Jürgen Klopp si è ispirato agli All Blacks per costruire le sue squadre vincenti

«I rugbisti della Nuova Zelanda mi hanno insegnato che nello sport non è permesso dare meno del 100%».
di Redazione Undici 02 Luglio 2020 alle 11:58

Il Liverpool giocherà la sua prima partita da campione d’Inghilterra contro il Manchester City, la squadra a cui ha sottratto il titolo di Premier League e con cui duella da anni, anche in Europa. Sarà un evento suggestivo anche senza il pubblico dell’Etihad, come ha spiegato Klopp nella conferenza stampa prepartita. Il manager tedesco, stuzzicato dai giornalisti sul suo grande lavoro ad Anfield Road, ha spiegato come una grande squadra di un altro sport abbia ispirato la sua filosofia da allenatore: «Io credo che indossare la maglia di una squadra da calcio sia un privilegio, un privilegio che vada onorato dando tutto quello che si ha, o comunque non meno del 100%. Questa frase non è mia,  ma è stata pronunciata dai giocatori degli All Blacks, la Nazionale di rugby della Nuova Zelanda. Ho sentito queste parole in un bellissimo documentario su di loro, e le ho fatte mie».

L’attaccamento e l’attitudine degli All Blacks è quindi un’ispirazione continua per Klopp. Addirittura dai tempi del Mainz: il tecnico tedesco faceva ascoltare la haka – la musica per la danza cerimoniale fatta prima di ogni partita dai rugbisti neozelandesi – sul bus della sua squadra prima che entrasse nello stadio. «Sono rimasto colpito da quelle immagini», ha aggiunto Klopp, «anche perché parliamo di sportivi di prima qualità che però all’epoca erano tutti dilettanti. Cioè, lavoravano come macellai oppure operai, ma poi scendevano in campo e davano tutto per il loro Paese. Hanno sempre dimostrato di tenere molto a quello che facevano, per loro la maglia nera significava tutto. Così deve essere per ogni giocatore del Liverpool, e così deve essere anche per me stesso».

«Ai tempi del Mainz», ha concluso l’allenatore del Liverpool, «sentivamo l’haka nell’ultimo tratto di strada prima di entrare allo stadio. Eravamo gli All Reds, perché il colore sociale della squadra è il rosso, proprio come il Liverpool. Io credo che quell’iniezione di fiducia e adrenalina ci abbia dato una mano in alcune partite, i giocatori uscivano dal bus dopo aver fatto rumore, dopo aver gridato, magari le persone fuori ci guardavano male, eravamo una piccola squadra. Ma anche da quei momenti abbiamo iniziato a costruire il nostro percorso vincente». Klopp ha allenato il Mainz per sette stagioni, dal 2001 al 2008, dopo aver militato nel club della Renania – come giocatore – per altri undici anni, dal 1990 al 2001. Nel 2004 è arrivata la prima storica promozione in Bundesliga, un anno dopo l’esordio in Coppa Uefa. Dopo il Mainz, Klopp è passato ad allenare il Borussia Dortmund.

 

>

Leggi anche

Calcio
Il Real Madrid ha un grande problema di mercato: i giocatori non vogliono lasciare il club, e così cederli diventa difficilissimo
Nelle ultime tre stagioni, il club blanco ha incassato solo 25 milioni di euro dalle cessioni. Ma in realtà si tratta di un trend che esiste da più tempo, e che proseguirà ancora.
di Redazione Undici
Calcio
L’Inter di Chivu non muore mai, ed è così che ha costruito una grandissima stagione (anche se per molti era una squadra a fine ciclo)
La rimonta contro il Como nel ritorno della semifinale di Coppa Italia è una partita che racconta l'anima, la rinascita, la (nuova) mentalità dei nerazzurr.
di Redazione Undici
Calcio
L’intelligenza artificiale aveva detto al presidente della Real Sociedad che prendere Pellegrino Matarazzo sarebbe stato un errore, poi però si è corretta
Il direttore sportivo Erik Bretos spingeva per assumere l'ex tecnico dello Stoccarda, e alla fine ha avuto ragione lui.
di Redazione Undici
Calcio
Le squadre del Brasileirão hanno esonerato dieci allenatori nelle prime dieci giornate di campionato, ed è una cosa normalissima, che succede da sempre
Alla base di questo ricambio continuo ci sono problematiche di sistema, quindi economiche, ma anche prettamente culturali.
di Redazione Undici