Come sarebbe stato il Pallone d’Oro senza Messi e Ronaldo?

Da Fernando Torres a Haaland, ecco la lista di tutti coloro che hanno avrebbero potuto vincere il premio.
di Redazione Undici 30 Ottobre 2023 alle 18:04

Erling Haaland si è iscritto a un club piuttosto popolato: quello dei giocatori che hanno “perso” un Pallone d’Oro finito nelle mani di Lionel Messi o Cristiano Ronaldo. Il centravanti norvegese, vincitore del Treble col Manchester City, ha dovuto inchinarsi a un Mondiale vinto da protagonista assoluto, a Messi che conquista l’unico trofeo che gli mancava, al romanzo popolare dell’Argentina campione del mondo 36 anni dopo l’ultima volta. Ci sta, l’assegnazione del 2023 è meritata, per quanto si possa discutere all’infinito sull’incidenza di una competizione corta come i Mondiali, anche se in questo caso è la più importante in assoluto, nell’ambito di un premio che dovrebbe andare al miglior calciatore di un’intera stagione.

Comunque, questa non è la sede e questo non è il momento per discutere sul senso del Pallone d’Oro. Parlavamo di Haaland e del club dei giocatori “fregati” da Messi e Ronaldo, quindi del premio di France Football – anche se dal 2010 al 2015 è stato organizzato dalla Fifa – senza i due fuoriclasse che l’hanno duopolizzato. Ecco, appunto: come sarebbe stato l’elenco dei vincitori senza di loro? Quali giocatori hanno preceduto Haaland negli ultimi 15 anni? L’epopea comincia nel 2008: dodici mesi dopo Kaká, Ronaldo riceve il primo Pallone d’Oro della sua carriera. L’anno dopo toccherà a Messi. Se non ci fossero stati loro, il premio 2008 sarebbe andato a Fernando Torres; quello del 2009, invece, sarebbe stato consegnato a Xavi Hernández, l’attuale allenatore del Barcellona.

Xavi avrebbe vinto di nuovo il premio nel 2011, se non fosse stato per Messi; un anno prima, invece, il fuoriclasse argentino aveva beffato Iniesta, autore del gol decisivo nella finale dei Mondiali – l’assegnazione del 2010 resta tra le più assurde della storia, ovviamente in senso negativo. Ancora Iniesta è terzo dietro i due cannibali nel 2012, e la stessa cosa capita un anno dopo a Ribery, a cui non basta vincere il Triplete per superare Ronaldo e Messi. Nel 2014 il Pallone d’Oro degli umani sarebbe andato a Neuer, nel 2015 a Neymar. Nel 2016 il Portogallo è campione d’Europa per la prima volta, Cristiano è automaticamente vincitore del premio (tornato nel frattempo a France Football) e Messi è secondo in classifica. Dietro di loro, sul podio, compare per la prima volta Antoine Griezmann. Nel 2017, invece, tocca di nuovo a Neymar.

Siamo arrivati all’anno 2018, al premio consegnato a Modric: undici anni dopo l’ultima volta, il Pallone d’Oro finisce fuori dal duopolio. Sembra l’inizio di una nuova era, ma non è così: nel 2019 (altra assegnazione contestata) Messi torna a vincere di nuovo, stavolta davanti a Virgil van Dijk. Nel 2020 Robert Lewandowski avrebbe stracciato chiunque, persino Messi e Ronaldo, ma c’è un problema: il premio non viene assegnato a causa della pandemia. Il centravanti polacco viene “ricompensato” – sì, come no – col secondo posto dell’anno successivo, sempre dietro Messi. Quello consegnato due anni fa è l’ennesimo premio che non ha molto senso, visto che Messi aveva vinto “solo” la Coppa America, suo primo trofeo internazionale con l’Argentina. Nel 2022 Benzema rompe di nuovo la routine, rinfrescando la lista dei vincitori. Dal 2008 al 2023, infatti, il Pallone d’Oro è andato solamente a quattro calciatori: Messi, Ronaldo, Modric e Benzema. Senza Messi e Ronaldo, sarebbe stato consegnato a dodici giocatori diversi. Forse non sarebbe stato più bello, di certo sarebbe stato più vario.

>

Leggi anche

Calcio
Per fronteggiare la crisi economica, i club di Ligue 1 hanno inventato tanti modi creativi per risparmiare su qualsiasi cosa
I club stanno tagliando le spese diversi reparti, privilegiando sostenibilità ambientale e ruoli multitasking.
di Redazione Undici
Calcio
Il PSG e Netflix dovevano fare uscire un documentario, ma il progetto si è arenato
Secondo L'Équipe, ci sarebbero state delle divergenze sui contenuti e sull'accesso garantiti alla troupe.
di Redazione Undici
Calcio
Per Gravina e Buffon le dimissioni dalla FIGC erano l’unica strada possibile
La sconfitta in Bosnia e la mancata qualificazione al terzo Mondiale di fila hanno portato a un doppio addio inevitabile: un atto politico, come succede sempre, ma soprattutto il frutto di tutta una serie di errori.
di Alfonso Fasano
Calcio
De Zerbi al Tottenham può sembrare una scelta assurda, ma non lo è per niente
Nel caso di una non impossibile salvezza, l'allenatore italiano avrà a disposizione mezzi tecnici ed economici pressoché illimitati per ricostruire la squadra. Gli Spurs sono ben diversi dal Marsiglia.
di Redazione Undici