Il Villarreal ha rivitalizzato il talento di Giovani Lo Celso

Il nuovo incontro con Emery sta facendo rifiorire un talento che avevamo dimenticato.
di Redazione Undici 07 Aprile 2022 alle 13:44

Deve esserci qualcosa di magico, a Vila-Real, una sorta di tonico rivitalizzante che si aziona nelle notti europee – visto che le ultime partite in campionato della squadra di Emery sono andate malissimo: 0-1 contro il Cadice e 0-2 contro il Levante – e che permette ai calciatori di andare oltre il loro reale talento. O di recuperarlo, nel caso risultasse smarrito. È il caso di Giovani Lo Celso, uno dei giocatori più tecnici e intelligenti sbarcati in Europa negli ultimi anni, ma che aveva fatto fatica a imporsi nel Psg e nel Tottenham, mentre era stato addirittura abbagliante nella sua esperienza al Betis: il centrocampista argentino – anzi: rosarino – è arrivato in prestito dal Tottenham durante il mercato di gennaio ed è subito diventato un pilastro del sistema ibrido di Emery. Ibrido è anche il ruolo in cui lo schiera il tecnico basco: in teoria sarebbe il laterale di destra del tridente completato da Moreno e Danjuma, in realtà è una specie di regista-trequartista che si muove in tutte le direzioni, che fa da collante tra centrocampo e attacco, una riedizione moderna del tipico enganche argentino, solo con compiti di costruzione (72 palloni giocati ieri sera, record per il Villarreal) piuttosto che di rifinitura.

Proprio la grande qualità di Lo Celso nel leggere il gioco e nel posizionarsi in modo da far progredire l’azione d’attacco è all’origine del gol segnato dal Villarreal: la sua conduzione verso destra ha “chiamato” la sovrapposizione da quel lato di Gerard Moreno, che a sua volta ha chiuso l’uno-due con l’argentino servendogli una bellissima palla in profondità; Lo Celso a quel punto ha avuto il tempo e lo spazio per spostarsi sul sinistro e mettere una palla perfetta a centro area, è servito un altro tocco (di Parejo) prima della deviazione decisiva di Danjuma, ma la manovra resta lineare, perfetta, perfettamente orchestrata e rifinita da Lo Celso. Esattamente come quelle non trasformate in gol – per pochissimo – da Moreno e poi ancora da Danjuma e Padraza. Anche in altre occasioni Lo Celso è stato al centro del gioco della sua squadra: oltre a essere il giocatore con più palloni giocati, è anche quello che ha creato più chance offensive (cinque), che ha effettuato più tackle (quattro) e che ha intercettato più palloni (due).

Il gol di Danjuma

Emery in tutto questo c’entra tantissimo: non solo perché ha già allenato Lo Celso ai tempi del Paris Saint-Germain, ma perché al Villarreal ha anche creato l’ambiente giusto perché un giocatore del genere, evidentemente talentuoso ma dalla grandezza non ancora definita, possa esprimersi al meglio. Del resto questa è la sua specialità, e si sposa perfettamente con la politica del Submarino Amarillo: «Molti calciatori che giocano in Premier colgano l’occasione di unirsi al Villarreal, non perché siano pagati di più, ma perché hanno la possibilità di dimostrare le loro qualità e di vincere trofei», ha detto il tecnico basco a The Athletic pochi giorni fa. Il riferimento all’Inghilterra non è casuale: oltre a Lo Celso, ceduto abbastanza frettolosamente dal Tottenham, nella rosa del Villarreal ci sono dieci giocatori reduci da un’esperienza nel Regno Unito, e otto di questi (Rulli, Foyth, Estupiñán, Parejo, Coquelin, Capoue, Danjuma e lo stesso Lo Celso) erano in campo da titolari contro il Bayern Monaco. Ovviamente ogni storia è a sé, ma la tendenza è piuttosto evidente.

Al netto di come finirà il doppio confronto con il Bayern, Emery e Giovani Lo Celso hanno dimostrato di poter stare tra i grandi, anche se in una certa dimensione, in un certo contesto tecnico ed emotivo. Ora sarà interessante capire se, come e quando cercheranno di misurarsi a un livello superiore, cioè se proveranno a tornare in un club che gli chiederebbe di essere determinanti a un livello più alto. Le loro carriere sono annodate in maniera davvero profonda, ben oltre le esperienze condivise finora: sia l’allenatore basco che il centrocampista argentino sono stati assorbiti e poi rigettati dal grande calcio, anche più di una volta. Ora stanno provando a ricostruirsi una dimensione, ci stanno riuscendo, si sono rivitalizzati a vicenda, perché il talento è cristallino, ed è un discoro che vale per entrambi. Già questa è una notizia importante, magari potrebbe essere solo l’inizio di una storia nuova, diversa, bellissima.

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