Il Barcellona ha litigato con il Beitar per un’amichevole a Gerusalemme

Il club azulgrana si è rifiutato giocare nella città contesa, e questo non è piaciuto alle istituzioni israeliane.
di Redazione Undici 16 Luglio 2021 alle 13:23

Il Barcellona sta vivendo un periodo storico davvero complicato: la querelle per il rinnovo contrattuale di Leo Messi, ancora non ufficializzato, si intreccia con la profonda crisi economica che affligge il club blaugrana, e quindi anche con un calciomercato che dovrà necessariamente essere al ribasso e incentrato sulle cessioni e sul taglio del monte ingaggi. Oltre a tutti questi macro-problemi, è scoppiata anche una polemica politica con il Beitar Gerusalemme, con cui il Barça aveva organizzato un’amichevole da giocare nella capitale di Israele. La partita, in teoria, si sarebbe dovuta disputare il 4 agosto al Teddy Kollek Stadium, impianto da 34mila posti ubicato nella zona della città occupata dall’esercito israeliano, ma alla fine è stata annullata. Secondo i media internazionali, sarebbero state decisive le proteste delle associazioni pro-Palestina e delle istituzioni calcistiche palestinesi, e questo ha fatto infuriare i vertici del Beitar e le istituzioni israeliane.

Moshe Hogeg, uno dei proprietari del Beitar, ha scritto su Facebook che «il contratto pronto da firmare per l’amichevole prevedeva una clausola non negoziabile per cui il Barcellona non avrebbe disputato la partita a Gerusalemme, nella capitale del nostro stato. Inoltre, c’erano altre richieste politiche che non mi piacevano. Per questo, ho deciso a malincuore di non procedere con l’organizzazione della partita: sono orgogliosamente ebreo e israeliano, e non posso tradire la città di Gerusalemme». Anche Moshe Lion, il sindaco della città, ha espresso il suo disappunto per questa vicenda: «Gerusalemme è la capitale dello stato di Israele e la decisione di boicottarla non è una decisione professionale, sportiva o educativa, piuttosto è una chiara scelta politica. I club che decidono di non giocare a Gerusalemme dovrebbero essere completamente banditi da Israele». Il Barcellona, dal canto suo, ha dichiarato che la partita non era ancora stata fissata ufficialmente.

È probabile che il club catalano, oltre che dalle critiche ricevute negli ultimi giorni, si sia fatto condizionare dall’eterna instabilità che si respira a Gerusalemme: dal 1967, la città è stata annessa allo stato di Israele con un atto non riconosciuto dalla comunità internazionale, e ancora oggi risulta contesa e divisa tra lo stato ebraico e la Palestina. Nelle valutazioni del club blaugrana devono aver avuto un peso anche la reputazione e la storia del Beitar, una società apertamente schierata con l’estrema destra israeliana, che in virtù di questa visione non ha mai acquistato un giocatore arabo. In passato il club sembrava fosse sul punto di infrangere questa tradizione, ma i gruppi di supporter più radicali – tra cui La Familia – avevano protestato e minacciato i dirigenti ancor prima che le voci di mercato si traducessero in una reale operazione. Non a caso Sami Abou Shehadeh, deputato del partito filo-palestinese Balad nel parlamento israeliano, aveva chiesto al Barça di annullare la partita, affermando che «il Beitar rappresenta i segmenti più estremisti, razzisti e fascisti della società israeliana».

>

Leggi anche

Calcio
Per la prima volta i club europei avranno tante occasioni in un nuovo mercato degli svincolati: quello dall’Arabia Saudita
Tra 15 giorni, i calciatori in scadenza saranno liberi di accordarsi con qualsiasi club. E in Saudi Pro League ce ne sono alcuni molto interessanti: da Kanté a Koulibaly, da Mané a Rúben Neves.
di Redazione Undici
Calcio
La Scozia che torna ai Mondiali è una squadra che guarda molto ai giocatori inglesi, e viceversa, ma solo ad alcune condizioni
E la prima delle condizioni, dice il ct, dev'essere la motivazione: la Scozia ora fa sul serio e non ha nessuna intenzione di essere una seconda scelta rispetto alla Nazionale rivale.
di Redazione Undici
Calcio
La maglia più venduta nel 2025 non è quella di Messi né quella di Ronaldo: è quella di Lamine Yamal
L'enfant prodige del Barça non avrà ancora vinto il Pallone d'Oro, ma in quanto a marketing è già davanti ai più grandi al mondo.
di Redazione Undici
Calcio
La nuova invenzione di Guardiola è Matheus Nunes, che prima faceva anche il trequartista e adesso fa il terzino destro
Un'idea nata dall'esigenza, ma che il portoghese ormai interpreta alla perfezione. Grazie alla lungimiranza del suo straordinario allenatore.
di Redazione Undici