Federer e Djokovic non si parlano da due mesi

Forse è a causa della nuova associazione dei tennisti fondata dal serbo.
di Redazione Undici 20 Ottobre 2020 alle 12:02

Roger Federer è lontano dai campi da molto tempo. In questo particolare anno sportivo, ha disputato un solo torneo e dopo un doppio intervento al ginocchio destro, il percorso di riabilitazione sembra essere ancora lungo. Il tennista svizzero, quarto nel seeding, ha però annunciato al giornale Schweizer Illustrierte di essere «sulla buona strada per il recupero, sto tornando passo dopo passo. Non parteciperò a nessun torneo fino a quando non sarò in forma al 100%. Al momento sembra che possa fare il mio ritorno agli Australian Open di gennaio».

Non ha parlato solo di sé, Federer. In questa intervista, ha raccontato anche il suo complicato rapporto con Nowak Djokovic, attuale numero uno del tennis maschile: «Non parlo con lui da circa due mesi. L’ultima volta abbiamo solo parlato di come e quando il tennis potesse ricominciare e di come le misure contro il virus potessero essere attuate nei vari tornei» ha spiegato Federer. Un rapporto, quello tra i due giocatori, che sembra possa essersi incrinato dopo la nascita della Professional Tennis Players Association (PTPA), la nuova associazione indipendente creata da Djokovic per rappresentare gli interessi dei giocatori al di fuori della tradizionale struttura dell’ATP (Association of Tennis Professionals).

A fine agosto, Djokovic e Vasek Pospisil, numero 79 del mondo, hanno dato le loro dimissioni dal “Player Council” dell’ATP e hanno iniziato a lavorare a questo nuovo progetto che, come ribadito più volte, non ha l’obiettivo di sostituire l’ATP, ma solo quello di fornire ai tennisti professionisti un nuovo organo di autogoverno che possa rispondere con immediatezza alle loro esigenze. Tra queste esigenze ci sono soprattutto quelle di carattere economico: le pensioni dei giocatori, le spese di viaggio, le assicurazioni e soprattutto la condivisione delle entrate.

«La posta in gioco è alta: si tratta della sopravvivenza dei tornei e anche di alcuni professionisti, che, a prescindere da tutto, continuano ad avere le loro spese», ha spiegato Federer. Lo svizzero si è detto sin da subito contrario alla creazione della PTPA di Djokovic, Anche Rafa Nadal si è espresso in maniera contraria sui suoi profili social: «Il mondo sta vivendo una situazione difficile e complicata, ritengo che questo sia un periodo storico in cui sia necessario rimanere calmi e lavorare tutti insieme nella stessa direzione». Parole simili a quelle di Federer: «Noi tutti come giocatori, tornei ed organi di governo dobbiamo lavorare assieme. Abbiamo un problema più grande ed allontanarsi l’uno dall’altro non è certo la soluzione». Nonostante questi richiami all’unità da parte dei due maggiori esponenti del tennis mondiale, la PTPA ha ottenuto l’appoggio di un elevato numero di tennisti (circa 200) e tra non molto inizierà a raccogliere le adesioni anche del circuito femminile, ampliando il numero degli iscritti.

A 39 anni, compiuti, Federer non ha ancora molto tempo da passare sui campi da gioco, ma non ha intenzione di abbandonare il mondo del tennis nemmeno a carriera finita. «Ora non posso allenarmi più di due ore al giorno, ma sto lavorando sulla mia condizione e la buona notizia è che non dovrò sottopormi a nessuna nuova operazione». Il tennista svizzero, dopo aver vinto 20 tornei del Grande Slam, ha confidato alla rivista svizzera di pensare al suo futuro lontano dai campi da circa cinque anni: «Finché mi diverto continuerò a giocare, poi mi dedicherò alla mia famiglia e alla mia fondazione benefica. Voglio portare il tennis in tutto il mondo, anche in quei luoghi dove non è ancora molto popolare».

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