Highlights — Osimhen, l’equilibrio dietro la potenza

Il missile (e il controllo) del 9 napoletano è il nostro momento preferito della 20esima giornata.
di Davide Coppo 30 Gennaio 2023 alle 12:16

Quella forza che ci ha messo nel tiro sembra la stessa che di solito si impiega per calciare il pallone verso le stelle dopo la vittoria di una finale, quando tutta la tensione, la gioia, l’emozione vengono sfogate in un calcio che arriva dove nemmeno un urlo può arrivare. Sembra: ma non lo è. In realtà il missile con cui Victor Osimhen ha spaccato la porta difesa da Rui Patricio era il modo migliore per segnare, per sbloccare la partita, per trasformare in gol quel cross di Kvaratskhelia che era già riuscito a controllare nel modo più intelligente – e difficile – possibile: con uno stop di petto, e un ulteriore controllo di coscia.

Osimhen è un giocatore che tenta spesso di addomesticare i palloni alti, perché sa di avere le caratteristiche tecniche e fisiche per farlo. Quando la palla non si addormenta sui suoi piedi, ha l’atleticità per riprenderla con le gambe che si allungano a mezza altezza, e tenerla nel suo fazzoletto di campo. Farlo nell’area piccola è tutt’un altra cosa, soprattutto con un difensore che ti è appena saltato davanti, e un altro che ti guarda a pochi centimetri.

Di straordinario ci sono tre cose, in questo gol. La prima è quindi l’idea grezza: Osimhen che chiede la palla a Kvara, Osimhen che voleva da subito controllarla di petto nonostante si trovasse in una porzione di campo con una densità abitativa più alta che a Mumbai. La seconda è la messa in pratica tecnica di quell’idea – di quel controllo: Osimhen che pur inclinandosi all’indietro mantiene l’equilibrio, Osimhen che controlla di petto, Osimhen che riesce a mentenere la coordinazione anche con quel secondo controllo di coscia. Si può vedere rallentando le immagini (Youtube lo consente, se volete provare): il 9 del Napoli fa un saltello sulla gamba sinistra per non cadere, perché il baricentro non è stabilizzato, eppure riesce comunque a prepararsi per il tiro.

La terza è quella, il tiro: troppo affascinati da quell’equilibrismo, non ci si accorge subito che il tiro arriva da una posizione per niente centrale, anzi parecchio defilata. Osimhen è al vertice dell’area piccola, il corpo è però in equilibrio, diretto verso il pallone. Merito di quel controllo ulteriore, che ha addomesticato la sfera e allo stesso tempo lo mette in condizione di calciare un mezzo esterno sotto l’incrocio del primo palo. Era l’unico modo per riuscirci. Era imparabile, ed è uno dei gol che ricorderemo per anni, di questa incredibile cavalcata azzurra.

>

Leggi anche

Calcio
Snoop Dogg, uno dei comproprietari dello Swansea, è andato per la prima volta allo stadio e il suo impatto è già stato fortissimo
La prima comparsata allo stadio è solo l'ultimo atto di una manovra che ha creato un legame emotivo con il pubblico gallese. E ha già portato dei benefici tangibili alla società.
di Redazione Undici
Calcio
Uno dei segreti del Bodo/Glimt è Björn Mannsverk, un ex pilota dell’aeronautica militare che fa il mental coach
Nel suo staff tecnico, il club norvegese ha spazio anche per figure “creative”.
di Redazione Undici
Calcio
Dopo le Olimpiadi di Milano Cortina, il Rennes ha deciso di sostenere (anche economicamente) Lucas Defayet, l’atleta che ha riportato in vita lo skeleton francese
Il club si è appassionato alla storia dello skeletonista bretone, il primo francese in grado di qualificarsi ai Giochi Olimpici (nella sua specialità, ovviamente) da Vancouver 2010.
di Redazione Undici
Calcio
Il ritorno del Paris FC in Ligue 1 sta andando molto peggio del previsto, anche perché la partnership con Red Bull non ha inciso granché
Anche una delle squadre più ricche del mondo può fare un po' di fatica.
di Redazione Undici