Dimitar Berbatov non ha mai voluto scambiare la maglia, ma una volta ha fatto un’eccezione

Anche un calciatore dall'ego smisurato ha i suoi idoli, le sue debolezze.
di Redazione Undici 28 Aprile 2023 alle 17:46

Pochi calciatori hanno avuto o possiedono la sensibilità tecnica di Dimitar Berbatov, la sua inventiva, la sua capacità di decidere da solo i destini di una partita. Al tempo stesso, però, si può dire che pochi calciatori hanno avuto o possiedono l’ego – diciamo pure la supponenza – di Dimitar Berbatov. È anche per via di questa presunzione di supponenza che Berbatov non ha mai scambiato la maglia con i suoi avversari. L’ha confessato lui stesso in una recente intervista rilasciata a BT Sport: «Semplicemente, non mi importava contro chi giocavo, non mi importava di avere la sua maglia. Massimo rispetto per tutti i miei avversari, ma non ero obbligato a farlo».

Anche l’ego di Dimitar Berbatov, però, ha delle debolezze. Una sola, ma il senso è quello. Nella stessa intervista a BT Sport, l’ex attaccante bulgaro ha raccontato della sola volta in cui ha deciso di scambiare la maglia con un avversario. Perché, appunto, si trattava di un avversario che per lui era speciale. Così come è speciale il racconto di quel giorno: «Ogni tanto mi veniva voglia di avere la maglia di qualcuno. Mi è successo con Ronaldo Luiz una volta che l’ho affrontato a Madrid, quando lui era nel Real. Io ero nel Bayer Leverkusen. Allora ero giovane, e anche molto timido. La partita è finita 1-1, ho fatto gol. Dopo la gara, non avevo il coraggio di andare da lui a chiedergli la maglia, così ho pregato un mio compagno di squadra di andare al posto mio. L’ho chiesto a lui anche perché si tratta di un brasiliano. Gli ho detto: “Per favore, per favore, per favore”, e lui si è convinto. Cinque minuti dopo ero ancora lì a pregargli di farlo. Alla fine ci è andato e mi ha portato la maglia. L’unica che volevo».

Il racconto di Berbatov fa riferimento a una partita di Champions League, edizione 2004/05. Nel girone, oltre a Bayer Leverkusen e Real Madrid, qualificate entrambe con 11 punti, c’erano anche Dinamo Kiev e Roma. Un anno e mezzo dopo, Berbatov avrebbe lasciato la Germania per trasferirsi in Inghilterra, prima al Tottenham e poi al Manchester United. In seguito, giocherà anche nel Fulham, nel Monaco, nel PAOK Salonicco e infine nel Kelara Blasters, squadra dell’Indian Super League.

>

Leggi anche

Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici
Calcio
Jadon Sancho sta per dire addio al Manchester United, che ha pagato 83 milioni di euro per ottenere dodici gol in cinque anni
In mezzo ci sono stati tre prestiti, è vero, ma il fallimento è stato davvero enorme.
di Redazione Undici
Calcio
Il Portogallo è diventato una superpotenza calcistica grazie a un sistema che valorizza talento e creatività, ma in modo scientifico
Le Academy dei grandi club guidano tutto il movimento, ma il modello funziona perché mescola libertà di espressione, metodo e formazione. Dentro e fuori dal campo.
di Redazione Undici