Calcio Internazionale

Non riuscirete a trovare un club gestito in maniera folle come il Valencia

Per l'ennesima volta, la proprietà ha litigato con l'allenatore.

La crisi politica del Valencia non accenna a finire, anzi il club spagnolo sembra essere condannato alla schizofrenia perenne, e ovviamente molte delle colpe sono da addebitare a chi gestisce il club. Poche settimane fa, infatti, il proprietario Peter Lim e il presidente Anil Murthy sono stati contestati dai loro tifosi in maniera ancora più violenta del solito: il problema più grave, questa volta, erano i mancati investimenti nel calciomercato e anche nella costruzione del nuovo stadio, il cui progetto è fermo dal 2008; inoltre, ai giocatori erano state offerte delle cambiali per compensare gli stipendi della scorsa stagione che non erano ancora stati pagati. A loro volta, i componenti della famiglia Lim avevano risposto alle accuse in maniera tutt'altro che conciliante – Kim Lim, figlia del proprietario, ha scritto su Instagram che «il Valencia è di proprietà della famiglia Lim» e che quindi «possiamo fare quello che vogliamo con il club» – e hanno avviato l'ennesima ricostruzione tecnica, affidata al tecnico Javi Gracia.

Ecco, quel progetto è praticamente già finito. Il nuovo allenatore, infatti, ha pensato di presentare le dimissioni subito dopo la fine del mercato estivo. Secondo quanto riportato da El PaísGracia «è rimasto a malincuore al Valencia perché altrimenti avrebbe dovuto pagare un risarcimento di tre milioni di euro, secondo una clausola che compare nel contratto che ha firmato a luglio. La proprietà del club non ha voluto negoziare una buonuscita, e così è stata firmata una pace che non potrebbe essere più fragile». Alla fine, il Valencia e Gracia hanno deciso di proseguire insieme, ma solo dopo che l'allenatore ha messo a disposizione del club la sua posizione, praticamente ha chiesto di essere esonerato; l'ha fatto attraverso un comunicato stampa, in cui spiega che questa scelta è dovuta al fatto che «la squadra è arrivata nona in campionato la scorsa stagione, e ha iniziato il nuovo anno dopo cessioni importanti e senza nessun acquisto al calciomercato. È un dato oggettivo: la rosa si è indebolita, ed è avvenuta una cosa diversa rispetto alle promesse fatte in sede di firma del contratto, quando mi avevano assicurato che ci sarebbe stato un mercato sostenibile, ma che la rosa sarebbe stata ricostruita».

In effetti, non è andata proprio così: il Valencia ha ceduto Rodrigo, Ferran Torres, Couquelin, Dani Parejo, Piccini e Garay, e in entrata non ha concluso operazioni – se non i rientri dai prestiti. L'allenatore Gracia ha spiegato che «non mi lamento della mia squadra, composta da giocatori fantastici, ma del comportamento della società». Insomma è una guerra aperta, e per il Valencia non è una novità: Gracia, infatti è l'ottavo allenatore assunto dal 2014, l'anno dell'arrivo di Lim a Valencia – gli altri sono stati Pizzi, Nuno Espirito Santo, Neville, Ayestarán, Prandelli, Marcelino e Celades, senza contare i vari traghettatori. Il campionato non è iniziato neanche così male: due vittorie, un pareggio e due sconfitte nelle prime cinque gare, tra l'altro i due successi sono arrivati nel derby cittadino contro il Levante e in casa della Real Sociedad, una teorica concorrente per la qualificazione alle coppe europee del prossimo anno. ;a òa situazione resta comunque esplosiva, anche perché il presidente Murthy ha spiegato che «l'obiettivo del club era ridurre i costi e quindi l'impatto della pandemia sul nostro bilancio. Il problema è che non ci siamo riusciti. Siamo ancora ben oltre i limiti imposti dal Fair Play Finanziario, e quindi non faremo ulteriori investimenti». Javi Gracia, dunque, può mettersi l'anima in pace: se resterà alla guida del Valencia, dovrà farlo senza lamentarsi dei mancati acquisti, altrimenti rischia di essere licenziato, come avvenuto già con Marcelino. Neanche questa sarebbe una situazione inedita, anzi è pure abbastanza frequente nel pazzo mondo del Valencia e di Peter Lim.

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