L’UFC sta sostenendo Trump come nessun’altra istituzione sportiva

Durante la campagna elettorale, dirigenti e atleti si sono schierati in favore del Partito Repubblicano.
di Redazione Undici 30 Ottobre 2020 alle 13:00

Mancano pochi giorni alle elezioni americane, e i due candidati si sono già messi alle spalle tutti i dibattiti presidenziali. Da qui al 3 novembre Trump e Biden cercheranno quindi di non commettere errori e di guadagnarsi gli ultimi voti soprattutto negli stati che risultano ancora in bilico. Per cercare di allargare il suo consenso, Trump ha pensato di affidarsi allo sport, in particolare all’UFC (Ultimate Fighting Championship) la più importante organizzazione di arti marziali a livello globale. La fanbase dell’UFC è piuttosto ampia e negli Stati Uniti conta 42 milioni di seguaci che sono per il 70% di sesso maschile e hanno un’età media di 35 anni.

Trump ha deciso di rivolgersi proprio a quella fascia, una delle più difficili da raggiungere con i tradizionali spot televisivi. Per farlo, ha chiesto l’aiuto a Jorge Masvidal, una delle star di questo sport, detentore del record per il KO più veloce della storia dell’UFC. Jorge è nato a Miami da padre cubano e madre peruviana ed è il volto perfetto per aiutare il presidente a rivolgersi a un elettorato – quello latino – che, storicamente, non è proprio vicino al Partito Repubblicano. Proprio all’interno di una gabbia da combattimento al Tampa Convention Center in Florida, Masvidal ha preso il microfono è ha tenuto un vero e proprio comizio a favore di Trump elencando gli orrori del socialismo e del comunismo ed elogiando continuamente la visione politica del candidato repubblicano. Il discorso di Masvidal è stato il primo evento di un tour elettorale organizzato da Donald Trump Jr, 42enne primo figlio del presidente – chiamato “Fighters Against Socialism”. Questo tour si è sviluppato sempre all’interno dell’universo UFC e ha visto decine di pugili riunirsi in varie occasioni per ascoltare i comizi di Masvidal e di Donald Trump Jr. Lo staff elettorale di Trump ha diviso il discorso del lottatore in varie clip, utilizzate a fini propagandistici sui vari profili social del GOP, in particolare su YouTube, per avvicinarsi all’elettorato latino. Negli ultimi mesi però anche il presidente dell’UFC, Dana White, è intervenuto alla convention repubblicana: «Il Presidente Trump ha costruito la più grande economia della storia della nostra nazione e ha creato opportunità per tutti gli americani come nessuno prima di lui», ha detto White durante il suo discorso ad agosto. Anche nel 2016, White aveva appoggiato pubblicamente la candidatura di Trump.

Il Guardian ha definito l’UFC «l’incarnazione sporitva della politica di Trump» e ha messo in luce come ci siano stati già in passato innumerevoli esempi di atleti che hanno partecipato all’attività politica del presidente americano. Tra questi vi è Colby Covington, repubblicano convinto, che nel 2018 si è recato alla Casa Bianca per mostrare al presidente il suo titolo mondiale e che recentemente ha preso parte a vari eventi a sostegno di Trump. Insieme a lui, l’ex campione UFC Henry Cejudo, una delle più note stelle dello sport ispanico, ha parlato a un evento chiamato “Latinos for Trump” attirando verso di lui numerose critiche viste le sue origini messicane – il Messico ha un rapporto storicamente controverso con Trump e la sua propaganda.

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