Società

Il Bayern sta avendo dei problemi con i suoi tifosi a causa di una partnership con il Qatar

Secondo i fan, il club bavarese «accetta soldi insanguinati da un Paese che non rispetta i diritti umani».

La partecipazione del Bayern al Mondiale per Club in Qatar è stata un'opportunità per riaprire una vecchia – e mai sopita – polemica sulle politiche commerciali del club bavarese. Dal 2011, infatti, i dirigenti tedeschi hanno stipulato una partnership piuttosto articolata con l'emirato: tutto è cominciato con un camp di allenamento annuale, una sorta di “secondo ritiro” nel corso della pausa invernale della Bundesliga; il rapporto si è poi evoluto fino all'apposizione di sponsor qatarioti – Aeroporto Internazionale di Hamad e poi Qatar Airways – sulle maniche della maglia biancorossa.

Questa sinergia non è mai piaciuta all'ambiente del Bayern, specialmente ai tifosi: in questo reportage, il quotidiano Spiegel ha ricostruito dieci anni di proteste nei confronti di «un club che, secondo i suoi stessi sostenitori, fa affari con un'istituzione che non garantisce i diritti umani». Il tema è molto delicato, ma nonostante ciò i frequentatori dell'Allianz Arena l'hanno affrontato in maniera molto diretta: nell'era pre-Covid, sono apparsi sugli spalti molti striscioni di protesta in cui si parlava della “brutta faccia del Bayern” e di “soldi insanguinati dal Qatar”; nel febbraio 2020, un tifoso è stato bandito a vita dallo stadio di Monaco dopo aver esposto una scritta contro le partite giocate al lunedì, ma il suo avvocato ha dichiarato che in realtà il provvedimento sarebbe scattato perché lo stesso tifoso aveva organizzato, poche settimane prima, una tavola rotonda sul rapporto tra il Bayern e alcune istituzioni controverse; a questo evento, tra l'altro, erano intervenuti due cittadini nepalesi, che avevano denunciato le condizioni disumane a cui sono costretti i lavoratori stranieri in Qatar. Il protagonista di questa vicenda ha fatto ricorso in tribunale contro la sua espulsione dallo stadio, e la prossima udienza è in calendario per aprile 2021.

Insomma, la tensione è da tempo palpabile. E non si è mai spenta del tutto: solo poche settimana fa, infatti, l'associazione dei supporter organizzati del Bayern ha disegnato e affisso un manifesto provocatorio (in cui l'amministratore delegato Rummenigge e il presidente Hainer sono stati ritratti al servizio di un carro di sceicchi) nei pressi dello stadio, e ha chiesto ufficialmente che la società riflettesse sul suo rapporto con il Qatar. Per tutta risposta, il club bavarese ha rivelato che «è allo studio la possibilità di avviare un dialogo con i nostri partner in merito a tematiche sociali, ma certe conversazioni si svolgono in luoghi riservati, non sulla scena pubblica». Già nel 2019, inoltre, Rummenigge aveva spiegato come uno degli obiettivi strategici su cui era basata la partnership tra il Bayern e il Qatar era proprio «il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini qatarioti, in termini di diritti umani e di sicurezza sul lavoro», e che questo intento «è stato raggiunto col tempo».

Non tutti, però, sono d'accordo con questa versione: Regina Spöttl, esponente di Amnesty International, ha detto allo Spiegel che «la situazione generale dei diritti umani in Qatar lascia ancora molto a desiderare: le autorità locali hanno recentemente inasprito le restrizioni al diritto alla libertà di espressione, le donne continuano a essere svantaggiate davanti alla legge e nella vita quotidiana, in particolare nel diritto di famiglia. Inoltre, i lavoratori migranti che lavorano nelle aziende private sono ancora sfruttati e molestati».

Il contratto di sponsorizzazione con Qatar Airways scadrà nel 2023, quindi è probabile che il Bayern continuerà a intrattenere rapporti con l'emirato. Allo stesso tempo, però, le proteste dei tifosi hanno allertato la politica locale: lo Spiegel ha riportato alcune dichiarazioni di Dieter Reiter, sindaco di Monaco di Baviera e componente del Cda del Bayern, secondo cui «la società si sente molto impegnata nella lotta per la salvaguardia dei diritti umani, e anche per questo una commissione sta studiando una modifica nello statuto del club, così da renderlo conforme ai nuovi scenari della politica internazionale».