Il surreale gol fallito da Werner in Germania-Macedonia del Nord

Uno dei momenti più assurdi di una serata storica, in negativo, per la Mannschaft.
di Redazione Undici 01 Aprile 2021 alle 11:01

Mercoledì 31 marzo 2021 è una data che resterà negli annali del calcio tedesco. La sconfitta interna della Nazionale di Joachim Löw contro la Macedonia del Nord (1-2, gol di Pandev ed Elmas per i macedoni, momentaneo pareggio di Gūndogan) è un evento che rientra nell’imponderabile, non tanto per il fatto in sé – il risultato di una partita di calcio è comunque frutto di variabili non pienamente controllabili dagli esseri umani, e quella della Mannschaft non è certo la prima sconfitta clamorosa nella storia del calcio – ma per le tantissime statistiche positive che sono state spazzate via. Una su tutte: quella contro la Macedonia è stata solo la terza gara persa dai tedeschi tra tutte quelle giocate per le qualificazioni ai Mondiali – le prime due risalivano al 1985 e al 2001, quando furono Portogallo e Inghilterra, rispettivamente, a violare gli stadi di Stoccarda e Monaco. Anche per Löw si è trattato di un tracollo storico: il ct lascerà il suo incarico al termine degli Europei, quindi ha perso la sua prima gara di qualificazione ai Mondiali proprio in occasione della sua ultima gara di qualificazione ai Mondiali sulla panchina della Mannschaft. Ultima pillola statistica: la sconfitta contro la Macedonia ha interrotto la striscia record di 18 successi consecutivi nelle qualificazioni ai Mondiali, un primato che la Germania aveva raggiunto nella penultima partita disputata, quella contro Israele del 25 marzo.

In realtà tutto sarebbe potuto cambiare al minuto 79′, quando Timo Werner ha avuto un’occasione incredibilmente facile per trovare il gol del 2-1. E invece, come accade in certi casi, l’errore è tanto più grottesco quanto è gigantesca la chance sprecata: su assist di Gūndogan, arrivato sui piedi di Werner praticamente a porta spalancata, l’attaccante del Chelsea ha ciccato completamente il tiro di sinistro, mandando il pallone ben oltre il palo alla sinistra del portiere avversario. Sembra incredibile, visto com’è andata la gara, ma si è trattato di un momento davvero surreale, forse il più surreale di tutti. Se avesse segnato questo gol, Werner sarebbe arrivato a 16 marcature in 38 partite giocate con la Germania. E invece niente. Anche i giornali tedeschi sono rimasti sconvolti da questo errore: secondo la Süddeutsche Zeitung, Werner «ha fallito l’occasione del millennio»; per lo Spiegel, «il gol mancato contro la Macedonia dimostra che Werner, in questo momento, non è un centravanti affidabile: si tratta di un momento che potrebbe perseguitarlo per l’intera carriera»; la Zeit, se possibile, è stata ancora più cattiva: «Oh, caro Timo Werner. Sarebbe ingiusto eleggerlo a simbolo della sconfitta, ma resta il fatto che la maggior parte dei giocatori di TV Dornholzhausen o SG Bissenberg, squadre dilettantistiche tedesche, sarebbero stati in grado di segnare quel gol, anche se avessero tenuto in mano un bicchiere di birra pieno». Le immagini, sotto, dimostrano che forse non è un commento esagerato.

>

Leggi anche

Calcio
Con la sua forza e la sua intelligenza, Khéphren Thuram ha travolto il Napoli e si è finalmente preso la Juventus
Il centrocampista francese ha dominato la sfida dello Stadium, guidando e trascinando la sua squadra in tutte le fasi di gioco.
di Redazione Undici
Calcio
A causa del trasferimento dell’Everton nel nuovo stadio, un pub di Goodison Park ha chiuso dopo 140 anni
Il quartiere intorno al vecchio stadio dell'Everton sta cambiando faccia, e non è proprio una buona notizia per chi ama le tradizioni del calcio inglese.
di Redazione Undici
Calcio
Lo stadio, il terreno di gioco e le strutture del Rayo Vallecano sono così fatiscenti che anche i giocatori hanno iniziato a lamentarsi pubblicamente
Tra buche, spogliatoi cadenti e docce arrugginite, squadra e staff sono arrivati al limite della sopportazione.
di Redazione Undici
Calcio
L’Inter Miami vorrebbe sfruttare la presenza di Messi per giocare la Copa Libertadores, ma il progetto è davvero complicato
Il vero problema è il tempo: il fuoriclasse argentino ha 38 anni, ed è difficile immaginare che una riforma del genere avvenga nell'arco di una o due stagioni.
di Redazione Undici