Uno dei segreti del Manchester City è che sa cedere i giocatori al momento giusto

Ogni anno Pep Guardiola lascia andare uno dei senatori della sua squadra, senza troppi rimpianti.
di Redazione Undici 27 Giugno 2023 alle 11:51

Quando si racconta il successo del Manchester City, è inevitabile, si finisce per parlare sempre di calciomercato. Anzi, per la precisione: si finisce per parlare sempre di calciomercato in entrata, di soldi investiti per acquistare giocatori, di talento comprato a prezzi elevati. Non c’è nulla di sbagliato o di esagerato, lo dicono i numeri: dal 2008 a oggi, secondo le rilevazioni di Transfermarkt, i Citizens hanno speso 1,45 miliardi di euro al netto delle cessioni. Il fatto che sia la cifra più alta in assoluto, cioè tra tutti i club del mondo, dovrebbe avvalorare la tesi per cui il City ha costruito i suoi trionfi su un plafond enorme, per non dire infinito. La realtà, ovviamente, è più sfumata: dietro tutti questi acquisti c’è un grande lavoro di scouting e di pianificazione. Per esempio, basti pensare che, da quando è arrivato Guardiola (2016) fino alla sessione invernale 2023, il Manchester City ha comprato soltanto due giocatori che avevano già vinto la Champions League, ovvero Claudio Bravo e Danilo. Entrambi, nel frattempo, hanno lasciato l’Inghilterra.

Un altro aspetto interessante riguarda le cessioni, più precisamente il timing delle operazioni in uscita. L’ultimo caso è quello di Ilkay Gundogan, capitano e uomo-simbolo che ha accettato l’offerta del Barcellona dopo sette (meravigliose) stagioni a Manchester. Prima di lui, tanti altri grandi calciatori hanno lasciato Etihad Stadium quando il club ha deciso che fosse arrivato il momento, e a pensarci bene il momento è sempre stato quello giusto. Anche in questo caso i numeri e la storia sono piuttosto eloquenti: dal 2016 a oggi, ovvero sempre dall’inizio dell’era-Guardiola, ogni estate c’è stato un addio importante. Eccoli, i nomi: Joe Hart (2016), Pablo Zabaleta (2017), Yaya Touré (2018), Vincent Kompany (2019), David Silva (2020), Sergio Agüero (2021) e Fernandinho (2022). Ovviamente l’età è un fattore che ha un certo peso in certe decisioni: a parte Hart, 29 anni al momento del suo addio, tutti gli altri calciatori di questo elenco avevano superato i trent’anni quando hanno lasciato Manchester. Il punto, riflettendoci bene, è proprio questo: il City non si fa problemi a lasciare andare i suoi senatori. Anzi, in questo caso il termine senatori è addirittura riduttivo: esattamente come Gündogan, tre dei giocatori di cui abbiamo detto (Kompany, David Silva e Fernandinho) erano capitani al momento del loro addio.

Insomma, quando Pep Guardiola, il suo staff o anche gli stessi giocatori comprendono – e quindi decidono – che è il momento di cambiare, non c’è status e non c’è riconoscenza che tenga. Guardando com’è andata la carriera di tutti i calciatori che hanno lasciato il City, è chiaro che la scelta di separarsi sia stata quella giusta. Al netto del caso-limite di Agüero, fermato da gravi problemi di salute subito dopo il suo trasferimento al Barcellona, i vari Hart, Touré, Kompany, David Silva e Fernandinho hanno ridimensionato il loro status, le loro ambizioni. Gündogan continuerà a giocare ad alto livello nel Barcellona, quantomeno ci proverà. Il Manchester City, intanto, è già passato al talento successivo, ha già dato inizio a una nuova era. Dopo il primo Treble e la prima Champions, il centrocampista tedesco sarà sostituito da Mateo Kovacic. Un calciatore di quattro anni più giovane.

>

Leggi anche

Calcio
L’assist di rabona di Rayan Cherki durante Manchester City-Sunderland ha fatto impazzire tutti, a cominciare da Guardiola
Il francese sta mostrando lampi di classe purissimi e passo dopo passo si sta prendendo il City
di Redazione Undici
Calcio
Araújo ha deciso di restare fuori per i suoi problemi di ansia, e nel frattempo pare proprio che il Barcellona non abbia uno psicologo
La vicenda del difensore uruguaiano ha svelato una grave mancanza del club blaugrana.
di Redazione Undici
Calcio
Il PSG continua a lanciare giovani di talento, del suo vivaio e non solo, e il merito è tutto di Luis Enrique
Sono nove i ragazzi del vivaio parigino che hanno esordito sotto la gestione del tecnico spagnolo.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid ha incassato tantissimo grazie alla partita di NFL al Bernabéu, ma la squadra di Xabi Alonso ha vissuto un vero e proprio incubo logistico
Qual è il prezzo di sei trasferte di fila? Un giro d'affari da 150 milioni di euro (e quattro gare senza vittorie).
di Redazione Undici