Una squadra Usa si è ritirata da una partita dopo un insulto omofobo a un suo giocatore

I San Diego Loyal hanno lasciato il campo all'inizio del secondo tempo della gara contro i Phoenix Rising.
di Redazione Undici 01 Ottobre 2020 alle 13:49

I San Diego Loyal sono una delle 35 società che competono nella USL Championship, il campionato statunitense di secondo livello a cui partecipano anche squadre affiliate alle franchigie MLS. Il club è di recente fondazione, questa infatti è la sua prima stagione ufficiale, e finora era famoso perché Landon Donovan, uomo-simbolo del calcio Usa, appartiene al gruppo dei fondatori ed è stato scelto come allenatore della prima squadra. Ora, però, i San Diego Loyal sono finiti al centro delle cronache per l’episodio avvenuto in occasione della sfida di campionato contro i Phoenix Rising: subito dopo l’inizio della ripresa, i giocatori dei Loyal hanno deciso di abbandonare il campo in segno di protesta contro gli insulti omofobi rivolti a uno dei loro compagni, il centrocampista 25enne Collin Martin.

Martin è uno dei pochissimi calciatori al mondo ad aver fatto coming out: nel 2018, poco dopo il suo trasferimento al Minnesota United, in MLS, è diventato il primo sportivo professionista nelle cinque grandi leghe americane (NBA, MLB, NFL, NHL e MLS) ad aver dichiarato pubblicamente di essere gay. Durante la partita contro i Rising, Martin è stato espulso e all’atto di uscire dal campo ha sentito rivolgersi un insulto omofobo da parte di Junior Flemmings, centrocampista della squadra avversaria. Dopo l’intervallo, come detto, i giocatori e lo staff dei Loyal sono tornati in campo ma poi hanno deciso di ritirarsi dopo pochi istanti. Nel video della partita completa, disponibile su Youtube, è stata ripresa tutta la scena: subito dopo il calcio d’inizio, battuto dai Rising, i giocatori di Loyal si inginocchiano in campo, e poi lasciano il terreno di gioco.

Subito dopo la gara, i San Diego Loyal hanno pubblicato un tweet in cui spiegano che la loro decisione è arrivata perché «così è abbastanza». In un altro post con video, il tecnico Landon Donovan ha spiegato quali sono stati i motivi che hanno spinto lui e i suoi giocatori a lasciare il terreno di gioco dopo l’intervallo – quando il risultato era di 3-1 in favore dei Loyal, che tra l’altro erano ancora in corsa per qualificarsi ai playoff. I Phoenix Rising e la United Soccer League hanno annunciato l’avvio delle indagini su quanto successo a San Diego, e hanno rilasciato delle dichiarazioni ufficiali: la USL ha spiegato di «essere a conoscenza di un presunto insulto omofobo durante la partita tra San Diego Loyal SC e Phoenix Rising FC: linguaggi volgari e offensivi di qualsiasi tipo non hanno assolutamente posto nella nostra comunità e non saranno tollerati nelle partite della USL»; i Phoenix Rising, invece, hanno pubblicato su Twitter una nota in cui Junior Flemmings nega di aver rivolto insulti omofobi a Callum Martin.

Non è la prima volta che i San Diego Loyal compiono un gesto eclatante contro le discriminazioni: una settimana fa, il club di Donovan ha informato la USL di voler ritenere nulla la gara giocata contro i Los Angeles Galaxy II, seconda squadra della franchigia MLS, dopo degli insulti razzisti rivolti dal difensore Omar Ontiveros a uno dei giocatori neri dei Loyal. Ontiveros è stato squalificato per sei partite dalla USL e in seguito è stato escluso dal roster dei Galaxy.

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