La resurrezione di Amin Younes

Dopo le esperienze all'Ajax e al Napoli sembrava un talento perduto. Invece è rinato all'Eintracht Francoforte, tanto da essere richiamato in Nazionale.
di Redazione Undici 24 Marzo 2021 alle 12:13

L’Eintracht Francoforte non è solo una squadra pienamente in lotta per disputare la prossima Champions League – è quarto in Bundesliga con quattro punti di vantaggio sul Borussia Dortmund – ma sembra essere un club che ha poteri taumaturgici: Kevin Trapp, André Silva, Luka Jovic e Sebastian Rode sono rinati dopo esperienze molto negative in giro per l’Europa, e ora sono al centro del progetto di Adi Hütter. Ancora più incredibile, anche perché più inaspettata, date le premesse, è la resurrezione di Amin Younes, 27enne esterno di fantasia reduce da un’avventura davvero pessima al Napoli. Nelle sue due stagioni vissute in Italia, tra il 2018 e il 2020, Younes è riuscito a mettere insieme appena 725′ di gioco in 27 presenze totali in tutte le competizioni. Al netto dei tre gol segnati e dei due assist serviti, è evidente che non abbia trovato il contesto e neanche lo spazio giusto per incidere, per mostrare davvero le sue qualità, con Ancelotti e tantomeno con Gattuso.

Younes ha iniziato anche questa stagione con il Napoli, poi però sul finire del mercato è arrivata la richiesta di prestito dall’Eintracht. Una scelta davvero azzeccata per tutti, considerando che Younes è stato convocato nella Nazionale tedesca tre anni e mezzo dopo l’ultima volta per le gare di qualificazione ai Mondiali contro Islanda, Romania e Macedonia. In realtà, come spiega lo Spiegel, l’obiettivo di Younes era proprio riconquistare la maglia della Mannschaft grazie alle sue prestazioni in Bundesliga. Solo che nessuno, neanche lo stesso Younes, pensava che sarebbe accaduto così presto: «Sei mesi fa, quando ho firmato per l’Eintracht, non credevo che Löw mi avrebbe convocato già in questa stagione».

E invece è andata proprio così, e la scelta del ct della Germania sembra essere dettata da una vecchia infatuazione nei confronti di Younes: secondo Löw, infatti, il fantasista di origine libanese è uno dei pochi calciatori tedeschi con la qualità necessaria per saltare in dribbling il suo diretto avversario, e questo lo rende prezioso in quelle partite in cui il possesso palla armonico della Mannschaft risulta prevedibile, poco incisivo. In effetti Younes è sempre stato un elemento piuttosto creativo, istintivo nel suo modo di stare in campo e trattare il pallone, anche se questa descrizione non è del tutto centrata, almeno secondo il diretto interessato: «Sì, in effetti sono cresciuto giocando in strada, senza regole, senza arbitri: quando ci sono 30 ragazzini sullo stesso campo improvvisato, ognuno deve farsi valere individualmente. Però poi il mio calcio non si limita solo al dribbling, ho anche altre qualità».

Come detto, Younes aveva già fatto parte della Germania: cinque presenze (con due gol segnati) a cavallo tra primavera e autunno del 2017, quando era uno dei giocatori centrali nel primo Ajax di Ten Hag – sconfitto in finale di Europa League dal Manchester United di Mourinho. In quel periodo, Younes ha partecipato anche alla vittoriosa Confederations Cup in Russia, poi i problemi fisici, disciplinari e contrattuali vissuti ad Amsterdam e la brutta parentesi di Napoli l’avevano allontanato dalla Nazionale. A Francoforte è tornato a essere un giocatore importante, non tanto nelle azioni decisive (ha segnato quattro gol e servito due assist in 20 presenze complessive), quanto nella sua capacità di partecipare al gioco offensivo della sua squadra. Differentemente dai suoi colleghi che hanno avuto modo di lavorare con Younes, Hütter non lo utilizza come esterno sinistro a piede invertito, piuttosto nello slot di trequartista, alle spalle della punta centrale.

È probabile che in Nazionale debba mettersi al servizio della squadra in modo diverso, non potrà essere di nuovo protagonista fin da subito, basti pensare che nel suo “nuovo ruolo” sono stati convocati Musiala, Wirtz e Havertz, mentre tra gli esterni offensivi ci sono Gnabry e Sané. Allo stesso tempo, però, la nuova occasione concessagli da Löw ha un significato importante, in vista degli Europei e del suo futuro: il contratto temporaneo stipulato tra Eintracht e Napoli prevede che Younes resterà in Germania fino al termine della prossima stagione, poi potrà essere esercitato un diritto di riscatto. Visto l’andamento di questa stagione, rimanere a Francoforte potrebbe essere una buona idea per riprendere un discorso che sembrava finito per sempre, e invece era stato solo interrotto.

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