Sono passati vent’anni da QUELLA punizione di Beckham contro la Grecia

Uno dei momenti più iconici nella storia della Nazionale inglese.
di Redazione Undici 06 Ottobre 2021 alle 11:58

David Beckham ha sempre avuto un rapporto contraddittorio con la Nazionale inglese: la sua prima apparizione in un grande torneo, vale a dire il Mondiale di Francia 98, si concluse con un’espulsione – forse eccessiva, ma probabilmente decisiva in negativo – nel match degli ottavi contro l’Argentina. Quell’episodio ha esacerbato il legame con i tifosi di tutta l’Inghilterra, al punto che il centrocampista del Manchester United considerò l’idea di ritirarsi dalla Nazionale: anche agli Europei del 2000, una spedizione fallimentare per la selezione dei Tre Leoni (eliminata ai gironi da Portogallo e Romania), Becks fu il più contestato, anche con toni e contenuti a dir poco deprecabili – insulti personali a lui e alla sua famiglia, come raccontato in questo articolo d’archivio. Per tutta risposta, Beckham mostrò il dito medio ai suoi stessi tifosi, scatenando le ire della stampa e – ovviamente – della fanbase della Nazionale.

In un preciso momento, però, la storia cambia in maniera radicale. È il 6 ottobre 2001, esattamente vent’anni fa. L’Inghilterra affronta la Grecia nell’ultimo turno del girone 9 di qualificazione ai Mondiali 2002, e ha già compiuto un’impresa rimontando la Germania dopo un inizio piuttosto negativo – un punto in due partite contro i tedeschi e la Finlandia. Il sorpasso in classifica è arrivato dopo l’incredibile 1-5 con cui la Nazionale di Eriksson ha violato l’Olympiastadion di Monaco di Baviera, in una gara che – di fatto – consegna il Pallone d’Oro a Micheal Owen.

Beckham, nel frattempo, è stato nominato capitano di una Nazionale che sembra voler e poter rinascere, ma è sempre il più fischiato, il più contestato tra i giocatori in maglia bianca. Non a Old Trafford, però, lo stadio in cui l’Inghilterra gioca l’ultima gara con la Grecia e dove si sta vivendo il più classico degli psicodrammi calcistici: siamo nei minuti di recupero e gli ospiti sono in vantaggio per 1-2 dopo la rete di Charisteas, il pareggio di Sheringham e il punto di Nikolaidis. Con questo risultato, l’Inghilterra getterebbe via la possibilità di accedere direttamente alla fase finale di Coppa del Mondo, anche perché nel frattempo la Germania è impegnata in casa contro la Finlandia.

Siamo nei minuti di recupero della ripresa, e l’Inghilterra può battere un calcio di punizione da una distanza importante ma non proibitiva – circa 22 o 23 metri dalla porta difesa da Nikopolidis. Sul pallone si presenta Beckham, che al di là di ogni giudizio privato sul suo valore come calciatore resta oggettivamente uno dei migliori tiratori da fermo della storia del calcio. E lo dimostra in quel momento, disegnando una conclusione arcuata eppure tesa, potente eppure precisissima, un arcobaleno che si infila vicinissimo all’incrocio dei pali e fa mancare il terreno sotto i piedi al portiere greco. È la redenzione definitiva di David Beckham in Nazionale, con la Nazionale, per la Nazionale e tutta la nazione: giusto per capire la dimensione e l’importanza di quel momento, la BBC decide di premiare Becks con il titolo di “Sportivo dell’Anno 2001”. L’esultanza, l’urlo, le braccia aperte sotto la curva di Old Trafford, il volto sfigurato dalla gioia sono immagini iconiche come e forse anche più della punizione stessa.

Da vedere e rivedere

L’Inghilterra raggiunge la fase finale di Coppa del Mondo grazie a quel gol, anche perché nel frattempo la Germania è riuscita a pareggiare per 0-0 contro la Finlandia. Beckham, come detto, viene celebrato come un vero e proprio eroe nazionale, solo che purtroppo subirà un grave infortunio poco prima dei Mondiali e perciò parteciperà al torneo in Giappone e Corea esibendo una condizione di forma a dir poco deficitaria. Dopo la punizione con la Grecia, il suo rapporto con i tifosi inglesi e con la Nazionale diventerà molto più “normale”, cioè legato alle prestazioni sue e della squadra, e non a un pregresso capace di distorcere ed esasperare i giudizi su di lui, come calciatore e come persona. Era quello che voleva, era quello che si meritava, e ha trovato il modo più spettacolare e indimenticabile di tutti per ottenerlo.

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