Neymar non gioca da un anno, ma continua a essere una macchina da soldi

Merito del suo ingaggio incredibile, ma anche di un appeal commerciale che non risente della sua assenza.
di Redazione Undici 18 Ottobre 2024 alle 16:05

È passato un anno esatto dall’ultima partita giocata da Neymar: era il 17 ottobre 2023, ed era la gara di qualificazione ai Mondiali tra Brasile e Uruguay. Sembra trascorsa un’eternità, e da un punto di vista calcistico è proprio così. Nel frattempo, nonostante sia dovuto restare fermo a casa della rottura del legamento crociato, Neymar ha continuato a incassare uno stipendio incredibile dal suo club, l’Al-Hilal, ha più volte strizzato l’occhio al Santos – la squadra in cui è nato e cresciuto, e in cui starebbe progettando di tornare dopo l’esperienza in Arabia Saudita – ma soprattutto ha continuato a essere una vera e propria macchina da soldi. Come? Grazie ai tantissimi accordi commerciali che ha sottoscritto nel tempo, e che continuano a fruttare nonostante la sua lontananza dai campi da gioco.

I conti in tasca a Neymar sono stati fatti dal quotidiano spagnolo Marca: al di là di quanto gli versa l’Al-Hilal, in questo senso si dice che il suo stipendio oscilli tra i 110 e i 160 milioni di euro l’anno a seconda di variabili legate ai bonus, il fuoriclasse brasiliano incassa altri 40 milioni di euro legati a introiti pubblicitari. I 14 marchi a cui è legato sono Above, Red Bull, We Pink, Replay, Skims, Tropicool, Campline, Plarium, Epic Games, Pokerstars, Blaze, Konami, Mondelez e Aspire Academy. Oltre naturalmente a Puma, il brand con cui ha firmato un ricchissimo contratto nell’autunno del 2020.

È chiaro che molti di questi accordi siano stati firmati prima del grave infortunio di un anno fa. Ma è vero pure che, nel frattempo, l’immagine e l’appeal commerciale di Neymar sono rimasti inalterati– a differenza il suo valore calcistico. Anzi, sono diventati ancora più solidi. Lo ha spiegato, parlando con Marca, Ivan Martinho, professore di marketing sportivo all’ESPM, acronimo di Escola Paulista de Propaganda e Marketing: «Neymar  è molto più che un calciatore: stiamo parlando di una personalità globale che attira attenzioni su di sé in ogni momento della sua vita. E non solo per quello che fa in campo, ma per le polemiche e le discussioni che genera, adesso anche per la sua routine post-infortunio. Questa capacità di rimanere rilevante, indipendentemente dal contesto, è ciò che lo rende come una delle più grandi risorse del marketing sportivo a livello globale». Non a caso, viene da dire, alcuni dei brand che si sono legati a Neymar sono presenti nella vita del giocatore: molto banalmente, Neymar beve Red Bull e si fa ritrarre spesso mentre gioca su Poker Stars. Il fatto che non vada in campo da un anno non ha cancellato questo potenziale commerciale, ed è questa la cosa più significativa: è chiaro che la fama di calciatori come Neymar nasca da quello che hanno fatto o saputo fare in campo, ma poi non si consolida più attraverso i gol, le vittorie, le grandi giocate. Resta lì, solo coltivata diversamente.

>

Leggi anche

Calcio
Robinio Vaz alla Roma è un affare promettente e coraggioso
La squadra giallorossa sta per annunciare l'arrivo di un centravanti giovanissimo e con ampi margini di qualità, e che potenzialmente è anche molto adatto al calcio di Gasperini.
di Redazione Undici
Calcio
Chucky Lozano a San Diego sembrava la storia perfetta, in campo e fuori, e invece le cose sono andate malissimo
L'ex attaccante del Napoli ha avuto un rendimento non proprio esaltante, poi sono venuti i contrasti col tecnico. E così, alla fine, il club ha deciso di tagliarlo.
di Redazione Undici
Calcio
Dopo alcune stagioni davvero terribili, il Deportivo La Coruña sta iniziando a rivedere un po’ di luce
La partita di Copa del Rey contro l'Atlético Madrid è la prima sfida a una big dopo otto anni durissimi nelle serie minori, e sempre sull'orlo del crac finanziario.
di Redazione Undici
Calcio
Il Manchester United sta vivendo la stagione più triste degli ultimi 110 anni
La qualificazione in Champions League potrebbe ancora riscattarla, certo, ma intanto i Red Devis hanno aggiornato altri record negativi: a metà gennaio, infatti, sono già (praticamente) certi di non vincere un trofeo a fine stagione.
di Redazione Undici