La Figc ha assegnato “Lo Scudetto del cuore” ai professionisti in lotta contro il Coronavirus

Un premio per medici, personale sanitario, volontari, forze dell’ordine e personale dei servizi essenziali.
di Redazione Undici 17 Aprile 2020 alle 12:10

In attesa che il calcio possa ripartire, così da terminare i campionati e assegnare lo scudetto, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deciso di assegnare un altro titolo nazionale, forse ancora più importante, a tutti coloro che stanno combattendo in prima linea contro il Coronavirus. L’iniziativa “Lo Scudetto del cuore”, voluta dal presidente federale Gabriele Gravina, ha individuato fuori dal campo i nuovi Campioni d’Italia: si tratta dei professionisti che hanno continuato a prestare il loro servizio durante i giorni della pandemia, i medici, il personale sanitario, i volontari, le forze dell’ordine, le forze armate e il personale dei servizi pubblici essenziali. Il premio simbolico celebrerà un sentimento comune a tutta l’Italia, che si stringe nel ringraziare le persone che hanno contribuito a rendere meno tragico il bilancio di questi mesi così difficili.

L’idea è quella di consegnare questo scudetto simbolico al termine della pandemia, quando le misure restrittive saranno annullate o quantomeno allentate, in una delle città italiane più duramente colpite dal Coronavirus: Bergamo. L’evento potrebbe coinvolgere anche le due Nazionali Azzurre, quella maschile di Roberto Mancini e quella femminile di Milena Bertolini. Ma non solo: la  volontà della Federazione, infatti, è quella di far giocare l’Italia una partita ufficiale aperta al pubblico allo Stadio “Giuseppe Meazza” di Milano, con l’obiettivo di riunire i tifosi azzurri e ricordare le vittime della pandemia insieme ai rappresentanti istituzionali e a quelli delle categorie coinvolte nel progetto. La Lombardia, da epicentro dell’epidemia, diventerebbe così un luogo ideale da cui ripartire verso il futuro, anche grazie alla spinta del calcio, «uno straordinario collante sociale», come ha spiegato Gabriele Gravina. Il presidente ha anche chiarito il senso dell’iniziativa “Lo Scudetto del cuore”: «Siamo la federazione di riferimento per lo sport più seguito del nostro Paese, perciò abbiamo enormi responsabilità anche quando il pallone non rotola, veicolando messaggi positivi a tutti gli appassionati. Abbiamo deciso di sgomberare il campo dalle polemiche sportive per assegnare agli eroi contemporanei, senza falsa retorica, un riconoscimento che è già nei cuori della gente».

L’iniziativa ha anche un logo speciale, che abbina il tricolore dello scudetto convenzionale allo stetoscopio dei medici, un simbolo che in qualche modo simboleggia le categorie più esposte durante tutto l’arco dell’emergenza. Nella campagna pubblicitaria e social, un altro simbolo inserito è stato quello di un camice, per rappresentare tutto il personale ospedaliero, con uno scudetto tricolore sul petto, il logo #loScudettodelCuore e l’indicazione ‘Campioni d’Italia’. I video sono stati pubblicati sugli account social della Figc, e saranno diffusi anche da altri media nazionali.

La campagna #loScudettodelCuore segue  per sostenere i comparti sociali che lottano contro il Coronavirus, o che sono stati fortemente colpiti dalla pandemia: per dare seguito alla donazione da 100mila euro fatta all’ospedale Spallanzani di Roma, sarà avviata una raccolta fondi diretta alle altre strutture in prima linea mettendo all’asta una t-shirt a edizione limitata che gli Azzurri e le Azzurre indosseranno all’ingresso in campo della prima partita in calendario; inoltre, nella prossima edizione della Hall of Fame del calcio italiano sarà istituita una categoria speciale per i vincitori dello Scudetto del Cuore. Anche i partner della Figc sono scesi in campo per contribuire direttamente alla battaglia contro il virus: Eni ha annunciato una nuova donazione alla Croce Rossa italiana, oltre 600mila euro sono stati raccolti dai dipendenti della società – che hanno convertito le loro ore di lavoro – e serviranno per gestire l’emergenza sanitaria, ma anche gli aiuti destinati alle persone più vulnerabili. In tutto, Eni ha investito 35 milioni di euro in progetti solidali durante la pandemia, con iniziative a supporto di ospedali e altri enti in tutto il territorio nazionale.

La campagna #loScudettodelCuore segue le altre iniziative federali per sostenere i comparti sociali che lottano contro il Coronavirus, o che sono stati fortemente colpiti dalla pandemia: per dare seguito alla donazione da 100mila euro fatta all’ospedale Spallanzani di Roma, sarà avviata una raccolta fondi diretta alle altre strutture in prima linea mettendo all’asta una t-shirt a edizione limitata che gli Azzurri e le Azzurre indosseranno all’ingresso in campo della prima partita in calendario; inoltre, nella prossima edizione della Hall of Fame del calcio italiano sarà istituita una categoria speciale per i vincitori dello Scudetto del Cuore. Anche i partner della Figc sono scesi in campo per contribuire direttamente alla battaglia contro il virus: Eni ha annunciato una donazione alla Croce Rossa italiana, oltre 600mila euro sono stati raccolti dai dipendenti della società – che hanno convertito le loro ore di lavoro – e serviranno per gestire l’emergenza sanitaria, ma anche gli aiuti destinati alle persone più vulnerabili. «Questa iniziativa mi rende particolarmente orgoglioso perché è nata spontaneamente dalle nostre persone e mostra come, pur in un momento difficile come questo, continuino a rimanere solidali e a pensare a chi ha più bisogno», ha detto Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni. Complessivamente l’azienda ha investito circa 35 milioni di euro in progetti solidali durante la pandemia, con iniziative a supporto di ospedali e strutture sanitarie in tutto il territorio nazionale.

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