Il club più ricco del mondo non può spendere molto sul mercato

A causa del Fair Play Finanziario, la rivoluzione del Newcastle durerà più del previsto.
di Redazione Undici 12 Maggio 2022 alle 17:45

Lo scorso ottobre il Newcastle è diventato il club più ricco al mondo. Il club inglese è stato acquistato dal Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita, comunemente conosciuto come PIF, che può contare su un capitale presso che illimitato, da oltre 430 miliardi di euro. Giusto per fare un confronto: una cifra dieci volte superiore a quella posseduta dallo sceicco Mansour, proprietario del Manchester City, e 50 volte superiore rispetto a quella di Al-Khelaifi, boss del Paris Saint-Germain. Fin dall’annuncio della chiusura dell’operazione, la nuova dirigenza ha messo subito in chiaro le proprie intenzioni: riportare il club inglese alla gloria senza limitare gli investimenti sul mercato.

Parole che si sono trasformate molto presto in fatti. A gennaio, infatti, i Magpies hanno infatti speso più di 115 milioni di euro per cinque giocatori: Kieran Trippier, arrivato per 15 milioni dall’Atletico Madrid, è stato il primo acquisto saudita, seguito da Chris Wood, punta del Burnley pagata 30 milioni; dopo di loro, sono arrivati pure il terzino Matt Targett (in presito dall’Aston Villa), il difensore del Brighton Dan Burn, costato 15 milioni, e Bruno Guimarães, centrocampista ex Lione pagato 40 milioni. I nuovi acquisti hanno contribuito a rialzare la squadra dopo un inizio di stagione disastroso – quattordici partite iniziali senza vittorie – e a portarla fuori dalla zona retrocessione. Risultati comunque lontani dalle ambizioni degli sceicchi sauditi, che hanno promesso nuovi pesanti investimenti in estate, ma che in ogni caso dovranno scontrarsi con i limiti imposti dal Fair Play Finanziario, il bouquet di norme emanate dall’Uefa che impone ai club di spendere in proporzione al proprio fatturato. Ad annunciarlo è stato lo stesso manager dei Magpies, Eddie Howe: «Abbiamo diverse restrizioni con cui convivere. Non possiamo semplicemente spendere soldi per i giocatori, come diversi club del passato. Questa non è un’opzione per noi, perché più soldi spendi in una finestra, più queste spese influiranno sui tuoi limiti di investimento nelle sessioni successive».

L’ex manager del Bournemouth ha comunque rassicurato i tifosi bianconeri: «Questo non significa che siamo privi di ambizioni: sappiamo di dover migliorare la rosa in estate, e vogliamo inserire in squadra i giocatori giusti, quelli che possano fare la differenza». In ogni caso, il budget a disposizione del Newcastle non dovrebbe essere così basso: in base ai bilanci e alle spese delle ultime stagioni, Howe e la squadra-mercato potranno spendere più o meno 90 milioni di euro, oltre agli introiti provenienti dalle cessioni. Ecco, questa cifra non permetterà la rivoluzione che tutti si aspettavano, ma sarà un punto di partenza per iniziare a colmare il gap (enorme) con le squadre che dominano la classifica di Premier League, che entrano sistematicamente in Champions League. È lì che vuole arrivare il Newcastle: «Come società non ci poniamo limiti», ha detto Howe non a caso. Solo che forse ci vorrà un po’ di tempo in più del previsto.

>

Leggi anche

Calcio
L’Hard Rock Stadium di Miami ha ospitato un Masters 1000 di tennis e il GP di Formula Uno, e adesso si sta preparando per i Mondiali di calcio
L'impianto dei Dolphins è stato utilizzato come paddock fino a poche ore fa, ma tra qualche giorno sarà prontissimo per sette gare di Coppa del Mondo.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Saragozza è una big di Spagna, appartiene a un fondo americano e sta ricostruendo il suo stadio, ma nel frattempo è a un passo dalla retrocessione in terza divisione
Il rischio di ritrovarsi con un nuovo stadio da Champions League e una squadra di dilettanti è più concreto che mai.
di Redazione Undici
Calcio
Kobbie Mainoo è il simbolo della rinascita del Manchester United, che è appena tornato in Champions League
Il giovane centrocampista dei Red Devils, nato e cresciuto a Manchester, era finito ai margini durante la gestione-Amorim. Con Carrick, per fortuna, le cose sono cambiate.
di Redazione Undici
Calcio
Il Pachuca, in Messico, vende i biglietti per le partite in piccoli negozi, tra cui una cartoleria, una farmacia e una scuola guida
Questa politica, che va avanti da anni, serve per «sostenere la comunità locale: il club appartiene a tutti».
di Redazione Undici