In Premier è sparito il tiro da fuori area

L'analisi di The Athletic dimostra come nel calcio inglese si tiri di meno, ma meglio. E in questo c'entra soprattutto da dove si tira maggiormente.
di Redazione Undici 24 Febbraio 2022 alle 12:43

La Premier League è certamente il campionato più ricco e seguito al mondo, ma è anche un interessante laboratorio tattico, visto che al momento tra le venti squadre ci sono allenatori di ben dieci nazionalità diverse. È un discorso dunque di diversi approcci, filosofie che si compenetrano, una contaminazione di stili di gioco che ha cambiato la “faccia” tecnica del campionato inglese, a lungo etichettato come un calcio fisico e ad alta intensità e oggi sicuramente trasformato dal lavoro dei protagonisti della panchina. Si è già raccontato come un sintomo di questa evoluzione è il drastico calo di colpi di testa, adesso un altro approfondimento di The Athletic indaga il cambiamento delle zone da cui partono i tiri nell’ultimo decennio. Mettendo in luce come i tiri da fuori area abbiano subito un decremento significativo.

Innanzitutto, nell’analisi di Mark Carey si ribadisce come sia diminuito, tra la stagione 2011/12 e quella 2020/21, il numero di tiri a partita: da 28,4 a 23,9. Una variazione del -17 per cento, sicuramente significativa, a cui non corrisponde, però, un calo dei gol in egual misura. Infatti, senza contare i gol su rigore, le reti nella stagione 2011/12 sono state 2,6 a partita, in quella precedente 2,4. Significa che si tira meno, ma meglio.

E qui si arriva al discorso sui tiri da fuori: come si vede nel grafico di The Athletic, la percentuale di tiri da fuori area è diminuita in maniera importante: dal 47 per cento della stagione 2011/12 (con un picco del 48,2 per cento nel 2013/14) si è arrivati, nella scorsa stagione, al 38,2 per cento. Per Carey, potrebbe esserci – pur senza una necessaria correlazione – il “concorso di colpa” dell’analisi degli xG, utilizzati in vasta misura proprio a partire dal 2013: gli allenatori sanno che un tiro da fuori area ha una percentuale di successo – quindi di gol – che oscilla tra il <5 e il 10 per cento, rispetto al range tra il 10 e il 40 per cento dei tiri da fuori area. Insomma, i calciatori oggi sono incoraggiati a non calciare appena ne hanno la possibilità, ma a cercare soluzioni che permettano di calciare da posizioni più favorevoli.

Questo è il caso soprattutto di squadre che fanno di un’idea di gioco evoluta il proprio credo, come il Manchester City: Gabriel Jesus ha infatti in media di distanza di tiri verso la porta più bassa dell’intero campionato: 11,7 metri, con l’88 per cento dei suoi tiri scoccati dall’interno dell’area di rigore. In realtà, comunque, non è un discorso che aderisce soltanto ad alcuni giocatori o ad alcune squadre, ma all’intero campionato. Dal 2011/12 a oggi la media della distanza da cui parte un tiro si è abbassata da 19,1 a 16,5 metri dalla porta. Può sembrare un dato non così rivoluzionario, invece è certamente significativo, e racconta come anche un altro caposaldo del calcio inglese, che ci riporta con la memoria alle prodezze dei vari Beckham, Gerrard e Lampard, stia pian piano cedendo il passo.

>

Leggi anche

Calcio
Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio
Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano
Calcio
Grazie alla sua nuova proprietà e alle docuserie sulla squadra, il Wrexham ha attirato tantissimi nuovo tifosi da tutto il mondo (che hanno cambiato l’economia del club e della città)
Una fanbase globale costruita dentro e fuori dal campo, destinata soltanto a crescere se il sogno Premier League dovesse diventare realtà.
di Redazione Undici
Calcio
C’è una squadra di Championship, l’Hull City, che ha rotto completamente le statistiche: è in lotta per i playoff ma i suoi dati avanzati sono da zona retrocessione
Un paradosso che affascina gli addetti ai lavori, e con cui chiaramente gli arancioneri convivono benissimo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha disposto che per le leghe nazionali sarà più semplice organizzare delle partite all’estero, una per ogni stagione
Secondo il Guardian, il nuovo protocollo prevedrebbe anche che un Paese possa ospitare un massimo di cinque partite di leghe straniere.
di Redazione Undici