Jonas Hector non è un calciatore come tutti gli altri

Dopo aver deciso di non lasciare il Colonia, ora, a soli trent'anni, ha lasciato la Nazionale per «motivi personali».
di Redazione Undici 16 Ottobre 2020 alle 13:43

Pure i giornali tedeschi sono rimasti molto sorpresi dall’improvvisa decisione di Jonas Hector, terzino sinistro del Colonia e della Germania: nonostante sia un calciatore ancora giovane (ha compiuto trent’anni il 27 maggio), ha deciso di lasciare la Nazionale. Secondo quanto riportato da molte testate, tra cui lo Spiegel, Hector ha fatto questa scelta «per motivi personali che non sono stati specificati»; avrebbe comunicato la sua decisione a Lõw in una recente telefonata, dopo che il commissario tecnico aveva deciso di richiamarlo in Nazionale (l’ultima presenza risale a novembre 2019, 6-1 all’Irlanda del Nord nelle qualificazioni agli Europei 2020). Anche Oliver Bierhoff, direttore generale delle squadre Nazionali, non è sceso in particolari e ha detto di avere «grande rispetto» per la scelta di Hector – che tra l’altro ha anche subito un lutto molto grave: suo fratello maggiore Lucas, anche lui calciatore con l’Auersmacher, è morto a 31 anni lo scorso 22 giugno.

Al di là degli ultimi sviluppi, l’intera carriera di Hector è ammantata da una sensazione di diversità: la scelta di non accettare più le convocazioni della Nazionale tedesca (dopo 43 partite giocate e tre gol segnati nell’arco di cinque anni esatti, dal novembre 2014 al novembre 2019) segue, infatti, un’altra decisione molto particolare, quella di rimanere a Colonia nonostante numerose proposte di grandi club. E di farlo nonostante la retrocessione arrivata al termine della stagione 2017/18. Hector, allora, era titolare della Nazionale, eppure decise di rifiutare le offerte del Borussia Dortmund e di altre società pur di non cambiare squadra. E dichiarò pubblicamente che «i sentimenti sono più importanti dei soldi». Decise di rinnovare il contratto fino al 2023, poi il Colonia tornò in Bundesliga dopo un solo anno in seconda divisione.

Come detto, questo approccio particolare al calcio ha caratterizzato Hector fin dagli esordi: cresciuto nel vivaio dell’Auersmacher, club che non è mai andato oltre la quarta divisione tedesca, ha deciso di non lasciare la squadra fino a vent’anni compiuti, quando accettò l’offerta del Colonia. In un’intervista, Hector ha dichiarato che «per giocare bene, ho sempre avuto bisogno di un ambiente in cui potermi sentire apprezzato. Ecco perché ho lasciato Auersmacher così tardi». In seguito, ha sviluppato lo stesso attaccamento al Colonia, squadra in cui ha esordito nel 2012 – in seconda divisione – e con cui ha accumulato 252 partite totali in tutte le competizioni. Con la Germania ha partecipato agli Europei 2016 – ha segnato il rigore decisivo contro l’Italia nei quarti di finale – e ai Mondiali 2018, e inoltre ha vinto la Confederations Cup 2017. Per Löw, Hector è sempre stato un calciatore importante. Non tanto e non solo perché il suo ruolo è stato – ed è – quello meno “coperto” nel roster della Nazionale tedesca (il suo successore in Nazionale sono stati Halstenberg e Schultz, ora Löw utilizza anche Gosens in quello slot), ma soprattutto per la sua duttilità: è un elemento polivalente, può giocare come laterale di una difesa a quattro ma anche come quinto di centrocampo, e a volte ha saputo interpretare bene anche dei ruoli completamente diversi, per esempio quello di mediano o di difensore centrale.

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