A Lione, dopo un inizio promettente, Paulo Fonseca ha vissuto un mese da incubo

La squalifica, l'incredibile eliminazione contro il Manchester, i problemi economici del club. E la possibilità concreta di dover andare via a fine stagione.
di Redazione Undici 06 Maggio 2025 alle 16:05

La stagione di Fonseca si è girata su se stessa in una notte inglese di metà aprile. Era il minuto 111′ e il suo Olynpique Lione era in vantaggio per 4-2, a Old Trafford, contro il Manchester United nel ritorno dei quarti di finale di Europa League. Un fallo ingenuo di Thiago Almada su Casemiro ha regalato ai Red Devils il rigore della speranza, trasformato da Bruno Fernandes. Poi sarebbero arrivati il gol di Mainoo e quello di Maguire: 5-4 in favore dello United, Lione eliminato dopo aver toccato con mano la semifinale. Da quel 17 aprile, ecco il tracollo: il Lione di Fonseca, dopo essersi sciolto in campo, si sta sciogliendo anche fuori.

Tre giorni dopo il disastro europeo, il copione si è ripetuto in Ligue 1: altra sconfitta per 2-1 a Saint-Étienne, con enormi errori difensivi nei due gol avversari (segnati entrambi da Stassin), soprattutto a livello di posizionamento tattico. Nell’ultimo weekend, contro il Lens, si sono visti degli strafalcioni simili: lo 0-1 Koyalipou è arrivato su calcio d’angolo, a causa di un difesa fin troppo statica; Mikautadze ha provato a rimettere in piedi la partita a dieci minuti dalla fine, ma, all’86esimo, un gol di Zaroury ha condannato il Lione al secondo ko negli ultimi tre match di campionato. Una sconfitta pesante che ha complicato la rincorsa europea. Ora l’OL è sesto in classifica, in ritardo di dietro tre punti rispetto allo Strasburgo: se finisse oggi la stagione, la squadra di Fonseca sarebbe qualificata in Conference League.

Sistemare la fase difensiva doveva essere la priorità assoluta dell’allenatore portoghese all0’inizio del suo nuovo incarico, ma la media dei gol subiti (1,7 a partita) dice che la cosa non sta procedendo bene. In realtà, però, l’ex allenatore del Milan non sta attraversando un buon momento in senso assoluto: la sua avventura in Francia era pure partita bene, nelle prime dieci di Ligue 1 con il Lione Fonseca aveva raccolto sette vittorie e tre sconfitte, contro Marsiglia, PSG e Strasburgo, tutte squadre posizionate meglio in classifica. In Europa League, poi, aveva brillantemente guidato la squadra a una comoda qualificazione ai quarti.

Poi è arrivata la squalifica di marzo, occorsa per uno scontro ravvicinato con l’arbitro Benoit Millot alla fine di una partita vinta col Brest. Ed è lì che si invertito il trend: la pessima serata di Manchester, che il tecnico ha imputato alla mancanza di lucidità mentale dopo il gol del 4-2 di Lacazette, ha accentuato la spirale negativa. Al di là dell’analisi di Fonseca, va anche detto che molte sue scelte sono state a dir poco contraddittorie: la conferma della coppia Akouokou-Veretout, per esempio, oppure Caleta-Car preferito a Matic – forse il serbo sarebbe più adatto per dare ordine nella partita di Manchester, soprattutto dopo l’espulsione di Tolisso. Ora lo stesso Matic – nemmeno convocato per la gara di Saint-Etienne – è tornato titolare, ma la squadra resta a quattro punti dal terzo posto, valido per la Champions League. Esattamente la stessa situazione di gennaio, quando Fonseca è subentrato all’esonerato Sage. Una delusione per il presidente John Textor, che in estate parlava apertamente del Lione come di una squadra candidata per vincere il titolo.

L’eliminazione dall’Europa League ha avuto effetti immediati anche ai piani alti. Come riportato da L’Équipe, il direttore Laurent Prud’homme è stato messo ai margini del club, anche se formalmente l’esonero non è stato comunicato. Prima di lui era saltato anche il direttore sportivo David Friio. Il tutto in un clima di instabilità societaria e di gestione. L’UEFA ha recentemente sanzionato 13 club per pendenze economiche: l’OL è il primo in lista, è stato multato per 200.000 euro e temporaneamente bloccato dalla FIFA sul mercato. Il club afferma di aver saldato tutti i debiti e conta su una revoca imminente del provvedimento. Resta il fatto che le inadempienze amministrative sono l’ennesimo segnale di una società che cammina sul filo e in costante emergenza.

Il proprietario americano John Textor – a capo della Eagle Football Holdings, la conglomerata che controlla anche il Botafogo, il Crystal Palace e l’RWD Molenbeek – ha deciso di seguire la squadra nella decisiva trasferta di Monaco di sabato. Forse l’ultima chiamata per un ritorno in Champions. Se il Lione non dovesse centrare la massima competizione europea per club, a fine stagione si potrebbero aprire diversi scenari. Intanto Textor dovrà ricostruire la governance e convincere i soci Michele Kang e Jean-Pierre Conte a reinvestire nel progetto OL. In quest’ottica sarà da valutare anche la panchina di Fonseca. Il presidente ha rassicurato che eventuali difficoltà con il fondo ARES, che gli ha finanziato l’acquisto del Lione, ricadrebbero solo su di lui e non metterebbero a rischio la sopravvivenza del club. L’appuntamento decisivo resta quello del 20 maggio con la Direction Nationale du Contrôle de Gestion, l’organizzazione responsabile del monitoraggio e della supervisione dei conti delle società calcistiche professionistiche in Francia. Da lì passa il futuro di Fonseca, ma forse di tutto il Lione.

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