Grazie a Szczesny e a Lewandowski, il Barcellona è diventata la squadra più amata della Polonia

Secondo i media di Varsavia, «i turisti polacchi ormai viaggiano in Catalogna per loro, non per vedere la Sagrada Familia».
di Redazione Undici 18 Aprile 2025 alle 15:24

Principali attrazioni di Barcellona: Parc Guell? Casa Batlló? Sagrada Familia? Per un turista polacco, niente di tutto ciò. E nemmeno il Camp Nou, anche se tecnicamente avvicina alla meta: ammirare dal vivo le gesta di Wojciech Szczesny e Robert Lewandowski. Dalla porta all’attacco blaugrana. «Il Barça è da anni uno dei club più popolari della Polonia già prima del loro arrivo», raccontano i giornalisti da Varsavia e dintorni. «Ora che due simboli come loro giocano lì, l’entusiasmo è aumentato in modo esponenziale. La squadra di Flick suscita più emozioni delle Nazionali. Fatta eccezione per la nostra, ovviamente».

La rinascita blaugrana non si sta compiendo soltanto sul piano sportivo. Finita l’era Messi, si è andati incontro a una fisiologica fase di transizione e smarrimento. Servivano nuovi protagonisti, nuovi percorsi identitari. L’arrivo di Lewandowski dal Bayern nel 2022, per 45 milioni di euro più bonus, si colloca esattamente in questa direzione: un campione esperto attorno al quale costruire una rosa giovane e promettente. Meno di tre anni più tardi si è rivelato un affare anche superiore alle previsioni in termini realizzativi – siamo a un passo dal centesimo gol in maglia Barça – e pure mediatici, con l’eco del club che si propaga fino alla patria di Robert.

Complici gli orizzonti limitati del calcio polacco, «le persone da noi leggono più notizie sul Barcellona che sul Lech Poznan o sul Legia Varsavia», spiegano gli addetti ai lavori. Basti pensare che il big match di Ekstraklasa, quest’anno, ha registrato 1,1 milioni di spettatori televisivi. Per il Clásico che varrà la prossima finale di Copa del Rey, che in Polonia sarà trasmessa in chiaro, si prevede un picco da due milioni di contatti. E l’interesse verso i blaugrana ha ormai superato anche quello nei confronti del Real Madrid: seguono, un gradino sotto, Manchester United, Milan e Liverpool. Lo stesso in termini di campionati: una volta la Serie A era la lega estera più popolare in Polonia, ora la Liga – coi trasferimenti di Lewandowski e Szczesny a spostare gli equilibri – ha piazzato il sorpasso.

Questione di spettacolo in campo – la macchina da gol guidata da Flick è pronta a superare quota 150 in stagione – e di appeal dei protagonisti. Anche perché la Nazionale polacca fatica a trovarne di nuovi: così ci si continua ad aggrappare alla generazione di Lewa e compagni. Dovesse pure costare un volo dall’altra parte dell’Europa, rimpolpando la colonia catalana. «I polacchi sono la seconda nazionalità straniera più presente a Montjuïc», la collina vicino all’aeroporto di Barcellona. «Quello che sta succedendo nel nostro Paese è completamente folle. Molti si limitano a comprare maglie blaugrana in aeroporto e non vanno nemmeno a vedere la Sagrada Familia». Valgono più le meraviglie di Robert in area: de gustibus.

Leggi anche

 

>

Leggi anche

Calcio
Alla Roma si vuole vincere in fretta, a Bournemouth si può fare calcio guardando al futuro: intervista a Tiago Pinto
Il President of Football Operations del Bournemouth racconta la sua carriera, le sue esperienze in giro per l'Europa e la sua nuova vita in Premier League: un ambiente in cui si può lavorare in modo creativo e visionario, e non solo per le grandi disponibilità economiche.
di Francesco Paolo Giordano
Calcio
La FIFA vuole ampliare il Mondiale per Club a 48 squadre, e ora pare che anche la UEFA sia d’accordo
In altre parole, tra Gianni Infantino e Aleksander Ceferin sta tornando il sereno.
di Redazione Undici
Calcio
Sondre Fet ha segnato in Bodo/Glimt-Inter, ma fino a qualche anno fa era un fondista e ha battuto Johannes Klaebo, l’atleta più vincente nella storia delle Olimpiadi Invernali
Dagli sprint con gli sci a quelli in area di rigore il passo può essere sorprendentemente breve.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bodo/Glimt sta dimostrando di essere diventato una squadra forte, non più soltanto “strana” e difficile da affrontare
Altrimenti non si battono in sequenza Manchester City, Atlético Madrid e Inter.
di Redazione Undici