Dobbiamo davvero pensare a un Bayern senza Thomas Müller?

Dopo una vita coi bavaresi, pare che il suo contratto non verrà rinnovato. Con lui se ne andrà anche un simbolo di indecifrabile talento ed eccentricità calcistica.
di Redazione Undici 31 Marzo 2025 alle 19:24

Fumata nera all’Allianz Arena. È di queste ore la notizia che il tempo di Thomas Müller al Bayern Monaco scadrà il 30 giugno 2025. Secondo quanto riportato da diversi giornali tedeschi, tra cui l’autorevole Spiegel, non si sarebbe trovato l’accordo per il rinnovo del suo epocale contratto: dopo quasi 800 presenze e (per ora) 263 reti, negli ultimi 17 anni. Ma se si considerano anche quelli delle giovanili, si arriva fino a inizio millennio. Simbiosi biancorossa. Il jolly d’attacco classe ’89 non ha mai vissuto altro calcio al di fuori del Bayern, e il Bayern ha conosciuto pochissimi altri talenti – balistici ed eccentrici – come quello di Müller.

È sempre stato indecifrabile, Thomas. A partire dalla sua posizione in campo, un rebus per gli avversari su tutto il fronte offensivo. È difficile dire in cosa eccelle e impossibile dire in cosa pecchi: vede la porta, smista assist, ha grande tenuta fisica, intelligenza tattica, sa leggere i momenti della partita e colpire quando fa più male. Presi singolarmente, vengono in mente fior di attaccanti migliori di Müller per ciascuno di questi fondamentali. Messi insieme però, ne risulta un ibrido di affidabilità assoluta: il minimo comun denominatore da centrocampo in su ha il numero 25 e la maglia del Bayern.

L’inedita definizione se l’è data lui stesso, anni fa: Raumdeuter. Interprete degli spazi. Un valore aggiunto portentoso per il calcio degli ultimi due decenni. Risultati alla mano, Müller ha vinto tutto. Da assoluto protagonista: 26 titoli nazionali tra campionato e coppe (record), due Champions League. Em naturalmente, il Mondiale 2014 con la Germania. Lui e Manuel Neuer – che però aveva iniziato la carriera allo Schalke – sono il simbolo di questa storia di multidimensionale successo sportivo. Capitano e vice, eppure agli antitesi per ciò che rappresentano: Neuer il tipo – fuoriclasse canonico e ruolo fisso per antonomasia, nonostante la sua rivoluzionaria abilità palla al piede – e Müller l’individuo. Che cambia nel corso della trama, del match e del torneo. Di necessità virtù.

Non è Raumdeuter soltanto quando gioca, Thomas. È un rebus anche oltre il novantesimo: mediaticamente strano, talvolta impacciato, inopportuno – ma con una vena d’ingenuità che fa da contraltare all’inevitabile antipatia del tedesco implacabile che alla fine vince sempre, per dirla alla Gary Lineker. E senza attirare su di sé particolari ondate di riflettori – era pur sempre l’era di Messi e Ronaldo, il suo prime –, lui c’è sempre stato. Fosse una partita di Bundes o una semifinale di Coppa del Mondo in casa del Brasile (già, dicevamo del teorema di Lineker). E con lui il Bayern. Davvero potrà essere la stessa cosa, togliendo il 25 dal mazzo?

Leggi anche

>

Leggi anche

Calcio
I proprietari americani dello Sheffield United hanno fatto un pessimo mercato con l’AI e hanno seriamente pensato di fondere il club con lo Sheffield Wednesday
L'incredibile proposta dimostra la confusione di un management che sembra non aver compreso la realtà della Steel City.
di Redazione Undici
Calcio
Finalmente sono arrivati quel rispetto e quella visibilità che il calcio femminile non ha mai avuto, intervista a Elena Linari
È partita dalla sua Firenze. Oggi è la leader la Nazionale e sta vivendo una nuova esperienza in Inghilterra con il London City Lionesses.
di Jacopo Morelli
Calcio
Il Messico si è inventato delle nuove festività in vista dei Mondiali 2026
La proposta riguarda le tre sedi di Guadalajara, Città del Messico e Monterrey e punta a risolvere il grande problema del traffico
di Redazione Undici
Calcio
Il presidente dello Strasburgo ha spiegato che la multiproprietà non è così male, anzi è per il suo club è una grande opportunità, ma i tifosi continuano a protestare
L'intervento spazientito del club è arrivato quando Emegha, capitano già promesso al Chelsea, è stato apostrofato allo stadio con cartelli del tipo: "Pedina di BlueCo".
di Redazione Undici