dopo, Hateboer realizzerà il 4-0 dell’Atalanta.

Errore e miracolo di Gollini, solo errore di Maxi Gómez

Il gol realizzato da Cheryshev nasce da un altro errore in appoggio, stavolta di Palomino, e sul tiro in diagonale del russo Gollini non può praticamente opporsi. In realtà, però, questa fase della partita è appannaggio del Valencia, la squadra di Celades aveva già mancato alcune clamorose occasioni nel primo tempo, e l’inevitabile momento di calo fisico dell’Atalanta porta gli spagnoli ad avere altre occasioni. A fine partita, infatti, il risultato è di 4-1 per la squadra di Gasperini, ma il Valencia risulta aver tirato di più verso la porta avversaria (18 conclusioni contro 11 dei bergamaschi).

Un’uscita coraggiosa

Gollini, quindi, è stato decisivo. Anche perché compie la seconda (grande) parata che vediamo sopra, al 70esimo minuto. L’azione del Valencia è molto lineare e poi diventa confusa, la palla arriva in area dalla destra e viene mancata da Ferrán, poi però Cheryshev potrebbe segnare il gol della doppietta, se non fosse per la coraggiosa uscita del portiere dell’Atalanta, velocissimo a chiudere lo specchio della porta con il corpo dopo un dribbling del russo. La conclusione, fortissima, viene respinta da Gollini con la pancia, tanto che il portiere atalantino si tocca più volte nel punto dell’impatto e poi si accovaccia per riprendere fiato. Pochi istanti dopo, su calcio d’angolo, respinge di piede una conclusione ravvicinata di Gayà, liberato da una sponda di Maxi Gómez.

Sul suo profilo Instagram, Gollini ha celebrato la vittoria dell’Atalanta postando una foto della parata su Cheryshev, e accompagnandola con una descrizione motivazionale: «È stato solo il primo round. Ma è stato bellissimo e rimarrà indimenticabile. Adesso testa bassa e lavorare». Il match di ritorno si giocherà al Mestalla di Valencia il prossimo 10 marzo.

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