La notte in cui abbiamo ritrovato David de Gea

Il portiere della Fiorentina ha trascinato la squadra viola al tabellone principale di Conference League.
di Redazione Undici 30 Agosto 2024 alle 15:25

Chi ha visto Puskas Akademia-Fiorentina non può che convenire: se la squadra di Palladino è riuscita a uscire indenne dalla partita e a conquistare il pass per il tabellone principale di Conference League, gran parte del merito va ascritto a David de Gea. E il rigore parato nella lotteria finale, dopo il termine dei supplementari, è addirittura marginale: già prima della deviazione decisiva su Szolnoki, infatti, il portiere spagnolo aveva compiuto alcuni interventi davvero incredibili. Ed è grazie a questi interventi che la Fiorentina è rimasta in vita: la squadra di Palladino, al netto delle due espulsioni che l’hanno costretta a giocare i supplementari in nove contro undici, ha offerto una prestazione tutt’altro che brillante. Anzi, si può dire negativa. Il bel gol di Moise Kean, a mezz’ora dalla fine, è stato uno dei pochissimi momenti positivi della trasferta in Ungheria. Per il resto, ripetiamo, gli unici raggi di luce sono stati quelli emanati da De Gea.

Sotto, per esempio, vediamo il portiere della Fiorentina che riesce a respingere un pallone destinato in rete grazie a un riflesso davvero fantastico: il colpo di testa di Plsek è arrivato a pochi centimetri dalla linea, eppure De Gea è riuscito a deviarlo sulla traversa grazie a un velocissimo movimento con le braccia verso l’alto. Ma, come anticipato, c’è stato anche altro. Per esempio, nei supplementari, De Gea ha messo fuori un tiro davvero insidioso tentato da Nagy: il pallone stava per infilarsi sul primo palo, alla destra del portiere spagnolo, che però è stato velocissimo a tuffarsi e a smanacciarlo in calcio d’angolo. Ci sarebbero anche altre parate, sei per la precisione, ma rispetto a queste possono essere considerate di ordinaria amministrazione.

Un gran riflesso, non c’è che dire

Anche nella gara d’andata giocata a Firenze, nonostante i tre gol subiti, De Gea riuscì a essere determinante. Sempre su Plsek, sempre dopo un colpo di testa del centrocampista della la Puskas Akademia. Poi, come detto, è arrivato l’intervento decisivo sull’unico rigore sbagliato nel corso della lotteria finale. Ecco, quel momento è stato un suggello, in qualche modo: di fatto ha portato la Fiorentina a superare il turno nonostante due prestazioni da dimenticare, e ci ha anche restituito un grande giocatore che sembrava perduto.

Sì perché De Gea, è bene ricordarlo a chi non ne ha memoria, è reduce da una stagione vissuta da svincolato. Da inattivo, come si leggeva una volta sugli album delle figurine. La sua è una storia davvero particolare, diciamo anche assurda: dopo dodici anni con il Manchester United, un periodo che l’ha portato a diventare il calciatore britannico con più presenze nella storia dei Red Devils, nessuno aveva avuto il coraggio di puntare su di lui. All’inizio di questo mercato si era parlato di un interessamento del Genoa, poi è arrivata la proposta della Fiorentina: un anno di contratto più opzione per una seconda stagione. Ecco, le prime due partite hanno dimostrato che questa scommessa del club viola è potenzialmente vincente. Sarà divertente capire fino a quando, fino a che punto.

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