Com’è la nuova sede di Macron

Uno stabilimento green e dall'anima sostenibile, in linea con i principi del brand.
di Redazione Undici 03 Giugno 2021 alle 11:12

Il salto di qualità di Macron, nel mondo del calcio e non solo, è stato pienamente visibile negli ultimi anni: è un discorso di numeri, innanzitutto, visto che l’azienda emiliana ha chiuso il bilancio consolidato del 2019 con un fatturato di 113,1 milioni di euro (+15,6% rispetto all’anno precedente), ma anche di riconoscibilità internazionale, di percezione di un brand che ha saputo scalare le classifiche di gradimento a tutti i livelli. Un’ambizione pienamente affermata dall’inaugurazione della nuova sede di Valsamoggia, un quartier generale piena espressione della filosofia green dell’azienda e in linea con i progetti di crescita.

«Il futuro dipende dalle nostre scelte. Quando abbiamo pensato a una nuova sede abbiamo pensato al futuro della nostra azienda. Un futuro sostenibile, produttivo, inserito in un contesto territoriale al quale apparteniamo e che ci appartiene», ha detto Gianluca Pavanello, ceo di Macron. «Siamo un’azienda italiana con grande respiro internazionale, un’azienda fatta di persone che si impegnano quotidianamente e che credono in standard elevati di buona gestione, responsabilità sociale e rispetto per l’ambiente. Viviamo di sport e dei suoi valori che traduciamo in tutti i nostri prodotti. Questa è una giornata speciale che attendevamo da un anno e oggi sono felice e orgoglioso di far conoscere da vicino il nostro mondo e la nostra casa».

Il progetto della nuova sede è stato sviluppato dallo Studio Lenzi e Associati e realizzato da VGP: una sede che si sviluppa su un terreno di circa 55.000 mq, dove sono stati edificati 22.000 mq che ospitano tutte le attività di logistica (16.000 mq) e gli uffici centrali (6.000 mq). Lo stabilimento realizzato per Macron è un esempio di innovazione, efficienza, sostenibilità ambientale e ha ottenuto la BREEAM Excellent Certification. BREEAM è una metodologia, tra le più rilevanti a livello internazionale, di valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici e per ottenere la quale è necessario adottare pratiche sostenibili non solo in fase di progettazione e costruzione degli edifici, ma anche attraverso i successivi processi di gestione e manutenzione.

Una filosofia che Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna e presente all’inaugurazione, ha tenuto a sottolineare: «La Regione Emilia-Romagna ha posto come priorità della propria azione di governo la transizione ecologica e un progetto di sviluppo ecosostenibile, nel solco tracciato dal Patto per il Lavoro e per il Clima e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Dunque, è molto significativo che aziende come Macron abbraccino questa strada, dimostrando ancora una volta che l’economia e la svolta green non sono in contrapposizione, bensì il contrario. Di fronte a noi non abbiamo altra scelta che inseguire con forza l’ambizione di una società basata su sostenibilità sociale, economica e ambientale».

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