Che brutta fine ha fatto Nicolas Pépé

Doveva essere uno degli attaccanti più forti della sua generazione, e infatti l'Arsenal investì 80 milioni per lui. Ora è andato al Trabzonspor, a parametro zero.
di Redazione Undici 08 Settembre 2023 alle 17:15

Nell’estate del 2019, quindi soltanto quattro anni fa, Nicolas Pépé dava l’impressione di essere uno dei talenti più promettenti del calcio mondiale: dopo una stagione da oltre venti gol con la maglia del Lille, infatti, diversi top club europei sembravano poter – e voler – fare follie per l’attaccante ivoriano, che in effetti faceva impressione per la velocità con cui effettuava dribbling a ripetizione e attaccava la profondità. Attorno al nome di Pépé, dunque, si scatenò una vera e propria asta sul mercato, a cui prese parte anche il Napoli di Aurelio De Laurentiis – con tanto di visita dei suoi agenti al ritiro di Dimaro. Alla fine la spuntò l’Arsenal, sborsando una cifra altissima: 80 milioni di euro. Mai i Gunners avevano investito così tanto su un solo giocatore – oggi questo primato appartiene a Declan Rice, acquistato per 116 milioni di euro dal West Ham.

La carriera di Pépé, quindi, nell’estate del 2019 sembrava destinata a decollare definitivamente. E quindi oggi è davvero assurdo che lo stesso Nicolas Pépé, 28 compiuti da tre mesi, si ritrovi a giocare in Turchia, al Trabzonspor. Tra l’altro il suo addio è avvenuto a parametro zero, cioè senza che l’Arsenal incassasse nulla dalla sua cessione. Perché i Gunners hanno deciso di disfarsi in questo modo di un giocatore pagato così tanto? Risposta semplice: perché negli ultimi quattro anni, Pépé ha dimostrato di non valer affatto quanto promesso. Lo dicono i numeri, 27 gol e 21 assist in 112 gare ufficiali; lo dice anche l’ultima stagione, passata in prestito – l’Arsenal ha provato a rivitalizzare il suo asset – a Nizza: pure in un contesto meno competitivo rispetto alla Premier League, Pépé non è andato oltre i sei gol in 18 partite di Ligue 1, che salgono a otto in 28 gare di tutte le competizioni.

In realtà l’avventura di Pépé con l’Arsenal non iniziò neanche così male: dopo una prima stagione di ambientamento tra il 2019 e il 2020, con otto gol in 42 presenze in tutte le competizioni, la seconda annata di Pèpè a Londra è stat di buon livello, con dieci gol in 29 presenze in campionato e altre sei reti – su 13 presenze – in Europa League. I veri problemi per Pépé, però, sono iniziati l’anno dopo: il suo rapporto con il tecnico Arteta è peggiorato molto, il manager spagnolo non vedeva in Pèpè un calciatore adatto e utile per i suoi schemi di gioco e per questo iniziò a concedergli sempre meno minuti in campo. A fine anno, le sue gare da titolare in Premier erano state soltanto cinque: troppo, troppo poco.

L’anno al Nizza doveva cercare di invertire questa tendenza, ma non è andata così: dopo un inizio interessante, sei gol su 19 partite giocate nel girone d’andata, un infortunio al ginocchio ha pregiudicato il resto della stagione. Pépé ha saltato otto gare, è ricomparso a primavera (tre partite giocate tra marzo e aprile) e poi si è dileguato di nuovo fino a fine anno, con altre otto gare senza mai entrare in campo. A quel punto, l’Arsenal si è ritrovato in casa un esubero vero, grosso, da piazzare in ogni modo. L’offerta buona è arrivata fuori tempo massimo: quando il mercato inglese era già chiuso, il Trabzonspor si è offerto di rilevare il cartellino – e quindi anche di sobbarcarsi lo stipendio – di Pépé, però a parametro zero. L’Arsenal, pur di liberarsi di lui, ha accettato questa formula. Un’ulteriore spruzzata di malinconia a una storia calcistica che sembrava davvero promettere grandi cose, ma che alla fine è stata a dir poco deludente.

>

Leggi anche

Calcio
Alcaraz ha battuto Djokovic, e ha ottenuto il Career Grand Slam, perché è diventato un fenomeno anche a livello mentale
Nella splendida finale di Melbourne, il tennista spagnolo ha dimostrato di aver fatto il passo in avanti che gli serviva per diventare il re del tennis mondiale.
di Fabio Simonelli
Calcio
L’Athletic Bilbao sembrava destinato a vivere una grande stagione, e invece le cose stanno andando davvero malissimo
Falcidiati da continui infortuni, i baschi sono stati eliminati dalla Champions e si trovano a soli tre punti dalla zona retrocessione.
di Redazione Undici
Calcio
Antonio Vergara non è soltanto una soluzione d’emergenza, è anche un profilo che mancava nella rosa del Napoli
Nella rosa di Conte, nessun esterno o trequartista possiede la sua stessa muscolarità, la sua stessa verticalità e il suo senso dell'inserimento.
di Redazione Undici
Calcio
Negli ultimi tempi, i tifosi dell’Atlético Madrid hanno preso a fischiare la loro squadra: non è che si sono stancati di Simeone e del Cholismo?
E ormai sono passati cinque anni dall'ultimo titolo dei Colchoneros. Siamo forse arrivati alla fase del rigetto nei confronti dell'allenatore argentino?
di Redazione Undici