Perché molti club inglesi non hanno maglie da vendere ai tifosi

La pandemia ha rallentato l'attività delle fabbriche in Asia, rendendo lentissima l'evasione di ordini effettuati molti mesi fa.
di Redazione Undici 25 Luglio 2022 alle 15:06

L’estate è uno dei periodi dell’anno in cui le società di calcio vendono più maglie. Banalmente, il lancio delle divise della nuova stagione spinge i fan ad acquistarle, magari con la stampa del grande nome arrivato dal calciomercato. È una tendenza consolidata soprattutto nel Regno Unito, laddove l’acquisto del kit ufficiale è una specie di prassi per la grande maggioranza dei tifosi. Ebbene, quest’anno il settore sta vivendo una crisi molto profonda. Secondo quanto raccolto dalla BBCmeno della metà dei club professionistici tra prima e quarta divisione inglese – 44 su 92 – hanno a disposizione un numero necessario di maglie per procedere alla vendita online. Il problema riguarda Kit Home e Away, e per alcuni club è davvero insormontabile: Leeds United e Crystal Palace, per esempio, non possono vendere né la prima né tantomeno la seconda divisa. E altre 17 società professionistiche sono nella stessa situazione.

Ma come mai siamo di fronte a questa penuria di maglie? Secondo quanto raccolto dalla BBC, tutto nasce dalla pandemia di Coronavirus, che ha rallentato – per non dire interrotto – il lavoro degli stabilimenti in Asia dove di solito vengono prodotte le maglie da calcio. Tutto questo sta avvenendo nonostante i design dei nuovi kit siano stati decisi da tempo, e gli ordini siano partiti addirittura otto o nove mesi fa. Un dirigente interpellato dalla BBC, che ha preferito rimanere anonimo, ha spiegato che «ci aspettiamo una contrazione significativa degli introiti, visto che in questo periodo i club di calcio non disputano partite ufficiali e quindi incassano pochissimo. Pensiamo a quanti tifosi si lasciano convincere a comprare la nuova maglia in questi giorni, magari perché sono attratti dai nuovi design o dagli acquisti fatti sul mercato: ecco, noi oggi non possiamo accontentarli».

Kieran Maguire docente di finanza del calcio dell’Università di Liverpool, ha confermato che le restrizioni dovute al Covid hanno avuto un impatto sull’intero ciclo di produzione delle maglie. E poi ha aggiunto dei dettagli relativi al trasporto: «Anche la carenza di navi portacontainer e i problemi rilevati nei porti di tutto il mondo hanno contribuito a rallentare il processo». Un altro periodo florido per questo tipo di mercato è sicuramente quello delle feste natalizie, ma fino a dicembre la questione dovrebbe – o comunque potrebbe – risolversi.

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