Per sistemare i conti, l’Arabia Saudita è una delle ultime speranze rimaste al Barcellona

Molti esuberi hanno poco mercato. E il bilancio, come dire, ha bisogno di una sistematina.
di Redazione Undici 11 Giugno 2024 alle 16:34

A Barcellona, più che cambiare l’allenatore e i giocatori, dovrebbero avviare i colloqui per rivoluzionare il reparto contabilità: stando alle notizie arrivate dalla Spagna, precisamente da El Confidencial, il Barcellona avrebbe chiuso la stagione 2023/24 con un debito di oltre tre miliardi di euro. L’emorragia finanziaria del club catalano è talmente grave che lo stipendio di Lewandowski — attualmente da 26 milioni di euro, destinato a salire fino a quota 32 — è diventato un problema enorme. Insomma, a Barcellona hanno bisogno di fare cassa per sanare il bilancio, e liberarsi di ingaggi ingombranti permetterebbe di allentare un po’ la pressione del Financial Fair Play imposto dalla Liga. La soluzione migliore, in casi del genere, è vendere qualche giocatore. Il punto, però, è che tantissimi giocatori del Barça non hanno mercato. Vuoi per le prestazioni altalenanti dell’ultimo anno, vuoi – soprattutto – per gli ingaggi proibitivi garantiti dai loro contratti. E allora una delle ultime speranze, visto che siamo nell’anno 2024, sono le proposte fuori mercato che potrebbero arrivare dall’Arabia Saudita.

Di cifre esatte ancora non se ne parla, perché con un Europeo di mezzo le quotazioni di alcuni dei giocatori potrebbero cambiare, pensiamo per esempio a Ferran Torres, Gündogan e allo stesso Lewandowski. Il quotidiano catalano Sport, che di solito è molto ben informato su ciò che succede dentro il club catalano, scrive però che il Barça spera di piazzare alcuni giocatori – tipo Lenglet e Ansu Fati, il cui valore è ai minimi storici dopo diverse stagioni anonime – nella Saudi Pro League. Dove, naturalmente, ci sono club che sarebbero disposti a prenderli. E a sobbarcarsi i loro stipendi, con qualche ritocchino verso l’altro. Delle suggestioni simili esistono anche per alcuni elementi importanti della rosa, per giocatori come Jules Koundé, Ronald Araujo e Andreas Christensen, e i dirigenti catalani potrebbero anche pensare di cederli. Sempre perché, come detto, il bilancio ha bisogno di una sistematina – per usare un eufemismo.

Il presidente Laporta, nelle ultime settimane, ha indossato la maschera del giocatore di poker. Ha smentito cioè tutte le voci, ha spiegato che la sua società non ha alcun bisogno di vendere giocatori. Ovviamente non è così, se consideriamo i tre miliardi di debito, se pensiamo che negli ultimi mesi il monte ingaggi dei blaugrana è praticamente raddoppiato. E infatti, almeno in questo momento, il Barça non potrebbe registrare Vitor Roque, Iñigo Martínez e (soprattutto) Gavi nella rosa per la stagione 2024/25. A meno che, appunto, non ci siano dei grossi introiti di denaro. Sempre secondo Sport, dall’Arabia sono arrivati ​​i primi approcci estivi: qualche club del campionato saudita ha contattato il Barçellona per valutare, oltre all’acquisto dei giocatori in esubero, anche alcuni accordi commerciali di sponsorizzazione, perché il brand Barça ha ancora un grande appeal all’estero. Anche questa è una notizia piuttosto importante, per un club in difficoltà come il Barça.

>

Leggi anche

Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici
Calcio
Il Brighton ha annunciato che realizzerà il primo stadio in Europa costruito espressamente per il calcio femminile
il progetto si chiama "Built for Her" e vedrà sorgere un impianto da 10mila posti, degli spazi di intrattenimento e parcheggi sotterranei.
di Redazione Undici
Calcio
Per l’Ostiamare di Daniele De Rossi, la promozione in Serie C è soltanto l’inizio di qualcosa di grande
Il club lidense giocherà per la prima volta nella terza divisione del calcio italiano. E il merito è di un progetto fondato sui giovani, sul talento, sull'identità della squadra e del suo pubblico.
di Redazione Undici
Calcio
Un matematico cileno ha fatto causa alla UEFA perché sostiene che il “formato svizzero” della Champions League a 36 squadre sia una sua idea
Secondo Leandro Shara, il sistema dell'attuale League Phase gli è stato "rubato" dalla confederazione europea. E per questo ha chiesto un risarcimento di 20 milioni di euro.
di Redazione Undici