La Premier ha speso 26 volte di più rispetto a tutte le altre leghe top in Europa

Il campionato inglese è irraggiungibile, e così le altre leghe stanno iniziando a guadagnarci.
di Redazione Undici 02 Settembre 2022 alle 16:35

Il calciomercato è finito da poche ore, quindi è davvero il momento di fare un bilancio. Anzi, di fare i bilanci, al plurale: il calcio contemporaneo è un multiverso fatto di tanti punti interconnessi, e quindi per capire le reali dimensioni – economiche, tecniche, progettuali – di una squadra o di una lega è necessario confrontarsi anche con l’estero, con altri Paesi. In questo senso, come succede ormai da anni, la Premier League ha letteralmente divorato e dominato il mercato: secondo quanto riporta Transfermarktil massimo campionato inglese ha investito 2,24 miliardi di euro per le operazioni in entrata, a fronte di un incasso complessivo – ovviamente relativo agli affari in uscita – di 884,81 milioni. Una semplice sottrazione ci dice che le venti squadre di Premier hanno speso 1,36 miliardi di euro.

Ovviamente gli algoritmi del sito di calciomercato più seguito e autorevole del mondo tengono conto solo dei soldi realmente spesi per l’acquisto-cessione dei cartellini, quindi escludono da questo conteggio le operazioni concluse con diritto o obbligo di riscatto posticipati al prossimo anno, le commissioni versate agli agenti, i bonus e altri accessori. In ogni caso, però, la distanza tra la Premier e tutte le altre leghe top in Europa è davvero abissale, per tanti motivi: basti pensare che la Liga ha un disavanzo complessivo di -52,44 milioni di euro, a fronte di 505,69 milioni di investimento e 453,25 milioni di ricavi. Praticamente una cifra inferiore di 26 volte rispetto a quella della Premier. Quello spagnolo è il campionato che ha subito il contraccolpo più pesante da parte del Covid: nell’ultima estate prima della pandemia, quella del 2019, i club spagnoli avevano speso 1,38 miliardi di euro per le operazioni in entrata. Oggi, come abbiamo visto, il dato è più che dimezzato.

Qui da noi, in Italia, la situazione è leggermente migliore. In tutti i sensi: secondo Transfermarkt, le squadre di Serie A hanno investito 749,23 milioni per gli affari in entrata e ne hanno incassati 745,82 per quelli in uscita, per un disavanzo negativo di 3,41 milioni; secondo un altro medium, vale a dire Actu Foot, lo scarto tra entrate e uscite è addirittura positivo per nove milioni di euro. Insomma, sono cifre piuttosto vicine e decisamente più ragionevoli rispetto a quelle della Premier League, anche se in realtà – come detto in precedenza – non tengono conto dei soldi virtuali utilizzati per i trasferimenti che diventeranno definitivi tra sei o dodici mesi. Restano Bundesliga e Ligue 1: in Germania il bilancio è positivo per circa 45 milioni in virtù dei 484,08 milioni investiti per le operazioni in entrata e dei 528,74 milioni spesi per quelle in uscita; le venti società della Ligue 1 hanno fatto un pochino peggio, con un disavanzo positivo di 43,67 milioni, frutto dei 554,85 milioni spesi e dei 598,52 milioni incassati. È evidente che i soldi investiti dalle società di Premier sono caduti a pioggia un po’ dovunque, nel resto d’Europa: anche se sembra, non è proprio una buona notizia per gli altri campionati più importanti. 

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