Il Girona non sa ancora se potrà giocare la Champions, è la colpa è del Manchester City

Il problema, ovviamente, è che le due squadre appartengono allo stesso gruppo.
di Redazione Undici 07 Maggio 2024 alle 14:29

Il Girona alla fine non avrà vinto il campionato spagnolo, ma la qualificazione alla prossima Champions League, certificata dalla vittoria ottenuta contro il Barcellona, resta un risultato incredibile. Per il club catalano, ovviamente, ma anche per il gruppo che detiene le azioni della società: è la prima volta, infatti che una squadra europea del City Football Group – una squadra che non sia il Manchester City, ovviamente – si qualifica al torneo UEFA più importante in assoluto. Ecco, questo punto è e resta abbastanza controverso: al Girona, infatti, non sanno ancora se il prossimo anno potranno effettivamente partecipare ala Champions League. E la colpa di questa potenziale esclusione è proprio del Manchester City.

Il problema si poneva già qualche mese fa, e ora è realtà: secondo la norma UEFA sulle multiproprietà, inserita nell’Articolo 5 del regolamento delle competizioni continentali per club, due formazioni che condividono gli stessi azionisti non possono partecipare entrambe alla Champions League. Nel caso dovesse concretizzarsi uno scenario del genere, la priorità verrebbe riservata a chi si classifica nella posizione più alta nel proprio campionato nazionale; se poi le due squadre finiscono nella stessa posizione, lo slot per la Champions viene assegnato al club con il coefficiente UEFA più alto. Insomma, in questo momento il Girona (secondo in classifica nella Liga) non potrebbe partecipare alla massima competizione per club: il City è secondo in Premier League ed è altamente improbabile che possa perdere una posizione, anzi ha una partita in meno rispetto all’Arsenal capolista e quindi è potenzialmente favorito per il titolo; e se la squadra di Guardiola non dovesse riuscire a sorpassare i Gunners e a vincere la Premier, avrebbe comunque un coefficiente più alto rispetto a quello del Girona.

E ora cosa accadrà? In realtà ci sono dei precedenti che inducono all’ottimismo, per il Girona: un anno, fa Milan e Tolosa – entrambe di proprietà del fondo RedBird – erano qualificate a due competizioni “comunicanti”, vale a dire Champions ed Europa League, ma riuscirono a iscriversi normalmente; nel 2018, Lipsia e Salisburgo – due società della galassia Red Bull – si sono addirittura affrontate in una gara di Europa League. Ecco, questi casi precedenti sono stati risolti con dei cambiamenti nell’organigramma, cioè con lo svuotamento dei vertici dirigenziali legati alle società controllanti. Di conseguenza, al Girona “basterà” dimostrare la sua indipendenza dalla dirigenza City davanti a un Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA (CFCB), prima di essere autorizzato a giocare in Champions League. Al momento, però, non è (ancora) detto che accada.

>

Leggi anche

Calcio
Sono passati 25 anni dall’ultima volta in cui c’erano così tanti giocatori italiani in Premier League
Rispetto al 2000/01 sono aumentati i giovani che vogliono confrontarsi con il campionato più ricco e qualitativo del mondo
di Redazione Undici
Calcio
Il Palmeiras si è inventato un modello giovanile che ha fruttato 350 milioni di euro in dieci anni, che porta tanti giocatori in prima squadra
Un sistema profittevole che punta sulla riscoperta del valore dello scouting e della copertura del territorio
di Redazione Undici
Calcio
I club di Europa League stanno facendo pressioni sull’UEFA per non affrontare il Maccabi Tel Aviv, scrive il Times
La squadra israeliana è qualificata al tabellone principale di Europa League dopo aver superato i turni preliminari.
di Redazione Undici
Calcio
Per le sue trasferte in Champions League, il Kairat Almaty farà più chilometri di quanti ne servono per circumnavigare il globo terrestre
Quasi 45mila km, mentre l'intera circonferenza terrestre ne misura 40.075. In confronto, la trasferta del Real Madrid in Kazakistan è una gita fuori porta.
di Redazione Undici