In Inghilterra hanno creato un algoritmo per calcolare il prezzo dei giocatori di una volta

Prendere Shearer sarebbe piuttosto costoso, ma il Newcastle di oggi potrebbe farcela comunque.
di Redazione Undici 28 Marzo 2022 alle 11:24

I nostalgici del calcio sono sempre esistiti ed esisteranno per sempre: sono stati quelli per cui Rivera e Mazzola erano meglio di Baggio e Del Piero, per cui esiste un solo Ronaldo, quello vero, sono quelli per cui Haaland e Mbappé non saranno mai all’altezza di Messi, e un giorno saranno quelli per cui Haaland e Mbappé? Nessuno come loro. Al di là della veridicità di queste visioni, siamo nel campo delle opinioni e ognuno di noi è legittimato ad avere la sua, resta il fatto che paragonare due calciatori di epoche diverse non ha molto senso: i cambi di contesto, tecnico ed economico, incidono troppo perché un giudizio assoluto possa essere verificato in maniera certa, oggettiva. È per questo, forse, che Kieran Maguire e il suo collega Jason Laws, due esperti inglesi di finanza calcistica, hanno creato un algoritmo che permette di ricalcolare – quindi di riadattare – le cifre del calciomercato di un tempo all’era contemporanea, tenendo conto di diversi aspetti: l’inflazione del mondo reale e quella (ben più significativa) vissuta dal calcio, l’aumento degli introiti dei club, degli investimenti da parte degli sponsor e delle tv.

The Athletic ha utilizzato questo algoritmo partendo dai trasferimenti più ricchi nelle varie stagioni della Premier League versione moderna, quindi dagli anni Novanta a oggi, e sono venute fuori delle cifre incredibili. Per esempio: il passaggio di Alan Shearer dal Blackburn al Newcastle, finalizzato nel 1996 per 18 milioni di euro, nel 2019 sarebbe costato 265 milioni. Perché nel 2019? Per comodità di calcolo, Maguire e Laws hanno deciso di “fermare il tempo” ai giorni prima della pandemia, senza lo shock finanziario causato dal lockdown, dallo stop forzato ai campionati, dagli stadi chiusi. In ogni caso si tratterebbe di una cifra non proprio irrealistica, vicina ai 300 milioni di cui si parla in questi giorni per il futuro passaggio di Haaland al Manchester City o al Real Madrid. Sempre guardando agli anni Novanta o ai primi Duemila, scopriamo che il trasferimento di Verón dalla Lazio al Manchester United (costato 42 milioni di euro nel 2001) oggi frutterebbe 185 milioni alla squadra biancoceleste, mentre l’Arsenal dovrebbe sborsare 140 milioni per Bergkamp e 106 milioni per Titì Henry, quando invece a loro tempo i Gunners versarono 11 milioni all’Inter per l’olandese (nel 1995) e 16 milioni alla Juve per il francese (nel 1999). In realtà il calcolatore di Maguire e Laws può cambiare le cose anche a breve distanza di tempo. Nella lista dei trasferimenti più ricchi della storia della Premier League c’è ovviamente quello di Paul Pogba, passato dalla Juve al Manchester United per 110 milioni di euro nell’estate 2016. Fino all’arrivo di Grealish al City, avvenuto l’estate scorsa, Pogba allo United era il colpo in entrata più ricco nella storia del massimo campionato inglese, eppure nel 2019 la stessa operazione sarebbe costata di più, addirittura 150 milioni di euro.

Ora, come detto, i prezzi sono leggermente e mediamente più bassi a causa della pandemia, ma prima o poi torneranno a salire. Lo ha detto proprio Alan Shearer, interpellato da The Athletic come ex giocatore più costoso della storia del calcio: «Sono abbastanza anziano da ricordare il 1979, quando Trevor Francis si unì al Nottingham Forest e divenne il primo giocatore britannico costato un milione di sterline. Allora sembrava una cifra stravagante e impossibile: “Mio Dio. Quanto?!”, dicevano tutti. Quando mi sono trasferito al Newcastle, tutti dicevano lo stesso. È difficile credere che le commissioni di trasferimento siano cresciute così tanto, tutti pensano che prima o poi questo aumento si fermerà, ma da quanto tempo lo diciamo?».

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