Arrivare secondi dietro alle squadre di Guardiola è un’esperienza molto frustrante

Contro le squadre di Pep, 90 punti non sono mai sufficienti per vincere il campionato.
di Redazione Undici 20 Maggio 2024 alle 15:07

Pep Guardiola è un grandissimo allenatore. Sicuramente è uno dei migliori della storia del calcio, forse addirittura il migliore in assoluto, dipende dalle preferenze personali. Ma il suo talento in panchina è fuori discussione: i 38 trofei vinti in 15 anni di carriera — secondo solo a Ferguson, meglio anche di Mourinho e Ancelotti — con Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City parlano per il tecnico catalano. Avere a che fare con lui, per la concorrenza, deve essere un’esperienza frustrante, un vero e proprio gioco di pazienza (visto che vince quasi sempre) che non paga quasi mai: nella Premier League 2023/24, ad esempio, l’Arsenal ha chiusi la sua grande stagione a 89 punti — si tratta del secondo miglior punteggio nella storia del club dopo gli “Invincibles” di Wenger, campionato 2003/2004 —  eppure ne è uscito sconfitto. Il problema – degli altri – è che giocarsela su certi punteggi astronomici, per Guardiola, è una felice consuetudine: per la quinta volta in carriera, infatti, ai suoi inseguitori non sono bastati 90 o più punti per batterlo. E, ovviamente, per vincere il campionato.

Prima dell’Arsenal e di Arteta, le stesse quote punti erano già state toccate da Livepool e Real Madrid, entrambe per due volte. Ai “Blancos” successe in due stagioni consecutive, nel 2009/10 e nel 2010/11: era il Real di Manuel Pellegrini prima e di José Mourinho poi, era la prima versione di quella che poi sarebbe diventata la corazzata griffata CR7, e non bastarono 96 e 92 punti per battere il Barcellona di Pep. Che, tanto per dare una dimensione numerica alla cosa, arrivò a 99 e 96 punti, mettendo insieme solo tre sconfitte in due campionati interi, quindi in 76 partite complessive.

Dopo altre tre vittorie consecutive in Bundesliga, Guardiola ha deciso di spostarsi nel campionato inglese, dove è riuscito a fare ancora meglio (o peggio, per gli altri) di quanto fatto in Spagna. Per informazioni, chiedere a Jürgen Klopp. L’ex allenatore del Borussia Dortmund è infatti riuscito nell’impresa di perdere due titoli di Premier facendo più di 90 punti, e chissà che sia uno dei motivi per cui ha deciso di lasciare l’Inghilterra dopo quasi dieci anni: nella stagione 2018/19 non bastò un Liverpool da 97 punti per scippare il titolo al City, che finì a quota 98. Nel campionato 21/22, invece, al Manchester bastarono solo 93 punti per avere la meglio sui 92 del Liverpool (che nel giro di qualche giorno perse anche la finale di Champions League). E si arriva a oggi, a questa stagione, dove nemmeno il miglior Arsenal da 20 anni a questa parte è stato in grado di portare via il titolo a Guardiola (anche perché, quando c’è da giocarsela in volata, non sbaglia mai): Manchester City 91, Arsenal 89, e quarto titolo di fila per il City. Non era mai successo nella storia del calcio inglese. E per Guardiola si è trattato del sesto titolo inglese, del 12esimo campionato vinto sui 14 a cui ha partecipato.

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